Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia

Dalla Sapienza di Roma un nuovo aggiornamento sugli scavi al Santo Sepolcro

Terrasanta.net
9 settembre 2026
email whatsapp whatsapp facebook twitter versione stampabile
Dalla Sapienza di Roma un nuovo aggiornamento sugli scavi al Santo Sepolcro
Gerusalemme, 8 settembre 2026. Foto di gruppo degli archeologi e ricercatori coinvolti negli scavi al Santo Sepolcro con i capi delle Chiese responsabili della basilica. (foto CTS)

L'8 settembre 2026 i capi delle comunità religiose responsabili del Santo Sepolcro sono stati nuovamente informati sugli ultimi sviluppi del cantiere in corso nella basilica. Da Roma stavolta è giunta anche la rettrice di Sapienza Università di Roma, Antonella Polimeni.


(g.s.) – Più volte, nel corso degli ultimi quattro anni, la professoressa Francesca Romana Stasolla, docente alla Sapienza Università di Roma e responsabile della missione archeologica all’opera nel sottosuolo della basilica del Santo Sepolcro, ha incontrato i capi delle comunità religiose che custodiscono il più importante santuario della cristianità per aggiornarli sull’andamento della missione. È successo anche ieri, 8 settembre 2026, presso il convento francescano di San Salvatore, dove sono convenuti, per ascoltarla, il patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme, Theophilos III, il custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo e i rappresentanti del patriarca armeno Nourhan Manougian.

Stavolta, oltre a Stasolla ha preso la parola anche il prof. Pietro Vannicelli, altro accademico della stessa università coinvolto nello studio dei materiali rinvenuti. Da Roma è giunta anche la magnifica rettrice dell’ateneo, la professoressa Antonella Polimeni, che a margine della conferenza ha avuto incontri privati con il cardinale Pierbattista Pizzaballa, con padre Ielpo e con il console generale d’Italia a Gerusalemme, Domenico Bellato. Con la sua presenza, la rettrice ha voluto sottolineare l’impegno della Sapienza nel sostenere un progetto scientifico di particolare importanza e delicatezza.

Da sinistra: i professori Francesca Romana Stasolla e Pietro Vannicelli con fra Dobromir Jasztal. (foto CTS)

L’avanzamento del progetto di restauro ha fino ad ora visto la conclusione dei lavori di ripristino delle infrastrutture idrauliche, elettriche e tecnologiche (con il coordinamento della Manens s.p.a.) in buona parte del complesso e la posa in opera del pavimento restaurato per circa un terzo della basilica (con il coordinamento della Fondazione centro Conservazione e Restauro La Venaria reale).

Sono state mostrate in dettaglio le scelte tecniche che consentiranno di poter avere non solo una più organica pavimentazione della chiesa, ma anche un più efficiente coordinamento dei servizi. Sono state presentate inoltre le proposte operative in specifiche aree, come quella di fronte all’Edicola, e sono stati posti alla discussione gli interventi di controllo e di manutenzione successivi al termine dei lavori.

La rettrice Antonella Polimeni con fra Francesco Ielpo. (foto CTS)

Aggiornamenti sono stati forniti anche riguardo al restauro del portone ligneo di ingresso al Santo Sepolcro, sotto la direzione di Roberto Saccuman. Il portone è stato rimosso dai cardini nel febbraio scorso e sostituto da uno provvisorio, mentre le operazioni di analisi e restauro sono in corso nel cortile antistante la chiesa.

I primi risultati dell’intero progetto sono raccolti nel volume Hagia Polis Project. Excavations at the Holy Sepulchre in Jerusalem. Volume I. Project and Methodology, che inaugura una serie dedicata al progetto ed è pubblicato da TS Edizioni nelle collane istituzionali dello Studium Biblicum Franciscanum.

Durante la conferenza alcuni monaci armeni sfogliano il primo volume dedicato alle relazioni scientifiche sugli scavi al Santo Sepolcro. (foto CTS)

Durante la presentazione è stata avanzata anche la proposta di realizzare una mostra itinerante dedicata ai risultati degli scavi; i materiali che potrebbero essere esposti sono stati presentati alle comunità religiose. L’iniziativa, da sviluppare insieme alle comunità religiose, potrebbe illustrare i risultati della ricerca a un pubblico internazionale attraverso reperti, documentazione, modelli, ricostruzioni digitali e strumenti audiovisivi. La mostra avrebbe l’obiettivo di raccontare la storia del Santo Sepolcro in modo scientificamente rigoroso e accessibile, mantenendo al centro il significato religioso del luogo e la continuità della sua vita spirituale.

Nel fare gli onori di casa il custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, ha voluto esprimere parole di ringraziamento a quanti hanno contribuito al progetto curando la raccolta fondi destinati a finanziarlo. In particolare, è stata menzionata la statunitense Franciscan Foundation for the Holy Land con il suo presidente fra John E. Puodziunas e il predecessore (e fondatore), fra Peter Vasko.

Gratitudine è stata espressa anche a fra Dobromir Jasztal – coordinatore dell’intero progetto per conto della Custodia di Terra Santa –, alla Cooperazione italiana allo sviluppo e a tutto il personale coinvolto direttamente nei lavori.

—

Clicca qui per guardare il servizio video del Christian Media Center.

Articoli correlati
Marco – II edizione
Ernesto Borghi

Marco – II edizione

Nuova traduzione ecumenica commentata
Il dono di Francesco
Anna Pia Viola

Il dono di Francesco

Commento alla Regola dell'Ordine Francescano Secolare
Cristiani in Siria
Francesco Pistocchini

Cristiani in Siria

Una morte annunciata?
Giornate di archeologia, arte e storia del Vicino e Medio Oriente 2025

Giornate di archeologia, arte e storia del Vicino e Medio Oriente 2025

Atti della XI edizione. Milano, 6-7 novembre 2025