Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia
La lotta per la conquista dei loro diritti civili da parte delle donne palestinesi. I contorni del fenomeno, le testimonianze di alcune protagoniste.

Rosa speranza

Manuela Borraccino
19 marzo 2008
email whatsapp whatsapp facebook twitter versione stampabile
Rosa speranza
Studentesse universitarie all'ateneo di Al Quds, a Gerusalemme. (foto E. Borraccino)

Doppiamente ferite dall’occupazione e dalla violenza suicida dalla seconda intifada. Ostaggi di una cultura patriarcale che assegna alla donna un ruolo secondario nella società e la tiene lontana dal mondo del lavoro. Vittime tanto in Cisgiordania quanto a Gaza di un diritto di famiglia forgiato dalla sharia, la legge islamica in base alla quale servono le testimonianze identiche di quattro uomini per credere alla parola di una donna vittima di uno stupro o di un incesto; e viene punito con appena sei mesi di reclusione chi si macchia dei cosiddetti «delitti d’onore». La condizione della donna in Palestina non è meno drammatica che in altri Paesi nel mondo arabo. Eppure, forse anche grazie all’osmosi con la società israeliana e all’influenza della colta minoranza cristiana, oggi le donne sono la maggioranza degli studenti delle 11 università palestinesi; protagoniste delle battaglie per l’indipendenza e per la parità fin dalla prima intifada, sono presenti in Parlamento e dal 2003 hanno un ministro per le Donne. Il collasso dell’economia palestinese dal 2000 ad oggi ha ulteriormente ridotto la loro partecipazione al mondo del lavoro, ferma a circa il 18 per cento della popolazione: eppure sono proprio le donne – senza distinzione fra cristiane o musulmane – le destinatarie di una quota crescente di microcrediti per l’avvio di attività commerciali e di mutui per la casa distribuiti dalla Chiesa di tutto il mondo attraverso le agenzie umanitarie cattoliche presenti in Terra Santa. È un quadro variegato quello che emerge dall’analisi dei pochi dati disponibili e delle molte storie di lotta ad oltranza che vedono per protagoniste le palestinesi. Per raccontarle abbiamo intrapreso un viaggio in Cisgiordania e in Israele, dove in nome dei diritti civili le donne israeliane e palestinesi hanno già fatto la pace.

(Il Dossier occupa le 16 pagine centrali di Terrasanta su carta)

Abbonamenti

Il periodico Terrasanta è per chi vuole approfondire gli aspetti culturali e spirituali della Terra Santa.
Offre articoli su Bibbia, attualità, ecumenismo, archeologia, cultura e dialogo tra le religioni.

Per ricevere il periodico (6 numeri l’anno) la quota d’abbonamento è di 28,00 euro. Disponibile, a 20,00 euro, anche in versione pdf.

Maggiori informazioni
Un saggio di Terrasanta

Vuoi farti un’idea del nostro bimestrale?
Ti mettiamo a disposizione un numero del 2020.
Buona lettura!

Sfoglia il numero
L'indice delle annate

Ai nostri abbonati e lettori più assidui potrà tornare utile l’indice generale della nuova serie di Terrasanta dal 2006 al 2020.

Il file consente di cercare gli articoli, gli autori e i temi che vi interessano di più ed individuare i numeri e le pagine in cui sono stati pubblicati.

Consulta l'indice
Benediciamo il Signore

Benediciamo il Signore

Preghiere per la mensa
La cucina come una volta
Anna Maria Foli

La cucina come una volta

Storie, segreti e antiche ricette da monasteri e conventi
La didattica dell’IRC tra scuola e Istituti Superiori di Scienze Religiose

La didattica dell’IRC tra scuola e Istituti Superiori di Scienze Religiose

Verso nuovi modelli per la scuola delle competenze
Un nome e un futuro
Firas Lutfi

Un nome e un futuro

La risposta francescana al dramma siriano dei "bambini senza identità"