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A Castel Gandolfo un Cantico di pace, anche per la Terra Santa

Terrasanta.net
30 luglio 2026
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A Castel Gandolfo un Cantico di pace, anche per la Terra Santa
Andrea Bocelli e i coristi sul palco di Castel Gandolfo davanti a papa Leone XIV il 29 luglio 2026. (foto Vatican Media)

Anche giovani coristi provenienti dalla Terra Santa hanno preso parte ieri sera – 29 luglio 2026 – al Cantico di pace, promosso dal Vaticano e dalla Andrea Bocelli Foundation nei giardini della residenza papale di Castel Gandolfo.


(g.s./r.c.) – C’era anche il custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, ieri sera – 29 luglio 2026 – nei giardini delle Ville pontificie di Castel Gandolfo. Ma, soprattutto, c’erano ragazzi e ragazze di Betlemme e Gerusalemme a cantare nel coro di 164 componenti messi insieme da un’iniziativa dell’Andrea Bocelli Foundation (Abf). Le altre giovani voci provenivano dall’Uganda e dall’Italia (in particolare Camerino e il quartiere Sanità di Napoli), luoghi nei quali l’Abf è da anni impegnata con i più giovani.

Per la serata di Castel Gandolfo la fondazione del celebre tenore italiano ha collaborato con il Borgo Laudato si’ alla realizzazione di un momento di preghiera, fraternità e musica al quale ha preso parte anche papa Leone XIV, insieme a numerosi ecclesiastici della Curia romana e a varie decine di invitati.

All’ombra dei pini marittimi e di un leccio plurisecolare, l’afa di questi giorni era impietosa. Tutti i presenti, escluso il Papa e pochi altri, hanno fatto largo uso dei ventagli di paglia di forma circolare distribuiti ai presenti.

Semplice lo schema della serata, intitolata Cantico di pace. Dopo le parole introduttive del cardinale Fabio Baggio, responsabile del Centro di alta formazione Laudato si’, vi è stato un succedersi di brani al pianoforte, canti, brevi letture tratte dalla Bibbia, dalla spiritualità francescana (nell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi) e dal magistero degli ultimi pontefici, da Paolo VI (un passaggio del suo discorso all’Assemblea generale dell’Onu) fino a Francesco (un brano dell’enciclica Fratelli tutti, nn. 124-127), passando per Giovanni Paolo II (i primi capoversi del discorso pronunciato nel 1985 davanti all’Alta corte internazionale di giustizia all’Aia).

Il coro Abf Voices è intervenuto con alcuni canti, anche a fare da sfondo alle interpretazioni di Bocelli che – accompagnato da violino e pianoforte – ha eseguito pezzi celeberrimi come Panis Angelicus, Dolce sentire, Amazing Grace.

Le letture sono state affidate a membri della Curia romana, mentre fra Ielpo ha letto qualche verso della preghiera Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace…, tradizionalmente attribuita a san Francesco.

Il Papa ha preso la parola, in inglese, sul finire della serata rivolgendosi soprattutto alle ragazze e ragazzi del coro Abf Voices (che prima di congedarsi ha salutato uno ad uno, con una stretta di mano, dopo aver impartito la benedizione ai presenti).

«Miei cari giovani amici – ha detto Leone XIV nella parte centrale del suo intervento – , cantando avete notato come la musica ci abbia tutti coinvolti in un’esperienza nuova, qualcosa che era più grande di quello che ciascuno di noi avrebbe potuto creare da solo? Questa è l’esperienza della bellezza. Ci apre un nuovo orizzonte e risveglia in noi il desiderio di andarvi incontro. Quando ci dirigiamo verso quell’orizzonte, scopriamo non semplicemente qualcosa, ma Qualcuno. Incontriamo Dio, il nostro Creatore. (…) Il Signore è tutto ciò che cerchiamo nella vita, Colui che solo può dare pace ai nostri cuori inquieti. Ricordate che siete stati fatti per cose grandi e che il mondo intero non basta a saziare la vostra sete di senso e felicità. (…) In particolare, prego che la pace possa regnare nelle vostre case e in tutti quei luoghi nel mondo che continuano a soffrire a causa della violenza».

→ Leggi anche: Andrea Bocelli: «Dio guida i miei passi»

La serata a Castel Gandolfo ha rappresentato il culmine della prima edizione dell’Abf Voices Of Global Gathering, un campus internazionale di dieci giorni organizzato dalla Fondazione di Andrea Bocelli tra la Toscana – in particolare nel pistoiese e al Teatro del Silenzio di Lajatico (Pisa) – e Roma. Un viaggio formativo e umano che ha visto i giovani esibirsi anche al Quirinale, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

In varie parti del mondo ormai dal 2011, attraverso la mission dal titolo Empowering people and communities, la Abf lavora per valorizzare il pieno potenziale di persone e comunità in contesti vulnerabili (Haiti è tra questi: considerata la pessima situazione del loro Paese i ragazzi haitiani raggiunti da Abf non hanno potuto venire in Italia in questa occasione). Arte, musica e ambiente informatico-digitale sono gli ingredienti fondamentali dei percorsi educativi proposti.

Dal 2023 il progetto Abf coinvolge anche i francescani della Custodia di Terra Santa, e in particolare il loro istituto musicale Magnificat e le voci del Coro Yasmeen, diretto dal giovane maestro Jamil Freij. Considerato il contesto, fattosi ancora più difficile dopo il 7 ottobre di quell’anno, per un biennio l’attività è stata organizzata raggiungendo anche altri ragazzi e ragazze, per i quali è stato necessario creare due cori distinti: uno a Gerusalemme e uno a Betlemme. Solo nel settembre 2025, i due gruppi vocali sono riusciti a riunirsi in un unico coro che si raduna a cadenza settimanale.

(ha collaborato Riccardo Curti)


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