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I tre verbi francescani

Giuseppe Caffulli
22 novembre 2022
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I tre verbi francescani
Piero Casentini, Presepio di Greccio, Limiti di Greccio (Rieti), 2004. (immagine di P. Casentini)

All’inizio dell’anno i ministri generali hanno firmato un documento che offre spunti di riflessione e di metodo per la celebrazione dei prossimi anniversari francescani 2023-2026. Nel recente discorso di papa Bergoglio, le indicazioni per essere ancora di più – da francescani – al servizio della Chiesa.


Con un documento datato 1 gennaio 2022 e firmato dai superiori generali degli ordini francescani (frati minori, frati minori cappuccini, frati minori conventuali, Terz’ordine regolare e ordine francescano secolare) le famiglie francescane hanno dato avvio, a partire dal 2023, a un «tempo di grazia», che ci accompagnerà fino all’anniversario degli ottocento anni della morte di Francesco d’Assisi nel 2026. Questo percorso, si legge nel documento, è scandito da «cinque centenari parte di un unico progetto tematico, che si svilupperà gradualmente e armonicamente secondo la cronologia degli eventi celebrati».

Nello specifico, i cinque centenari sono: la Regola e il Natale di Greccio (2023), il dono delle Stimmate (2024), il Cantico delle Creature (2025), la Pasqua di Francesco d’Assisi (2026). «La celebrazione dei centenari – spiegano i ministri generali – diventa una occasione propizia per sostenere, come famiglia francescana, la riforma ecclesiale che il Papa sta portando avanti nel suo pontificato». E inoltre, «la celebrazione dei centenari ha fondamentalmente lo scopo e la finalità di orientare con decisione il nostro sguardo verso il futuro e di rafforzare carismaticamente la nostra identità francescana». L’esortazione è che l’impegno diventi capillare, a partire dal contesto nel quale ci si trova: «La celebrazione dei centenari si presenta senza dubbio come una buona occasione per rendere visibile la famiglia francescana nella sua integralità. Sarebbe molto opportuno che a livello nazionale e/o regionale tutte le attività e le iniziative fossero coordinate da una commissione rappresentativa di tutta la famiglia francescana». Ma per non chiudersi nel perimetro delle sacrestie, è oltremodo necessario «investire in fantasia e creatività, affinché (le iniziative) abbiano il loro impatto anche su ambienti sociali e culturali non ecclesiali».

Per evitare che gli anniversari francescani siano un’occasione sprecata, occorre stare alla larga da proposte elitarie. «C’è il rischio – rimarca il documento – che le proposte rimangano troppo concentrate sull’aspetto teorico e intellettuale, e per questo sarebbe opportuno indicare in ognuno dei temi l’obiettivo perseguito con il tema proposto e qualche azione che dinamizzi la dimensione esperienziale e pratica. (…) I temi contenutistici si prestano ad essere arricchiti e approfonditi per mezzo di convegni, incontri, capitoli delle Stuoie, mostre, pellegrinaggi, esperienze di missione». Il documento, che per ogni centenario indica testi di riferimento, obiettivi e azioni possibili, si conclude con un invito perentorio, che va allargato a tutti coloro che si riconoscono nella spiritualità francescana: «Cominciamo, sorelle e fratelli, perché adesso tocca a noi ridonare e restituire questi doni che frate Francesco ci ha donato».

Sul tema dei centenari francescani è intervenuto anche papa Francesco il 31 ottobre scorso, ricevendo in udienza i membri del Coordinamento ecclesiale per l’VIII Centenario francescano, di cui fanno parte appunto i rappresentanti delle famiglie francescane di tutto il mondo. «Quando ho scelto di chiamarmi Francesco sapevo di far riferimento a un santo tanto popolare, ma anche tanto incompreso. Infatti, Francesco è l’uomo della pace, l’uomo della povertà, e l’uomo che ama e celebra il creato; ma qual è la radice di tutto questo, qual è la fonte? Gesù Cristo. È un innamorato di Gesù Cristo, che per seguirlo non ha paura di fare il ridicolo ma va avanti. La sorgente di tutta la sua esperienza è la fede. Francesco la riceve in dono davanti al Crocifisso, e il Signore Crocifisso e Risorto gli svela il senso della vita e della sofferenza umana. E quando Gesù gli parla nella persona del lebbroso, lui sperimenta la grandezza della misericordia di Dio e la propria condizione di umiltà. Per questo, pieno di gratitudine e di stupore, il Poverello passava ore con il suo Signore e diceva: “Chi sei tu? Chi sono io?”. Da questa fonte riceve in abbondanza lo Spirito Santo, che lo spinge a imitare Gesù e seguire il Vangelo alla lettera. Francesco ha vissuto l’imitazione di Cristo povero e l’amore per i poveri in modo inscindibile, come le due facce di una stessa medaglia». «Il prossimo centenario francescano – spiega papa Francesco – sarà una ricorrenza non rituale, se saprà declinare insieme l’imitazione di Cristo e l’amore per i poveri. E questo sarà possibile anche grazie all’atmosfera che si sprigiona dai diversi “luoghi” francescani, ciascuno dei quali possiede un carattere peculiare, un dono fecondo che contribuisce a rinnovare il volto della Chiesa».

La riflessione di Bergoglio si concentra poi sul fascino che Francesco continua ad avere sull’uomo d’oggi. «Dopo otto secoli, san Francesco resta comunque un mistero. Così come resta intatta la domanda di fra’ Masseo: “Perché a te tutto il mondo viene dietro, e ogni persona pare che desideri di vederti e d’udirti e d’ubbidirti?” (Fioretti, X: FF 1838). Per trovare una risposta occorre mettersi alla scuola del Poverello, ritrovando nella sua vita evangelica la via per seguire le orme di Gesù. In concreto, questo significa ascoltare, camminare e annunciare fino alle periferie». Ed ecco i tre verbi che il Papa consegna alla famiglia francescana e ai fedeli di tutto il mondo, nel segno di Francesco d’Assisi: «Ascoltare, in primo luogo. Francesco, davanti al Crocifisso, sente la voce di Gesù che gli dice: “Francesco, va’ e ripara la mia casa”. E il giovane Francesco risponde con prontezza e generosità a questa chiamata del Signore: riparare la sua casa. Ma quale casa? Piano piano, si rende conto che non si trattava di fare il muratore e riparare un edificio fatto di pietre, ma di dare il suo contributo per la vita della Chiesa; si trattava di mettersi a servizio della Chiesa, amandola e lavorando perché in essa si riflettesse sempre più il Volto di Cristo». Poi il tema dell’itineranza, tanto caro al cuore del Poverello: «In secondo luogo camminare. Francesco è stato un viandante mai fermo, che ha attraversato a piedi innumerevoli borghi e villaggi d’Italia, non facendo mancare la sua vicinanza alla gente e azzerando la distanza tra la Chiesa e il popolo. Questa medesima capacità di “andare incontro”, piuttosto che di “attendere al varco”, è lo stile di una comunità cristiana che sente l’urgenza di farsi prossima piuttosto che ripiegarsi su sé stessa. Questo ci insegna che chi segue san Francesco deve imparare a essere fermo e camminante: fermo nella contemplazione, nella preghiera, e poi andare avanti, camminare nella testimonianza, la testimonianza di Cristo». «Infine, annunciare fino alle periferie», esorta papa Francesco. «Ciò di cui tutti hanno bisogno è giustizia, ma anche fiducia. Solo la fede restituisce a un mondo chiuso e individualista il soffio dello Spirito. Con questo supplemento di respiro le grandi sfide presenti, come la pace, la cura della casa comune e un nuovo modello di sviluppo potranno essere affrontate, senza arrendersi ai dati di fatto che sembrano insuperabili».

Insomma, conclude il Papa, «auspico vivamente che tale percorso spirituale e culturale possa coniugarsi con il Giubileo del 2025, nella convinzione che san Francesco d’Assisi spinge ancora oggi la Chiesa a vivere la sua fedeltà a Cristo e la sua missione nel nostro tempo».


Lombardia, al via progetto Frate Francesco 2023-26

I superiori generali degli ordini francescani che il primo gennaio hanno firmato il documento sugli anniversari hanno espresso l’auspicio che «a livello nazionale e/o regionale tutte le attività e le iniziative fossero coordinate da una commissione rappresentativa di tutta la famiglia francescana». In Lombardia sono stati compiuti i primi passi in questa direzione, con la creazione di una commissione che unisce rappresentanti delle famiglie francescane, docenti universitari e rappresentanti di altre realtà interessate, per sviluppare un programma di iniziative da oggi al 2026, volte a valorizzare nella regione l’eredità culturale del santo patrono d’Italia. Convegni scientifici, mostre, pubblicazioni, visite guidate nei luoghi della storia e dell’arte francescana, rassegne di cinema su Francesco d’Assisi. Coinvolgendo insegnanti, gli Scout e la Gioventù francescana (GiFra), si intende proporre ai giovani la riscoperta del messaggio di Francesco d’Assisi e temi culturali di attualità legati agli anniversari: la bellezza del Creato; la tutela del Creato; il tema della povertà e del godimento universale dei beni; la libertà dai beni e la sana gestione di consumi e alimentazione, ecc. Opere a tema francescano dei musei ecclesiastici della Lombardia saranno esposte in percorsi di «museo diffuso» e sarà valorizzato il patrimonio di presepi artistici o di musei dei presepi lombardi. Tutte le iniziative saranno presentate sul portale fratefrancesco2026.it

I temi degli anniversari sono stati presentati durante le Giornate di Archeologia e Storia del Medio Oriente 2022 e le relazioni sono disponibili sul canale YouTube di TS Edizioni. (f.p.)

Terrasanta 6/2022
Novembre-Dicembre 2022

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