Indossare un abito nuovo, cucito su misura, per un appuntamento importante: con il presente e con il futuro. Cambiare per restare noi stessi.
Il prossimo numero dell’Eco di Terrasanta adotterà un formato e un impianto grafico più moderni e, ci auguriamo, efficaci.
Il giornale che avete tra le mani e che da trentasei anni accompagna la crescita di una comunità di oltre diecimila lettori si prepara a essere più agile, diretto e, soprattutto, meglio integrato con i nuovi vettori della comunicazione contemporanea, che si incrociano sulle vie digitali di internet e dell’universo social.
Non sarà una rivoluzione, ma un’evoluzione, non imposta ma ricercata, condivisa e proposta all’interno di un percorso coerente con l’identità e la storia di un contenitore creato e sviluppato nel tempo dalla redazione per essere voce e testimonianza della presenza cristiana e delle opere educative, culturali e di tutela dei luoghi e della preghiera liturgica affidati alla Custodia in Terra Santa.
Continueremo a documentare esperienze di vita, di convivenza, di dialogo, di positività e proseguiremo nel racconto analitico di ciò che ferisce le comunità di quelle regioni: tensioni, crisi, guerre, sofferenze. Ogni giudizio avrà come sorgente la irriducibile speranza che l’Avvenimento cristiano ha irradiato da Gerusalemme al mondo.
Anche la presenza dei Commissari di Terra Santa in Italia troverà nell’Eco una possibilità di espressione diretta e ancor più personalizzata nel rapporto con chi, nelle nostre città e nei nostri paesi, vive una prossimità ideale con i luoghi della Salvezza e con le persone che li popolano.
Come realizzare tutto ciò? Ogni numero del giornale sarà caratterizzato da una ampia sezione di Primo piano che affronterà un tema scendendo in profondità, cercando le ragioni, trovando risposte agli interrogativi, dando voce ai protagonisti. L’esperienza, la professionalità e la sensibilità dei giornalisti che firmano ogni articolo saranno per tutti garanzia primaria di affidabilità. E così il rapporto non mediato con le fonti, con i frati della Custodia, con gli uomini e con le donne che ogni giorno percorrono le strade di Israele, Palestina, Siria, Libano, Giordania, Egitto, Cipro e Rodi.
In pagina troverete poi un «Secondo piano», interviste, un notiziario redatto in forma sintetica e integrato con lo sviluppo quotidiano di contenuti su Terrasanta.net. E ancora: uno spazio riservato al Commissariati e ai volumi pubblicati da Terra Santa Edizioni.
Salutiamo così, con gratitudine, l’ultimo Eco in formato tabloid. E ci prepariamo al cambio d’abito con una certezza e un augurio. La certezza: chi ci ha conosciuto, ci riconoscerà. L’augurio: aprirsi a nuovi incontri, rapporti, occasioni di conoscenza e di crescita.
Eco di Terrasanta 6/2026
Cattolici di lingua ebraica in festa
Una volta all’anno, in concomitanza con la ricorrenza delle Capanne (Succot), in Israele le comunità dei battezzati si riuniscono. Quest’anno a tema la lettera pastorale del cardinale Pizzaballa.
Francesco e il bambino di Betlemme
Il Centenario di quest’anno si chiude con il ricordo del Natale di Greccio: Francesco – racconta Tommaso da Celano – mette in scena la Natività, celebrando l’Eucaristia sulla greppia vuota. Un messaggio che è sfida radicale per Chiesa, società e cultura di oggi.


















