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La città principale del Lago di Galilea è oggi una nota località turistica. Ma resta un importante centro religioso del giudaismo...

Tiberiade, città sacra e profana

fra Pietro Kaswalder ofm
13 dicembre 2013
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Tiberiade, città sacra e profana
Uno scorcio di Tiberiade vista dal porticciolo. (foto Flah90)

La città di Tiberiade deve il suo nome all’imperatore Tiberio, amico personale di Erode Antipa il tetrarca di Galilea e Perea. Dapprima Erode Antipa aveva pensato di fare di Tiberiade la sua capitale, ma poi trasferì a Sefforis il centro amministrativo della tetrarchia. «Allora Erode tetrarca che aveva il favore di Tiberio costruì una città col suo nome e la chiamò Tiberiade. La costruì nella migliore porzione della Galilea, sul lago di Gennesareth. Ci sono bagni caldi poco distante, in un villaggio chiamato Emmaus (Hammat Tiberiade)», G. Flavio, Antichità giudaiche 18,36. L’autore prosegue dicendo che per costruire Tiberiade fu necessario purificare il sito perché era pieno di sepolcri.

La città dei rabbini. Tiberiade è stata una sede accademica dei rabbini per alcuni secoli. Per alcuni è diventata pure il luogo della sepoltura e le loro tombe sono tuttora visitate. A partire dal II fino al VII secolo d.C. ospitò la sede del sinedrio. Si ricordano tra gli altri Rabbi Iehuda Haqqodesh, Rabbi Eliezer e Rabbi Meir (II secolo d.C.), Rabbi Hanina (220-250 d.C.), Rabbi Simeon bar-Lakish (275 d.C.), Rabbi Kahana e altri ancora. Il titolo onorifico del capo del sinedrio che aveva il riconoscimento dell’autorità romana era patriarca. In ebraico nassi. La funzione del patriarcato dei giudei venne fermata nel corso del V secolo d.C. da Teodosio II.

A Tiberiade fu composta la prima parte della Mishna (II secolo d.C.), e quindi il Talmud di Gerusalemme (400 d.C.). Tra le più importanti realizzazioni dei saggi del giudaismo va ricordato che a Tiberiade fu apposta la Massora al testo consonantico dell’Antico Testamento, un lavoro durato dal VI al IX secolo d.C.

Secondo il Talmud, nel III secolo d.C. a Tiberiade vi erano 18 sinagoghe. Il pellegrino Willibaldo, ca. 723 d.C., parla di alcune chiese e di «alcune sinagoghe» viste a Tiberiade. La Cronaca di Michele il Siriano, un autore del XII secolo, parla di 30 sinagoghe distrutte dal terribile terremoto del 749 d.C.

A Tiberiade si fa memoria di Giuseppe conosciuto col titolo di conte (komes in greco), vissuto al tempo di Costantino I. Epifanio originario di Bet Gibrin (Eleuteropoli) poi eletto vescovo di Salamina, fu suo ospite a Scitopoli e ne ricevette le confidenze. Giuseppe di Tiberiade era un discepolo del patriarca Giuda IV, ma poi si convertì al cristianesimo. Diventato influente alla corte imperiale si adoperò per far costruire edifici cristiani in Galilea. A Tiberiade iniziò a costruire una basilica al posto dell’adrianeo, ma dovette accontentarsi di un edificio di piccole proporzioni.

La città in epoca romano-bizantina sembra fosse abitata esclusivamente da giudei se Epifanio scrive che «né elleno, né samaritano, né cristiano» poteva vivere in quella città. San Gerolamo riconosce di aver ricevuto da un rabbino di Tiberiade il testo ebraico delle Cronache per tradurlo in latino.

In tarda epoca bizantina Tiberiade divenne sede episcopale suffraganea di Scitopoli nella Palaestina Secunda. L’elenco dei vescovi comincia a partire dalla conquista araba, dopo il 637 d.C. Si conoscono i nomi dei vescovi Isacco, Severo e Gabriele.

Nel primo periodo islamico (secoli VII e VIII d.C.) Tiberiade fu la capitale della provincia omayyade Jund al-Urdunn. Nel periodo che precede i crociati sono andate perdute le memorie degli antichi edifici cristiani di Tiberiade. Qualcuno è stato recuperato negli scavi attuali, altri sono stati trasformati in moschea.

Al tempo dei crociati (XII secolo) Tiberiade era divenuta la capitale del principato di Galilea, sede della signoria di Tancredi d’Altavilla. Il vescovo di Tiberiade era dipendente da Nazaret. In epoca crociata si ricorda la sepoltura a Tiberiade del grande rabbino spagnolo Maimonide morto al Cairo nel 1206.

La chiesa crociata di San Pietro sulla riva del mare a nord della città moderna risale a questo periodo. A Tiberiade i crociati facevano memoria di tutti gli eventi evangelici ambientati sul lago di Galilea, perché Cafarnao e le altre città del lago erano a loro sconosciute. Le antichità presenti nella città moderna risalgono al tempo dei crociati o dopo. Tra queste ricordiamo la chiesa dei greci ortodossi e alcune moschee ora in disuso.

Sulla collina di Berenice. Tra i tanti archeologi che hanno operato a Tiberiade, ricordiamo Yair Hirschfeld, i cui scavi si sono concentrati sulla collina a sud-ovest chiamata il Monte di Berenice e Qasr el-Bint al Malik in arabo. Fin qui si era estesa la città in epoca bizantina. Berenice era la sorella del re Agrippa II (58-93 d.C.).

Lo scavo aveva preso il via nella speranza di ritrovare il palazzo di Erode Antipa, di cui Giuseppe Flavio ha scritto. In pratica è stato trovato il livello romano ma poi anche il muro del tempo di Giustiniano che sale dalla città bassa fino alla basilica detta dell’Ancora. Questa basilica bizantina del VI secolo d.C. si differenzia da tutte le altre perché sotto l’altare, al posto delle reliquie dei martiri conserva un’ancora protetta da una lastra di marmo.

Non sono state trovate iscrizioni dedicatorie e non si hanno notizie relative a questo strumento nautico che non è certo normale reperire dentro una chiesa.

Un pezzo d’arte tardo-bizantina è stato depositato dietro l’altare della chiesa in epoca crociata, esattamente sopra l’ancora venerata. Si tratta della faccia di un santo, un affresco dell’XI secolo parallelo all’Angelo dell’Agonia trovato nella basilica del Getsemani.

Mosaici con scene naturali di uccellini e frutti, uva, melograno ecc. decorano tutto l’ambiente sacro. La basilica risulta essere stata ricostruita in epoca abbaside dopo il terremoto del 749 d.C. che aveva distrutto tutta la città.

La chiesa di S. Pietro venne acquistata dalla Custodia di Terra Santa nel 1641 e rinnovata nel 1870 e 1944. Ad eccezione della facciata, tutto l’edificio – dalle misure di metri 6,65×19,90 – risale al periodo crociato. La particolarità di questa chiesa è l’abside che termina ad angolo come la carenatura di una nave. Nel 1903 fu costruita a lato del convento francescano la Casa Nova per ospitare i pellegrini.

Dopo la fondazione dello Stato di Israele (1948) a Tiberiade sono stati fatti enormi investimenti per restituire alla città il suo carattere di centro turistico. Decine di alberghi, attracchi per le barche e chilometri di spiagge sono stati costruiti a beneficio dei visitatori.

Ma Tiberiade rimane ancora un luogo caro al giudaismo e meta di pellegrinaggi alle tombe venerate: la tomba di Iohanan ben Zakkai (I secolo d.C.), Rabbi Akiva (II secolo d.C.), Rabbi Meir Baal Hannes (II secolo d.C.) e di Rabbi Moshé ben Maimon (1260). Maimonide è l’ultimo grande rabbino che ha chiuso per così dire la fase creativa della halakhà giudaica, fissando i 614 precetti che il pio ebreo deve osservare.

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