Terrasanta.net - Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia.
Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia
A Gerusalemme c'è una piccola comunità monastica, quella degli ortodossi etiopi, che vive e prega in celle costruite in cima alla basilica del Santo Sepolcro...

I monaci più vicini al cielo

Carlo Giorgi
25 gennaio 2012
email whatsapp whatsapp facebook twitter versione stampabile
I monaci più vicini al cielo
Il monastero copto di Deir as Sultan, sul tetto della basilica del Santo Sepolcro, a Gerusalemme.

Tra i cristiani che pregano al Santo Sepolcro di Gerusalemme, sono i più vicini al cielo. Mentre latini, greco ortodossi e rappresentanti di altre confessioni cristiane, si spartiscono da secoli l’interno della basilica, esiste una piccola comunità di monaci che è totalmente estranea a simili antagonismi; poiché, del Santo Sepolcro, si accontenta di «abitare» il tetto. Si tratta della comunità dei monaci della Chiesa ortodossa etiopie che vive nel monastero di Deir al Sultan (il monastero del sultano), in uno spazio affacciato alla parte superiore dell’abside della basilica. Il monastero si raggiunge seguendo la via crucis della città vecchia di Gerusalemme.

All’altezza della nona stazione, infatti, in corrispondenza della chiesa copta di Sant’Elena, eretta nel luogo dove Gesù cadde per la terza volta, si trova l’ingresso al chiostro degli etiopi. Nel cortile di pietra bianca si affacciano le celle dei monaci, erette nel diciannovesimo secolo; sul perimetro del chiostro si nota qualche seggiola di legno, usata dai monaci per pregare e riposarsi. Nessuna ostentazione di ricchezza, né ori, né argenti. Gli unici segni religiosi sono piccole croci di legno ad indicare l’accesso alle due cappelle della comunità. Nonostante la modestia del luogo, solo qui – in tutta Gerusalemme – il pellegrino può godere di uno spettacolo mai visto: alzando lo sguardo, scopre infatti di essere ad un passo dalla grande cupola sormontata dalla croce dorata del Santo Sepolcro. I monaci di Deir al Sultan fanno parte della piccola comunità della Chiesa etiope in Terra Santa, poche dozzine di monaci e monache in tutto. Nonostante questo dal 1989 (anno in cui Etiopia e Israele hanno riallacciato le relazioni diplomatiche), il flusso di pellegrini etiopi è aumentato; d’altra parte la comunità etiope vanta una storia secolare in Terra Santa: le prime testimonianze della sua presenza a Gerusalemme risalgono al IV secolo. All’inizio del sedicesimo secolo un pellegrino tedesco di nome Bernhard von Breidenbach racconta di avere incontrato alcuni fedeli etiopi a Gerusalemme: «Queste genti si riunivano con impazienza per le celebrazioni – spiega Breidenbach -, uomini e donne iniziavano ad esultare e a battere le mani, a riunirsi in cerchio… il fervore e la devozione erano tali da renderli alla fine esausti».

Nel 2008 il quotidiano israeliano Haaretz lanciò un allarme riguardante un eventuale cedimento strutturale del monastero. Allarme poi rientrato. La comunità etiope potrà rimanere ancora a lungo a contemplare il cielo dal Santo Sepolcro.

Come ricevere l'Eco

Il tabloid Eco di Terrasanta viene spedito a tutti coloro che sono interessati ai Luoghi Santi e che inviano un’offerta, o fanno una donazione, a favore delle opere della Custodia di Terra Santa.

Maggiori informazioni
Sfoglia l'Eco

Se non hai mai avuto modo di leggere Eco di Terrasanta, ti diamo la possibilità di sfogliare un numero del 2019.
Buona lettura!

Clicca qui
Sostienici

Terrasanta.net conta anche sul tuo aiuto

Dona ora
Meno è di più
Francesco Antonioli

Meno è di più

Le Regole monastiche di Francesco e Benedetto per ridare anima all’economia, alla finanza, all’impresa e al lavoro
Gesù non fu ucciso dagli ebrei

Gesù non fu ucciso dagli ebrei

Le radici cristiane dell’antisemitismo
La ricchezza del bene
Safiria Leccese

La ricchezza del bene

Storie di imprenditori fra anima e business
L’anima viaggia un passo alla volta
Stefano Tiozzo

L’anima viaggia un passo alla volta

Da Capo Nord all’Holi Festival, ventimila leghe intorno al mondo