Si torna a scavare in questo mese di luglio. Lo racconta in un'intervista firmata da Giuseppe Caffulli sul quotidiano Avvenire, don Gianantonio Urbani, docente e archeologo dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, nonché responsabile del sito.
(g.s.) – Il vicentino don Gianantonio Urbani, archeologo e docente dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, è responsabile del sito archeologico presso la basilica francescana sul Monte Tabor, in Galilea (Israele). In un’intervista rilasciata a Giuseppe Caffulli e pubblicata sul quotidiano Avvenire il 3 luglio 2026 racconta che proprio in questo mese di luglio parte una nuova fase della campagna di scavi presso questo Luogo Santo dall’atmosfera speciale, ove si fa memoria dell’episodio evangelico della Trasfigurazione di Gesù, narrato dagli evangelisti sinottici (Marco, al capitolo 9; Matteo, al 17; e Luca, al 9).
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«Quest’anno – dice don Urbani – ci concentreremo su un sistema di grotte e cavità risalenti probabilmente all’epoca bizantina. Si tratta di ambienti individuati più di un secolo fa dall’architetto Antonio Barluzzi durante la costruzione dell’attuale basilica della Trasfigurazione. Partiremo da una sua mappa poco conosciuta per ricostruire la topografia di quest’area e identificare nuovamente il perimetro delle cavità. Nel tempo ci sono stati crolli e trasformazioni, quindi sarà necessario un importante lavoro di pulizia e messa in sicurezza. Tuttavia, sappiamo che queste grotte furono abitate e che possono ancora raccontare molto della vita sul monte».
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