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Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia
Ogni uomo ha sete e passa da un pozzo all'altro: un vagare incessante. Ma solo Cristo è in grado di saziare la sede del cuore.

Quell’incontro a mezzogiorno

fra Alberto Joan Pari ofm
14 gennaio 2015
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Quell’incontro a mezzogiorno
Nablus, Gesù incontra la samaritana. Icona nel santuario del pozzo di Giacobbe. (foto G. Caffulli)

Il tema proposto dalla Chiesa per la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani per questo anno ha come linea guida il racconto evangelico dell’incontro di Gesù con la donna samaritana al pozzo (Gv 4,4-43). Incuriosisce che questo passaggio sia stato scelto per la riflessione di una tematica che parla di unità, ma se ci si avvicina con attenzione al testo, si svelano bellissimi spunti di meditazione che sono perfettamente in sintonia con l’intento di preghiera per le Chiese non ancora del tutto in comunione.

Proviamo a leggere insieme il brano e chiedere alla Parola di illuminarci un poco. «Gesù affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno». Il Signore si è stancato e ha avuto bisogno di riposo, anche noi avremmo tanto bisogno, di fermarci, di riposare e di riflettere; dopo le grandi feste natalizie, dopo il tanto correre per celebrazioni, acquisti, incontri e banchetti, ora con la Chiesa ci fermiamo a dialogare al pozzo della vita. Il famoso incontro con la donna samaritana avviene a mezzogiorno, il momento più scomodo per andare ad attingere acqua e per poi portare a casa le brocche colme e pesanti; ma è il momento in cui era certa di non essere vista e incontrata perché si vergognava. Anche noi cristiani spesso ci sentiamo a disagio con chi non la pensa come noi, con chi non conosciamo o con chi ha tradizioni e culture diverse dalle nostre; da qui la sorpresa di incontrarci sebbene diversi. Il testo continua con una richiesta molto umana: «Dammi da bere», ed è il Cristo a chiedere acqua… come se a noi oggi chiedesse l’unità. È la sete del cuore. Ogni uomo ha sete e passa da un pozzo all’altro: un vagare incessante, un desiderio inesauribile, rivolto ai molteplici beni del corpo e dello spirito; tuttavia sempre più ci si lamenta di un impoverimento dei rapporti umani, caratterizzati da anonimato, estraneità, incontri superficiali che contrastano con quello che sembra essere il nostro anelito più profondo di essere amati e amare. Ecco un altro bellissimo spunto di riflessione per la nostra settimana di preghiera, la ricerca di un incontro vero e sincero con l’altro, con il fratello cristiano che non conosciamo.

In Terra Santa non sono poche le occasioni per incontrarci tra cristiani di diverse tradizioni, ma non sempre si riesce a conoscersi veramente; Papa Francesco e il patriarca Bartolomeo in questi ultimi mesi ci hanno già dato molti modelli e vie da seguire, caratterizzate soprattutto dalla sete che viene dal cuore. Gesù al pozzo avvia il dialogo con la donna che risponde ripetutamente con ironia e apparente sicurezza. Gesù cerca di far emergere in lei una sete diversa, una sete nascosta nel profondo del cuore, per la quale occorre un’altra acqua. Le mette davanti il disordine della sua vita, perché ne prenda coscienza. Anche noi abbiamo bisogno di esser consapevoli dei disordini che la storia ha creato fino a portarci alle divisioni, per ripartire con slancio; tuttavia sappiamo che non è facile riaprire le ferite. La donna rimane colpita, ma tenta ancora di sfuggire e deviare il discorso. Finalmente Gesù le prospetta un rapporto nuovo con Dio, «in spirito e verità»; si rivela a lei come il Messia atteso, l’unico in grado di dare l’acqua che disseta per sempre.

Quanto desiderabile sarebbe anche per noi cristiani l’accogliere queste parole e farle vivere nei nostri rapporti di fratelli, uniti perché adoratori veri in spirito e verità, liberi dalle differenze che ci separano e ci impediscono di adorare insieme. Subito dopo questo incontro, la donna lascia la brocca al pozzo e corre con entusiasmo a chiamare i suoi concittadini… questa è l’immagine più bella di questo racconto evangelico, la corsa della donna riconciliata che diviene testimone del Cristo. È l’augurio per tutta la Chiesa, che sia sempre più una famiglia riconciliata, che sa far memoria delle ferite del passato senza subirne l’immobilità, che sa dialogare come avvenne al pozzo a mezzogiorno, l’orario scomodo, e sa correre ad annunciare la verità. Come ogni anno ci riuniremo in preghiera per impetrare la tanto sperata unità; che sia un momento di verità e di dialogo per tutti noi e che sia un nuovo passo verso il fratello che come me ha sete dell’acqua viva! Buon incontro a tutti.

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