La Terra Santa è nel cuore dei cattolici statunitensi, che non solo la visitano come pellegrini e nutrono un profondo legame spirituale con i Luoghi Santi, ma dimostrano pure una generosa solidarietà concreta con i cristiani e le istituzioni ecclesiali della regione. Gli stessi frati della Custodia traggono beneficio da questa prossimità e la tengono in grande considerazione.
A Washington D.C. la Custodia di Terra Santa ha un proprio convento, ove ha sede il Commissariato di Terra Santa per gli Stati Uniti, ufficio che, come sappiamo, svolge funzioni analoghe a quelle che spettano ai frati commissari in ogni altra parte del mondo: contribuisce a tener viva l’attenzione verso i cristiani che vivono nelle terre bibliche; raccoglie e convoglia fondi; promuove pellegrinaggi; incentiva le relazioni tra le Chiese locali e i francescani della Custodia che operano in Israele/Palestina, Giordania, Siria, Cipro, Libano e Grecia.
Un frate esperto
Da maggio dirigerà questo ufficio fra John E. Puodziunas (65 anni), nominato commissario per gli Usa nelle scorse settimane.
Discendente da una famiglia di origini lituane, fra John è entrato nell’Ordine dei frati minori all’età di 20 anni. Oltre agli studi teologici, la sua formazione universitaria include anche la matematica computazionale e la filosofia. È uomo di provata esperienza. Da frate e sacerdote ha vissuto in varie parti degli Stati Uniti, da Chicago a Filadelfia, da San Diego a Milwakee. È un predicatore, anche televisivo, e conferenziere su temi come gli influssi del francescanesimo sull’economia. Nell’ambito dell’Ordine minoritico ha svolto diversi servizi: è stato tra l’altro ministro provinciale (dal 2011-2015), prima di rivestire, a Roma, l’incarico di economo generale. Attualmente è anche presidente della Franciscan Foundation for the Holy Land, ente benefico americano che si prefigge di sostenere concretamente la minoranza cristiana in Terra Santa.
I princìpi ispiratori
«Considero un privilegio – dice fra Puodziunas a Terrasanta.net – il fatto che il padre Custode abbia affidato alle mie cure il Commissariato di Terra Santa degli Stati Uniti. Sono al servizio della Custodia da soli 18 mesi, vale a dire da quando sono stato nominato presidente della Franciscan Foundation for the Holy Land. In questo breve arco di tempo ho solo cominciato a comprendere, e a fare mia, la missione dei frati in Terra Santa, a partire dalla salvaguardia della presenza dei cristiani, le “pietre vive” della terra dove Gesù ha vissuto e dove si è realizzata la nostra partecipazione al piano della salvezza».
«Come commissario – soggiunge il francescano –, spero di continuare a edificare sul lavoro già svolto da fra David Grenier (il commissario uscente – ndr) e dai suoi predecessori. Con un’attenzione prioritaria alla Colletta pontificia del Venerdì Santo, la mia strategia iniziale prevede la creazione di una rete più strutturata di parrocchie a sostegno della Colletta, esplorando la possibilità di essere presenti ai ritiri diocesani annuali per sacerdoti. Al di là del supporto parrocchiale diretto, intendo sviluppare gli sforzi sui social media per raggiungere un pubblico più ampio, in particolare i giovani e chi non è attualmente praticante. Vorrei anche rivolgermi alla comunità dei giovani professionisti che stanno appena iniziando a impegnarsi nel mondo della filantropia, per guadagnare il loro sostegno alla nostra missione attraverso le loro reti di relazioni e comunicazione».
L’impegno sarà multiforme
Il campo d’azione per il commissario degli Stati Uniti è potenzialmente smisurato. Osserva fra John: «La Colletta del Venerdì Santo è un punto di partenza dal quale sviluppare altri strumenti di raccolta fondi per la missione: eventi, lasciti e donazioni testamentarie, sollecitazione di grandi donatori, ecc. Questi sforzi saranno inquadrati in valori cristiani fondati sulla fede: compassione per i bisognosi, radicata nell’amore di Dio per tutti, promozione di una pace autentica, responsabilità, trasparenza e integrità. Oltre alla dimensione finanziaria, c’è la necessità, più che mai, di sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica sulla difficile situazione dei cristiani in Terra Santa. Negli Stati Uniti è fin troppo facile guardare a questa questione — come a molte altre — con una visione miope. I frati, attraverso il Commissariato, hanno un’opportunità unica di offrire una narrazione più ampia e di creare ponti tra le risorse disponibili negli Stati Uniti e i bisogni della Terra Santa».
«In sintesi – conclude il frate –, vedo il ruolo del commissario all’interno della struttura del Commissariato come un ruolo di sensibilizzazione e di incoraggiamento alla condivisione delle risorse economiche per una missione che continua a manifestarsi con forza e con scopo».
Buon lavoro, fra John!


























