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Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia
Un nuovo ritratto nella rubrica Donne di Terra Santa.

Storia di Fatheihya, l’angelo del villaggio

Chiara Tamagno
8 marzo 2012
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Storia di Fatheihya, l’angelo del villaggio
La signora Fatheihya, insegnante nel villaggio di Raba, in Cisgiordania.

Nel villaggio di Raba, vicino a Nablus, una donna velata di rosa, il viso abbronzato dal sole che picchia senza pietà,  si affaccia appena al balcone di casa, intimidita dalla macchina fotografica ma desiderosa di incontrare una donna occidentale. Difficile passare oltre. Quello sguardo parla più delle parole. Si chiama Fatheihya, ha 46 anni e vive con i genitori in una casetta sulla collina, non lontano dalla scuola. Laureata in Lingua e letteratura araba all’Università di Nablus, Fatheihya vorrebbe insegnare la sua materia, ma è costretta ad insegnare anche matematica perché alla scuola del villaggio manca il professore.

Fatheihya non è sposata, una condizione non così comune in una società arabo musulmana, per di più in un piccolo villaggio di antiche tradizioni. «La mia famiglia era ed è povera – spiega – i miei genitori investirono la mia dote affinché io potessi finire gli studi. Quando ho iniziato a lavorare, ho versato i miei stipendi a mamma e papà affinché potessero finire di costruire la nostra casa. Così sono rimasta con loro». Fatheihya non sembra soffrire troppo della situazione: si sente madre dei figli di sua sorella e bada ai suoi numerosi allievi che le vogliono molto bene. Sembra che abbia «sposato la scuola»: una scelta che va oltre la mentalità comune e svela come il fenomeno delle giovani donne sole si stia diffondendo anche nella società araba musulmana: «Molti uomini se ne vanno a cercare lavoro o migliori condizioni; non è facile trovare un marito».

Fatheihya è convinta della sua scelta ma è anche curiosa di sapere come  vivono le donne single in occidente. Ascolta, sorride, non si sa se per dissimulare una certa invidia o una velata disapprovazione; certo non condivide l’emancipazione delle coetanee italiane: «Le donne devono restare l’angelo della casa, non cercare occupazioni che le tengano lontane perché solo loro sono capaci di donarsi alla famiglia senza misura». E mentre si affaccia sulla soglia, un gruppo di ragazzini festosi la trascina per strada: lei, l’insegnante più amata del villaggio.

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