Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia

Fra Patton firma le meditazioni della prima Via Crucis di Leone XIV al Colosseo

Terrasanta.net
1 aprile 2026
email whatsapp whatsapp facebook twitter versione stampabile
Fra Patton firma le meditazioni della prima Via Crucis di Leone XIV al Colosseo
Una croce illuminata nella sera del Venerdì Santo al Colosseo. (foto iStock)

Papa Leone XIV ha chiesto a padre Francesco Patton, già Custode di Terra Santa, di comporre le meditazioni della Via Crucis che si svolgerà al Colosseo la sera del 3 aprile, Venerdì Santo. Il francescano racconta.


Nell’anno in cui tutta la Chiesa commemora gli 800 anni dalla morte di san Francesco d’Assisi, papa Leone XIV ha chiesto a fra Francesco Patton, Custode di Terra Santa dal 2016 al 2025, di comporre le meditazioni per la Via Crucis in programma la sera del Venerdì Santo, 3 aprile 2026, al Colosseo. Papa Prevost prenderà parte per la prima volta a questo momento di preghiera comunitaria – trasmesso in mondovisione – e porterà la croce per tutte le quattordici stazioni.

Fra Patton ora vive nel convento del Memoriale di Mosè sul Monte Nebo, in Giordania. La scelta del Papa di affidare a lui la redazione dei testi della Via Crucis rappresenta un onore per tutta la Custodia, commenta padre Francesco Ielpo, che è succeduto al confratello di origini trentine nel giugno 2025.

La richiesta del Papa

Nel sito istituzionale della Custodia, Alessandro Caspoli intervista il Custode emerito per chiedergli di raccontare come è andata: «In modo molto semplice – risponde fra Patton –. Un giorno ho ricevuto una telefonata dalla Segreteria di Stato vaticana con la quale mi dicevano che papa Leone aveva chiesto loro di contattare me per preparare i testi della Via Crucis del Colosseo del Venerdì Santo di quest’anno, essendo quest’anno l’ottavo centenario della morte di san Francesco. La richiesta mi ha un po’ intimorito, ma mi ha anche onorato e ho dato la mia disponibilità».

Padre Patton – che firma anche una rubrica sul bimestrale Terrasanta descrive così il lavoro di compilazione della Via Crucis papale di questo Venerdì Santo: «Prima ho fatto un’ipotesi di testi biblici e francescani da inserire nelle meditazioni e poi delle meditazioni sotto forma di preghiera da aggiungere ad ogni stazione. Nei testi biblici ho privilegiato il Vangelo di Giovanni, tranne dove si parla di alcuni personaggi come il Cireneo, che Giovanni non cita. Per gli scritti di san Francesco ho cercato quei brani che meglio potevano costituire un approfondimento francescano del tema di ogni singola stazione e ho cercato di costruire delle riflessioni che avessero un carattere universale, con anche un risvolto esistenziale».

fra Francesco Patton

«Ad esempio – prosegue il francescano –, quando parlo della condanna di Gesù da parte di Pilato, ho sviluppato una riflessione sul potere. Ho anche scritto riflessioni sulla sofferenza delle madri per la perdita dei figli. Un altro tema affrontato è l’importanza di riconoscere sempre e comunque la dignità della persona, ricordare che Gesù Cristo è morto in croce per tutti e quindi la sua via crucis è il segno di vicinanza anche a quelli che sono considerati merce di scambio, a quelli che sono considerati criminali irrecuperabili e a quelli che sono considerati lontani da Dio. La Via Crucis è l’atto di amore più profondo, più universale, ma anche più inclusivo che ci sia».

Nata a Gerusalemme

«La Via Crucis – ci ricorda fra Patton – nasce a Gerusalemme e si è fissata nella forma attuale, lungo la Via Dolorosa, grazie ai frati della Custodia di Terra Santa e si svolge in un percorso all’interno della città vecchia. Parte dal cortile di Pilato, in quella che oggi è una scuola musulmana, di fronte al convento della Flagellazione e da qui, attraversando le vie del centro storico, giunge fino al Calvario. Questa devozione francescana assume la forma definitiva con san Leonardo da Porto Maurizio, nel XVIII secolo, ed è profondamente radicata nella devozione che aveva san Francesco per la passione del Signore e nell’invito a seguire le orme di nostro Signore Gesù Cristo».

«La Via Crucis di Gerusalemme – confida il Custode emerito – ha per me un valore unico e straordinario. È il simbolo più chiaro di cosa sia oggi la vita cristiana, non è una Via Crucis che si svolte in un ambiente asettico, come potrebbe essere una chiesa. È una Via Crucis in mezzo a gente che passa, che vende, che grida, che insulta, che sputa. Ci fa in qualche modo rivivere il contesto nel quale Gesù ha percorso la via dolorosa e ci fa capire che la vita da cristiano ti colloca dentro un mondo che continuamente ti sfida, che non ti capisce, che a volte ti insulta, che a volte ti rifiuta. È in questo contesto concreto che siamo chiamati a seguire Gesù Cristo».

Ancora attuale

Questa forma di preghiera mantiene la sua attualità, osserva fra Francesco, perché insegna «a seguire Gesù Cristo, a scoprire un annuncio che è Vangelo, cioè gioia e speranza. E questa gioia, questa speranza ci viene dal renderci conto di quanto siamo amati da Dio. La Via Crucis dovrebbe farci scoprire quanto siamo amati da Dio, perché se uno è disposto a morire per noi, vuol dire che ci manifesta l’amore più grande e contemporaneamente ci rivela la nostra dignità, il nostro valore, proprio perché il Figlio di Dio antepone la nostra vita alla sua. La Via Crucis è anche una portentosa occasione di esame di coscienza, di verifica della nostra vita e soprattutto ci mette di fronte all’atteggiamento con cui Gesù affronta questo percorso fino alla fine, fino al momento in cui muore sulla croce perdonando e affidandosi, e diventa un invito alla conversione».

L’esempio del Santo di Assisi

Infine un richiamo all’ottavo centenario del transito di san Francesco da questa vita terrena all’abbraccio del Padre di tutti. «Francesco d’Assisi resta attuale – secondo fra Patton – prima di tutto un uomo che si è messo in ricerca e che si è lasciato trasformare dalle esperienze che ha fatto. Dall’esperienza giovanile dell’andare in guerra, dall’esperienza dell’incontro coi poveri e coi lebbrosi, dall’esperienza del prendere il Vangelo sine glossa, cioè alla lettera, ma senza diventare un fondamentalista. Francesco d’Assisi non ci dimostra, ma ci mostra che vivere il Vangelo è possibile, toglie tutti gli alibi a quelli che liquidano la proposta evangelica come utopia per anime belle».

Clicca qui per leggere il testo della Via Crucis con le meditazioni di padre Francesco Patton

Collectanea 59 (2026)

Collectanea 59 (2026)

Studia-documenta
Il profeta e la balena
David-Marc d’Hamonville

Il profeta e la balena

Rileggere il libro di Giona
Il grido dell’anima – III edizione
MichaelDavide Semeraro

Il grido dell’anima – III edizione

I Salmi del dolore
Sinfonia della Parola – III edizione
Frédéric Manns

Sinfonia della Parola – III edizione

Leggere, capire e meditare la Bibbia