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Una bussola per i Luoghi Santi

AA.VV.
8 ottobre 2013
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Una bussola per i Luoghi Santi
Dettaglio della Carta di Madaba.

La Carta di Madaba è la rappresentazione cristiana della Palestina così come era conosciuta in epoca bizantina. Il mosaico di tutta la chiesa, se si fosse conservato per intero, avrebbe coperto una superficie di circa 90 metri quadrati, con oltre 2 milioni di tessere ricche di sfumature e colori. Raffigura città, paesi, borghi, colline, montagne, mari e fiumi. La rappresentazione in evidenza del Mar Morto e di Gerusalemme sottolineano l’importanza di questi luoghi nel periodo bizantino. Molte iscrizioni in greco ci offrono una grande varietà di dati: nomi di città, di fiumi, di territori abitati da popolazioni diverse. Soprattutto preziose sono le indicazioni della geografia cristiana del tempo, con i luoghi dei santuari gia visitati (e raccontati) dai primi pellegrini provenienti dall’Occidente (su tutti l’Anonimo di Bordeaux ed Egeria).

Alcuni studiosi sostengono che il mosaico di Madaba si sia basato su una mappa stradale romana (circostanza questa che spiegherebbe la presenza di molti siti non biblici); altri sottolineano l’influsso dell’Onomasticon di Eusebio di Cesarea (295 d.C) o di Teodosio, con il suo De situ Terrae Sanctae.

Sia come sia, la Mappa – negli oltre cent’anni dalla sua riscoperta – si è segnalata come una straordinaria risorsa per l’archeologia biblica, che ha trovato via via conferme (ma anche nuove questioni su cui dibattere) proprio a partire dallo studio del mosaico di Madaba.

Gli argomenti e le suggestioni aperte da una seria analisi di questo documento musivo vanno ben al di là dello spazio che ci è concesso. Nel ricapitolare la storia della scoperta della Carta (straordinario documento di come il cristianesimo dei primi secoli raccontava se stesso), abbiamo voluto presentare due casi particolari di ricerca scaturiti proprio dal confronto con i dati offerti dal mosaico: il «ritrovamento» del santuario di San Lot; uno studio letterario-archeologico sulla navigazione nel Mar Morto, di cui la mappa dà una interessantissima testimonianza.

Giuseppe Caffulli

(Questo testo è l’Introduzione al Dossier di 16 pagine contenuto nel numero di Terrasanta su carta)

 

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