Terrasanta.net - Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia.
Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia

Enoch che ha camminato con Dio

don Vincenzo Lopasso
18 novembre 2013
email whatsapp whatsapp facebook twitter versione stampabile

Al settimo posto, tra i patriarchi antidiluviani, nella linea dei discendenti di Set, figlio di Adamo, è nominato Enoch, nonno di Noè e padre di Matusalemme, famoso per aver vissuto più di ogni altro uomo sulla terra, ben 969 anni (Genesi 5,27). Nella genealogia di Luca è considerato lontano antenato di Gesù (Luca 3,37). Nel brano citato della Genesi si narra che, dopo aver camminato con Dio, fu rapito in alto (Gen 5,21-24). Un rapporto con il cielo si evince anche nel particolare degli anni della sua vita, 365 anni, il numero dei giorni dell’anno solare. Questi elementi, assieme al fatto che compare al settimo posto nella lista dei discendenti di Adamo, fanno ritenere che il passo biblico sia stato influenzato da antiche tradizioni mesopotamiche, in particolare dal ricordo del re En-men-dur-anki, che pure figura al settimo posto nella lista dei re antidiluviani, e che era associato al sole, in quanto re della città di Sippar, dove veniva praticato il culto a Shamash, divinità solare.

È noto che nell’Antico Testamento ci si interessa soprattutto del rapporto religioso degli uomini con Dio nell’ambito della rivelazione. Perciò il nostro personaggio rimanda a Elia, vissuto nel nono secolo, ai tempi di Acab e della regina Gezabele, nel regno del Nord. La missione di questo grande profeta fu tesa a propugnare con zelo la fede in YHWH contro gli influssi della religione locale cananea. Anche di lui si tramanda che scomparve misteriosamente, trasportato in cielo su un carro di fuoco (2 Re 2,11). Inoltre Enoch è l’opposto di Lamech, il famigerato e sanguinario successore di Caino, il quale appare pure al settimo posto nella generazione di Adamo, ma nella linea di Caino (Gen 4,18). In pratica, tra questi antichi patriarchi, egli ci viene descritto come uomo di Dio, analogamente a Noè, che si distinse per giustizia e integrità (Gen 6,9). In questo senso se ne perpetua il ricordo nelle epoche recenti. Il Siracide lo annovera, accanto a Noè, tra le grandi figure dell’Antico Testamento, e ne tesse le lodi: fu «esempio di scienza», probabilmente nel senso che fu istruito da Dio su misteri delle cose future (44,16; 49,14).

Nel Nuovo Testamento la lettera agli Ebrei, supponendo che non abbia visto la morte, ne rievoca l’assunzione in cielo, giustificandola alla luce della fede e della vita vissuta in modo conforme alla volontà di Dio (Eb 11,5-6). In tal modo egli diventa simbolo dei credenti che non vedono la morte, perché sulla terra hanno condotto una vita incorruttibile. Sia Ebrei 11,5-6 che Giuda 14-15, l’altro testo biblico che lo menziona, dipendono dalla lettura apocrifa dove godette di una fortuna straordinaria, forse superiore a quella di ogni altro personaggio biblico. La Lettera di Giuda riporta una citazione di Enoch etiopico 60,8 nel contesto dell’annuncio del giudizio finale.

Nella letteratura apocrifa troviamo dei libri che vanno sotto il nome di Enoch nei quali si trova una serie di rivelazioni che egli ricevette direttamente da Dio per la salvezza dei giusti della fine dei tempi. Il testo più importante è Enoch etiopico, composto di centocinquanta capitoli raggruppati in cinque sezioni, alla maniera della Torah che è costituita di cinque libri. In tale scritto egli rappresenta un altro Mosè in quanto riceve da Dio la chiave dei misteri e delle rivelazioni.

In questa tradizione si mantiene viva l’idea che Dio rivela i suoi segreti a coloro che vivono un particolare rapporto con lui, agli uomini che egli benefica della sua amicizia. Se Enoch è visto come intermediario di rivelazione, è perché ha «camminato con Dio», al pari di Noè e di altri grandi uomini dell’Antico Testamento. Non è possibile pensare di conoscere il Signore e la sua rivelazione senza stare con lui.

Abbonamenti

Il periodico Terrasanta si rivolge a coloro che intendono approfondire gli aspetti culturali e spirituali della Terra Santa.
Offre articoli su Bibbia, attualità, ecumenismo, archeologia, cultura e dialogo tra le religioni.

Per ricevere il periodico (6 numeri l’anno) la quota d’abbonamento è di 28,00 euro. Disponibile, a 20,00 euro, anche in versione pdf.

Maggiori informazioni
Un saggio di Terrasanta

Vuoi farti un’idea del nostro bimestrale?
Ti mettiamo a disposizione un numero del 2019.
Buona lettura!

Sfoglia il numero
L'indice delle annate

Ai nostri abbonati e lettori più assidui potrà tornare utile l’indice generale della nuova serie di Terrasanta dal 2006 ad oggi.

Il file, in formato pdf, consente di cercare gli articoli, gli autori e i temi che vi interessano di più ed individuare i numeri e le pagine in cui sono stati pubblicati.

Scarica il file
Archivio Storico

Nel 2021 la rivistaTerrasanta compirà cent’anni.

Volete scoprire com’eravamo agli inizi?

Mettiamo a vostra disposizione le prime cinque annate de La Terra Santa (1921-1925) in formato digitale.

Vai all'archivio
La farmacia di Dio
Anna Maria Foli

La farmacia di Dio

Antichi rimedi per la salute, il buon umore, la bellezza e la longevità dalla tradizione monastica e francescana
La notte di Natale
Papa Francesco

La notte di Natale

Il buon augurio del presepe
Il volo di Nura
Paola Caridi

Il volo di Nura