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I capi delle Chiese di Terra Santa: Nell’oscurità, la luce del Crocifisso risorto

Terrasanta.net
1 aprile 2026
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I capi delle Chiese di Terra Santa: Nell’oscurità, la luce del Crocifisso risorto
La luce che illumina la basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme.

Non può che prendere le mosse dalla pesante situazione bellica che nuovamente turba i popoli del Medio Oriente il messaggio con gli auguri pasquali dei capi delle Chiese di Terra Santa. La luce del Risorto, scrivono, anima comunque il cammino di chi ha fede.


(g.s.) – «Nelle settimane che precedono la commemorazione della morte e risurrezione di Cristo – scrivono i patriarchi e capi delle Chiese di Gerusalemme nel loro messaggio pasquale –, quest’anno una nuova e devastante guerra regionale ha nuovamente precipitato nel caos la Terra Santa e il Medio Oriente in generale. Ogni giorno che passa porta con sé escalation sempre più violente: un ciclo incessante di morte, distruzione e sofferenze spaventose che ora si ripercuote in tutto il mondo generando difficoltà economiche crescenti. Dal fumo nero di questa rovina che si espande, una profonda oscurità ha avvolto la nostra regione, soffocante come l’aria nel sepolcro sigillato del Cristo crocifisso. La speranza stessa sembra averci abbandonato».

«Eppure, come la Scrittura insegna e la nostra fede rivela, la desolazione del sepolcro non è la fine della storia. La morte non ha avuto l’ultima parola. Per la potenza di Dio, Cristo è risorto vittorioso dal sepolcro, spezzando i vincoli del peccato e della morte».

«Conformi a questa profonda verità – soggiungono gli ecclesiastici –, invitiamo i fedeli e tutti gli uomini di buona volontà a lavorare e pregare senza sosta per il sollievo delle innumerevoli moltitudini in tutto il Medio Oriente, e oltre, che soffrono gravemente per le devastazioni di questa guerra. Allo stesso modo, facciamo appello affinché si adoperino e intercedano per una fine immediata allo spargimento di sangue e perché la giustizia e la pace prevalgano finalmente in tutta la nostra regione dilaniata dalla guerra, a cominciare da Gerusalemme per estendersi a Gaza, al Libano e a tutta la Terra Santa; agli Stati del Golfo e a Teheran; e fino ai confini della terra».

«In questo spirito, richiamiamo ancora una volta le parole di san Paolo che, in mezzo alle sue innumerevoli tribolazioni, scrisse: “Siamo tribolati in ogni modo, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi; portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo” (2 Corinzi 4,8–10)».

Clicca qui per scaricare il messaggio integrale (in formato pdf e lingua inglese)

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