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Francesco e Simone Weil, «santi geniali» di cui il nostro tempo ha bisogno

Francesca Cosi e Alessandra Repossi
3 giugno 2026
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Francesco e Simone Weil, «santi geniali» di cui il nostro tempo ha bisogno

Nel suo libro Una santità geniale. Simone Weil in dialogo con san Francesco, appena uscito in una nuova edizione, la studiosa Sabina Moser evidenzia la profonda sintonia spirituale tra le due figure.


Viviamo in un’epoca in cui, nonostante tutto, il bisogno di autenticità non manca: alcuni cercano di appagarlo rivolgendosi alla pratica religiosa, altri alla meditazione, altri ancora a percorsi di ricerca interiore, e c’è chi lo fa condividendo sui social interrogativi e proposte su come condurre una vita più vera, che abbia un significato. Se le riflessioni di questo genere abbondano, mancano invece gli esempi di persone che abbiano davvero messo in discussione il proprio posto nel mondo, cercando un senso e una coerenza nel proprio vivere fino alle estreme conseguenze. E forse è proprio per questo che san Francesco e Simone Weil continuano a esercitare su di noi un fascino così forte: non perché ci rassicurano, ma perché con la loro «santità geniale» ci inquietano.

Il saggio di Sabina Moser accosta queste due figure così lontane per epoca e visione del mondo identificando i punti di sintonia spirituale tra loro, primo fra tutti quella sete di assoluto che li portò all’esperienza della grazia e cambiò drasticamente la loro vita. Se il modo in cui questo accadde nella vicenda di Francesco è arcinoto, vale forse la pena raccontare brevemente l’incontro di Simone Weil con la fede.

Nata a Parigi nel 1909 da genitori agnostici di origini ebraiche, ricevette un’ottima istruzione laica e nella sua breve vita (morì di tisi e inedia a 34 anni nel 1943) studiò e scrisse tantissimo, riflettendo sulle proprie esperienze, soprattutto politiche. Mossa dal desiderio di stare vicina alla parte più sfavorita della popolazione, si avvicinò infatti al sindacalismo rivoluzionario, dedicandosi all’organizzazione delle lotte sindacali e all’istruzione degli operai, inoltre fece esperienza del lavoro in fabbrica per comprendere fino in fondo le loro condizioni di vita. Nel 1936 partecipò alla Guerra civile spagnola, rendendosi conto che la violenza accieca tutti coloro che la compiono, gli aggressori come gli aggrediti, e al periodo successivo risalgono le sue esperienze religiose più intense e significative: ad Assisi nel 1937 e poi ancora l’anno seguente. Nella cappella di Santa Maria degli Angeli sentì infatti una forza che per la prima volta nella sua vita la costringeva a inginocchiarsi, mentre nel novembre 1938 visse un’esperienza di incontro mistico con Cristo. Il Christus patiens e il santo di Assisi divennero le sue figure cristiane di riferimento, tanto che Weil scrisse a padre Joseph-Marie Perrin, suo confidente spirituale: «Sono stata conquistata da san Francesco fin da quando ne ebbi conoscenza».

E, come sottolinea Sabina Moser, i numerosi punti di contatto fra le due figure riguardano temi fondamentali: sia Francesco che Weil percepirono la necessità di un rinnovamento della Chiesa, il desiderio di abbandonarsi alla volontà di Dio e di vivere a imitazione di Cristo, in povertà e umiltà, ma soprattutto staccandosi dal proprio ego e da tutti i suoi orpelli. Weil chiama «de-creazione» questo processo di abbandono dell’io, il quale diventa così «un foro attraverso il quale Dio e la creazione si guardano».

In tal modo, commenta Moser, «la parte dell’anima che ha visto Dio può trasformare le relazioni che ciascuno di noi ha con una creatura in una relazione tra una creatura e Dio». Le vite di Weil e di Francesco furono il tentativo di sperimentare in ogni momento questo distacco dall’ego, di annullarsi per amore e nell’amore di Dio, giungendo a vivere un’esistenza esemplare, di «una santità nuova» e geniale. Ed è qui che la riflessione di Weil rivela più che mai la sua attualità: «Il mondo – scriveva nel 1942 – ha bisogno di santi che abbiano genio come una città dove infierisce la peste ha bisogno di medici», e questo vale ancora oggi».


Sabina Moser
Una santità geniale
Simone Weil in dialogo con san Francesco
ed. Le lettere, 2026 (II)
pp. 176 – 16,00 euro

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