
Una volta all’anno, in concomitanza con la ricorrenza delle Capanne (Succot), in Israele le comunità dei battezzati si riuniscono. Quest’anno a tema la lettera pastorale del cardinale Pizzaballa.
Sabato 26 settembre circa 270 cattolici, tanto di espressione ebraica quanto di lingua russa, sono convenuti da diverse città di Israele a Kiryat Yearim, presso il convento delle suore di San Giuseppe dell’Apparizione.
La località è nota agli ebrei praticanti perché – secondo il racconto biblico del Primo libro di Samuele – vi fu custodita per qualche tempo l’Arca dell’alleanza, vale a dire la cassa preziosa che in origine conteneva le tavole della legge, con i dieci comandamenti che Dio stesso diede a Mosè sul Monte Sinai. Restituita agli israeliti dai filistei, che se n’erano precedentemente impossessati in battaglia, l’arca rimase a Kiryat Yearim fino a che non trovò collocazione nel cuore del culto giudaico: il Tempio di Gerusalemme.
Ma torniamo allo scorso 26 settembre. L’incontro è un appuntamento ormai consueto che torna ogni anno in concomitanza con la festa ebraica di Succot (o delle Capanne). Nella giornata trascorsa con i cattolici russofoni, i fedeli che vivono immersi nella cultura ebraica e ne condividono la lingua e molti riferimenti culturali hanno concluso i festeggiamenti per i 70 anni del Vicariato San Giacomo, creato in seno al Patriarcato latino di Gerusalemme proprio per riunire e assistere sotto il profilo pastorale questa piccola minoranza dentro la minoranza cristiana locale (che per lo più appartiene al mondo arabo).
Il momento di festa e di formazione ha anche segnato l’apertura del nuovo anno pastorale che avrà come tema l’Amore.
La giornata è entrata nel vivo quando padre Benedetto (Benny) Di Bitonto, responsabile della comunità di Gerusalemme, ha presentato la lettera pastorale del patriarca latino Tornarono a Gerusalemme con grande gioia, pubblicata dal card. Pierbattista Pizzaballa lo scorso 30 aprile. Un testo denso, che raccoglie le riflessioni pastorali maturate dal 7 ottobre 2023 ad oggi. Dopo la relazione di padre Benny, i presenti si sono suddivisi in piccoli gruppi per leggere e discutere alcuni brani scelti della lettera. «Queste conversazioni – leggiamo nella breve cronaca riportata nel sito del Vicariato San Giacomo – hanno offerto una preziosa opportunità per condividere esperienze, ascoltarsi a vicenda e discernere insieme in che modo il Signore chiami le nostre comunità a crescere nella fede e nel servizio».
Un passaggio della lettera pastorale è dedicato proprio a questo frammento di Chiesa. Riflettendo sulle divisioni che si sono accentuate, il cardinale Pizzaballa scrive: «La comunità cattolica di espressione ebraica, in questa contesa così polarizzante, non si è sempre sentita ascoltata dalla propria Chiesa, e lo ha espresso chiaramente. I nostri fratelli e sorelle cattolici di lingua ebraica vivono una particolare solitudine ecclesiale. Sono parte di una Chiesa che forse non sentono totalmente loro. Nei prossimi mesi, cercherò occasioni per incontrare personalmente questa componente della nostra Diocesi, per ascoltarli meglio».
Sul tema, il patriarca è tornato nuovamente nelle settimane scorse, durante la lectio magistralis pronunciata alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, il 6 ottobre, dopo il conferimento del dottorato honoris causa in Human Rights, Global Politics and International Studies.
«Alcuni nostri cattolici di lingua ebraica hanno espresso chiaramente la difficoltà di sentirsi ascoltati dalla propria Chiesa – ha affermato –. È una constatazione che mi interpella personalmente. Posso pensare di avere pronunciato una parola giusta, e scoprire che qualcuno affidato alla mia responsabilità non vi ha riconosciuto attenzione alla propria vita. Devo prenderlo sul serio, ascoltare meglio e chiedermi come essere pastore anche per lui. La responsabilità della comunione comincia da questa disponibilità a lasciarsi interrogare».
Proprio per poter ascoltare meglio, pochi giorni più tardi – dal 26 al 28 ottobre –, il patriarca (che parla bene l’ebraico e ha speso anni al servizio della comunità cattolica ebreofona di Gerusalemme) ha messo in agenda una visita pastorale al Vicariato San Giacomo.
Eco di Terrasanta 6/2026
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