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Il Papa buono Giusto fra le Nazioni

Elena Lea Bartolini De Angeli
23 maggio 2013
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«Giovanni XXIII è stato uno dei più grandi amici del popolo ebraico». Lo scrive Baruch Tenembaum, fondatore della Fondazione Internazionale Raoul Wallenberg, sul Jerusalem Post, la prestigiosa testata quotidiana israeliana di lingua inglese. Tenembaum precisa: «Il prossimo 3 giugno il mondo commemorerà il cinquantesimo anniversario della morte di un uomo straordinario: Angelo Giuseppe Roncalli, meglio conosciuto come papa Giovanni XXIII. È un peccato che il pubblico israeliano sappia così poco su di lui, dato che è stato uno dei più grandi amici del popolo ebraico. Negli anni Quaranta, quando era delegato apostolico del Vaticano a Istanbul, il cardinale Roncalli non si è risparmiato per salvare il maggior numero possibile di ebrei dallo sterminio nazista. Fece azioni straordinarie per il tempo e il contesto in cui viveva per aiutare gli ebrei, allora perseguitati. Tra queste ricordiamo l’emissione di “certificati di immigrazione” in Palestina tramite il corriere diplomatico del Vaticano. Intervenne anche apertamente a favore degli ebrei slovacchi e bulgari».

Tenembaum ha inoltre ricordato che il 29 aprile si è tenuto a Gerusalemme un Convegno Internazionale in «Omaggio alla memoria di Papa Giovanni XXIII, la Shoah, gli Ebrei e lo Stato di Israele», nell’ambito del quale egli stesso ha presieduto la sessione: «Roncalli e la creazione dello Stato d’Israele». Il Convegno ha potuto contare sulla partecipazione dello Yad Vashem, della Global Jewish Advocacy e della Fondazione Konrad Adenauer. All’incontro hanno partecipato anche Shear Yashuv Cohen, rabbino capo emerito di Haifa, monsignor Fouad Twal, patriarca latino di Gerusalemme, vari rappresentanti di spicco del Vaticano, come il cardinale Kurt Koch, presidente della Pontificia commissione per le relazioni religiose con gli Ebrei, e numerosi storici di università israeliane e italiane.

Questo il contesto nel quale la Fondazione Internazionale Raoul Wallenberg ha presentato al museo Yad Vashem un voluminoso dossier di documenti e prove tangibili degli atti di salvataggio compiuti da Roncalli durante la Shoah. La Fondazione ha accompagnato il fascicolo con una forte raccomandazione affinché Roncalli sia riconosciuto come Giusto tra le Nazioni, collocandolo quindi fra coloro che – come la tradizione insegna – «salvando una vita» hanno salvato «il mondo intero». Tra l’altro, alla fine di quest’anno, insieme al presidente della Fondazione Wallenberg, Eduardo Eurnekian, Tenembaum sarà a Bergamo e a Sotto il Monte per assegnare una medaglia appositamente coniata a monsignor Loris Capovilla, di 97 anni, che è stato il segretario personale di papa Giovanni XXIII e ha dedicato tutta la sua vita a mantenerne viva l’eredità.

In tale orizzonte si collocano sia la scelta della cittadina israeliana di Ashdod di intitolare una strada a papa Roncalli, che la proposta dell’associazione Gariwo (sigla che indica il Gardens of the Righteous Worldwide – il Comitato per la Foresta dei Giusti) di onorare la memoria di Giovanni XXIII durante la prossima Giornata Europea dei Giusti, che si celebrerà il 6 marzo 2014, con un albero nei «giardini dei Giusti» di Milano e di tutta Italia per sottolineare l’importanza di un tale esempio morale per tutta l’Europa.

Lo Stato di Israele rende così onore alla memoria di colui che, 50 anni fa, scrisse l’Enciclica Pacem in terris rivolgendosi a tutti gli uomini di «buona volontà», che riecheggia oggi in maniera particolare in relazione alle attese di pace di una terra nello stesso tempo santa e lacerata.

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