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Dopo Abramo e Mosè incontriamo il profeta Samuele. Tramite lui entriamo in contatto con la problematica vicenda dei re d'Israele e con il significato dell'autorità politica per l'antico popolo ebraico.

Dio è Signore e nostro unico re

Paolo Curtaz
2 ottobre 2006
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Dio è Signore e nostro unico re

Lasciati alle spalle Abramo e Mosè, che ci hanno introdotto ad una conoscenza più approfondita del volto di Dio che emerge dalla Parola di Dio, affrontiamo ora l’entusiasmante e problematica vicenda dei re d’Israele. Dopo l’Esodo, ad opera del successore di Mosè, Giosuè, il popolo riesce a fatica a stanziarsi nella terra di Canaan combattendo le popolazioni che già la abitavano.

Dopo un periodo di assestamento, della durata di quasi duecento anni, in cui la gestione amministrativa e giuridica del popolo è demandato ad un folto gruppo di anziani, i Giudici, mentre nasce il movimento dei profeti, uomini che aiutano il popolo a restare fedele all’Alleanza, le tribù di Israele sentono l’esigenza di dotarsi di un re, per non essere dissimili dai popoli che li circondano.

È straordinaria la nascita popolare della monarchia in Israele, non frutto di lotte intestine di famiglie nobili, ma ingenua richiesta di una rappresentanza significativa del popolo che chiede un re che li metta sullo stesso piano delle popolazioni vicine. Il brano che vi ho riportato fotografa bene la corrente anarchica all’interno del popolo, rappresentata in un affresco vivido e pungente dal profeta Samuele che cerca di dissuadere il popolo: il re pretenderà servigi e lussi, imporrà tasse e chiederà servi.

Samuele esprime forte contrarietà all’idea del popolo di dotarsi di un re: Israele è un popolo diverso, Dio è il suo unico re. Come sappiamo finirà col prevalere l’insistenza del popolo e Samuele consacrerà il primo (sfortunato) re: Saul, il leone di Giuda. Ma il re di Israele, almeno fino a Salomone, avrà caratteristiche particolari: saranno i profeti a consacrarlo ed egli sarà sempre soggetto a Dio; non solo governerà e amministrerà il nascente popolo di Israele, ma sarà, anzitutto, un sacerdote che medierà, come Mosè, il rapporto fra Dio e Israele.

Figura carismatica e senza la carica mitica dei popoli viciniori, il re in Israele sarà sempre soggetto alla regalità di Dio che gli conferisce autorità limitata. Vedremo prossimamente le vicissitudini dei tre grandi re di Israele, ma già questa introduzione ci permette di rileggere il ruolo dell’autorità e del potere all’interno del percorso biblico e ci fornisce una chiave di interpretazione e di lettura della responsabilità politica moderna che molti condividono.

(Il testo biblico di riferimento è: 1 Samuele, 8, 10-22) 

(L’autore è sacerdote della diocesi di Aosta e curatore del sito Internet www.tiraccontolaparola.it)

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