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Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia
Il Commissariato del Triveneto viene fondato nel 1392. L'attuale Commissario, fra Adriano Contran, ci racconta il legame con Gerusalemme.

Terra Santa e Triveneto, 600 anni d’amicizia

Carlo Giorgi
14 gennaio 2015
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Terra Santa e Triveneto, 600 anni d’amicizia
Fra Adriano Contran (a sin.) con un gruppo di pellegrini nel sito archeologico di Chorazin, in Galilea (Israele).

«Ricordo che il padre maestro, negli anni della mia formazione, mi diceva sempre: “Quando puoi, esci dal Veneto; non bisogna rimanere chiusi, bisogna aprirsi!”. Ho sempre coltivato il desiderio di partire e, in fondo, mi è sempre piaciuto aiutare le persone a scoprire il Signore…». Non è un caso che proprio fra Adriano Contran, frate minore francescano originario di un paesino della provincia di Padova, sia stato scelto per diventare il nuovo Commissario di Terra Santa del Triveneto: lo spirito missionario, l’apertura al mondo e l’attenzione per il cammino delle anime non gli mancano; e sono queste le doti indispensabili per un Commissario di Terra Santa.

Fra Adriano ha assunto l’incarico da alcuni mesi, diventando il quarantesimo Commissario del Triveneto in oltre 600 anni ininterrotti di presenza in quest’area (vedi box). Il territorio che gli è affidato comprende Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino ed è più esteso di ogni altra regione italiana; vi abitano oltre 6 milioni e mezzo di persone, quanti sono – per rimanere in clima mediorientale – gli abitanti dell’intero Regno di Giordania.

Il nuovo Commissario, tuttavia, non parte da zero per realizzare la sua missione. Può contare anzi sull’attività svolta dai suoi predecessori, in particolare da fra Aldo Tonini che, come Commissario, ha fondato l’associazione Amici di Terra Santa, un nutrito gruppo di sostenitori delle attività della Custodia.

«Alla fine degli anni Ottanta monsignor Antonio Mistrorigo, vescovo di Treviso, si trovava su un aereo di ritorno dalla Terra Santa – racconta fra Adriano –; sullo stesso volo viaggiavano anche fra Aldo e la sua comitiva. “Adesso cosa farà con questi pellegrini?”, chiese monsignor Mistrorigo a fra Aldo; suggerendogli poi di tenerli uniti e di continuare a seguirli». Detto, fatto. Tornato a Treviso il Commissario fonda gli Amici di Terra Santa, il cui scopo è quello di «assimilare e vivere il messaggio dei Luoghi Santi per rendere i suoi membri sempre più conformi a Cristo». Il movimento è organizzato in gruppi locali (ce ne sono una dozzina, da Trento a Padova, da Udine a Vicenza) che partecipano a ritiri e incontri formativi, promuovono i pellegrinaggi in Terra Santa. «Ogni gruppo ha un responsabile che tiene i contatti con me – spiega fra Adriano –, ricorda gli appuntamenti e gli impegni ai partecipanti. Alcuni gruppi si ritrovano il terzo sabato del mese per pregare per la Terra Santa. Una delle loro attività è il sostegno economico alla Custodia: nella parrocchia di Favaro Veneto, ad esempio, si ritrovano le cosiddette «donne del mercoledì» che organizzano vendite di beneficenza, versando le offerte alla Custodia; chi ha un esercizio commerciale, poi, tiene una cassetta sul banco e ci aiuta con le offerte raccolte. Questi gruppi sono davvero importanti, perché il padre commissario non può arrivare ovunque e ha bisogno di sostengo e aiuto!».

Fra Adriano è stato ordinato sacerdote diciotto anni fa. Ha svolto il suo ministero in oratorio, e poi diversi anni come parroco. Oggi il ruolo da Commissario viene a coronare un antico sogno: «Nei primi anni di sacerdozio avevo desiderato partire per le missioni – racconta fra Adriano – e qualche volta, nei mesi estivi, sono anche andato in Guatemala o a El Salvador; al tempo stesso devo dire di aver conosciuto la Custodia quando da giovane sacerdote svolgevo il mio servizio in un oratorio di Treviso. Allora avevo fatto un pellegrinaggio con padre Lino Carollo («colonna» del commissariato del Triveneto, salito al padre proprio lo scorso 30 ottobre, a 93 anni, avendo guidato, anno dopo anno, 165 pellegrinaggi in Terra Santa – ndr) ed ero rimasto ammirato da come operava: ogni luogo visitato era un’occasione bella per una catechesi. Padre Lino riusciva a toccare il cuore delle persone… Terminato il pellegrinaggio ebbi subito l’occasione di seguire un corso per guida di Terra Santa, a Gerusalemme. Oggi, dopo tanti anni, posso finalmente mettere a frutto quell’esperienza».

Per informazioni sul commissariato del Triveneto clicca qui.

 


 

L’isola dove san Francesco andò a riposare
e il nobile veneziano che proteggeva i pellegrini

Sono profondi e antichissimi i legami tra il Commissariato del Triveneto e la Terra Santa. Quando, nel 1220, san Francesco torna in Italia dopo essere stato in Terra Santa e aver dialogato con il sultano Malek el Kamel, sbarca proprio a Venezia. Francesco ha bisogno di riposo e di un luogo dove pregare. Arrivato su una piccola isola di proprietà del nobile veneziano Jacopo Michiel viene accolto dal canto festoso di una moltitudine di uccelli. E qui si ferma. Oggi il santuario di San Francesco del Deserto (nella foto), ricorda la sosta del santo d’Assisi. 160 anni dopo, nel 1392, il Custode di Terra Santa chiede ufficialmente alla Repubblica di Venezia di istituire un Commissario di Terra Santa, che si preoccupasse della salute dei pellegrini in partenza e di ritorno dalla Terra di Gesù.

Inizialmente si trattava di un ruolo soprattutto civile e organizzativo; il primo Commissario di Venezia fu un realtà un laico: si chiamava Ruggero Contarini e proveniva da una delle più nobili e influenti famiglie veneziane. Suo fratello Giovanni, tanto per dare un’idea, fu patriarca latino di Costantinopoli dal 1409 al 1451. Da allora, 623 anni fa, a Venezia c’è sempre stato un Commissario di Terra Santa ed ancora oggi la sede legale è a Venezia, pur essendo quella operativa trasferita a Treviso dal 1988, presso la Grande Chiesa Votiva della città.

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