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Triduo pasquale 2026 a Gerusalemme, i riti del Venerdì Santo

Terrasanta.net
3 aprile 2026
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Triduo pasquale 2026 a Gerusalemme, i riti del Venerdì Santo
A metà giornata di quest'oggi, un piccolo gruppo di frati medita la Via Crucis lungo la Via Dolorosa a Gerusalemme. (foto Andrea Krogmann)

La Croce è al centro dei gesti della devozione cristiana in questo Venerdì Santo. Di buon mattino il cardinale Pizzaballa ha presieduto i primi riti nella basilica del Santo Sepolcro. Più tardi, la Via Crucis dei francescani lungo la Via dolorosa e la liturgia pomeridiana al Getsemani.


(g.s.) – Nelle vie della Gerusalemme vecchia risuonano pochi passi, le serrande dei negozi sono chiuse. Di pellegrini non c’è, ovviamente, traccia. Nessuno sa fino a quando.

In un Venerdì Santo così mesto, un piccolo gruppo di frati – attorniato da alcuni poliziotti, soldati e fotoreporter – percorre la Via Dolorosa soffermandosi in preghiera alle stazioni della Via Crucis, come accade ogni venerdì, di solito in compagnia di numerosi fedeli e pellegrini.

Di certo il Custode di Terra Santa, Francesco Ielpo, e gli altri suoi fratelli in cammino sui passi di Gesù, che va a morte, portano in cuore le angustie della moltitudine che in Medio Oriente, e oltre, sta patendo le conseguenze tragiche di decisioni sciagurate.

Poco più tardi, durante la liturgia al Getsemani, fra Ielpo esorterà tutti i presenti ad adorare con fede la Croce, «perché essa è il luogo della rivelazione piena, definitiva, di Dio. Non una rivelazione parziale, non un segno tra tanti: qui Dio si manifesta totalmente, qui si rivela il suo volto. Se vogliamo conoscere veramente Dio, dobbiamo guardare alla Croce. Se vogliamo capire chi è Dio, dobbiamo contemplarlo lì».

La lettura della Passione di Gesù durante il rito presieduto dal card. Pizzaballa nella cappella della Crocifissione dentro la basilica del Santo Sepolcro. (foto CTS/m.a.b.)

La venerazione della Croce, patibolo mutato in altare d’amore, ha d’altronde aperto questa giornata, con i riti che il patriarca latino ha presieduto all’interno della basilica del Santo Sepolcro.

Anche oggi, come ieri 2 aprile, il patriarca Pierbattista Pizzaballa è attorniato da pochi religiosi, che però danno voce all’intero popolo di Dio, idealmente raccolto qui, nel luogo del Golgota dove il martoriato corpo dell’Agnello venne innalzato.

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