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L’Italia delle armi, seconda in Medio Oriente

Terrasanta.net
10 marzo 2026
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L’Italia delle armi, seconda in Medio Oriente
Aerei da combattimento (simbolica immagine Canva generata con IA)

Le importazioni complessive fatte dai Paesi della regione mediorientale sono in calo, ma l’Italia nel 2021-2025 ha aumentato i suoi affari ed è diventata, dopo gli Stati Uniti, il massimo fornitore di armi.


Mentre tutti i Paesi del Medio Oriente sono direttamente coinvolti dal 28 febbraio nella guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran – con le sole eccezioni di Siria e Yemen, già devastati da un quindicennio di guerre interne –, è uscito il rapporto sul commercio delle armi curato dal Sipri di Stoccolma, il più autorevole centro studi sul tema.

Il rapporto fotografa le esportazioni di armi nel periodo 2021-2025, confrontandolo con il quinquennio precedente. Gli Usa sono in pieno boom, passando dal 36 al 42 per cento delle esportazioni mondiali di armi; la Francia sfiora il 10 per cento; seguono la Russia (6,8 per cento), in forte calo per l’impiego che fa in Ucraina della propria produzione bellica, e la Germania con 5,7 per cento.

Colpisce il balzo che hanno compiuto le esportazioni italiane, aumentate del 157 per cento. L’Italia è così passata dal decimo al sesto posto tra i maggiori esportatori mondiali.

Oltre la metà di queste esportazioni – il 59 per cento – è stata destinata al Medio Oriente (il 16 per cento è stato indirizzato in Asia e Oceania e il 13 in Europa). I due maggiori acquirenti nel quinquennio sono stati il Qatar (26 per cento delle esportazioni italiane totali) e il Kuwait (17 per cento). Le forniture documentate includono 23 aerei caccia al Kuwait e 6 al Qatar, oltre a 5 navi da guerra acquistate da Doha.

Se, da una parte, il rapporto si concentra specialmente sull’aumento degli acquisti di armamenti in Europa, legati all’aggressione russa dell’Ucraina e ai nuovi equilibri nella Nato – per la prima volta in vent’anni, la quota maggiore delle vendite americane è andata all’Europa (38 per cento), superando il Medio Oriente (33 per cento) – ci sono però significativi sviluppi che interessano l’area mediorientale. Qui le importazioni diminuiscono: c’è infatti una riduzione degli acquisti del 13 per cento tra il 2016-20 e il 2021-25, anche se tra i primi dieci importatori mondiali si trovavano ancora Arabia Saudita (6,8 per cento delle importazioni globali), Qatar (6,4) e Kuwait (2,8).

Più della metà delle importazioni in Medio Oriente è stata di armi made in Usa (54 per cento), mentre il 12 per cento proveniva dall’Italia, oggi il secondo fornitore dell’intera regione mediorientale.

«Gli Stati arabi del Golfo influenzano le tendenze delle importazioni di armi in Medio Oriente, con l’Arabia Saudita che è stata il maggiore importatore della regione dal 2011-2015 e il Qatar ora al secondo posto dopo aver più che raddoppiato le sue importazioni tra il 2016-20 e il 2021-25», ha affermato uno dei curatori del Rapporto del Sipri, osservando che oltre ai fornitori di lunga data, come Usa e Francia, questi Paesi cercano nuove fonti di approvvigionamento di strumenti militari.

Lo Stato ebraico esporta, nonostante le sue guerre

Israele è diventato il settimo esportatore di armi al mondo: ha aumentato la sua quota dal 3,1 per cento nel periodo 2016-20 al 4,4 nel periodo 2021-25, superando per la prima volta il Regno Unito. Ciò è avvenuto, come sottolinea il rapporto, «nonostante la guerra a Gaza e gli attacchi in Iran, Libano, Qatar, Siria e Yemen». Un’industria bellica, quella israeliana, che si concentra sui sistemi di difesa aerea.

Per Israele sono aumentate anche le importazioni di armamenti (+ 12 per cento nel quinquennio 2021-2025). Gli Stati Uniti hanno fornito la quota maggiore, circa due terzi del totale. Durante la guerra su più fronti che si è sviluppata con l’offensiva militare a Gaza, dall’ottobre 2023, Israele ha continuato a ricevere armi, tra cui aerei da combattimento F-35, bombe guidate e missili.

L’aumento vertiginoso delle esportazioni italiane, in particolare la crescita del 59 per cento verso il Medio Oriente interamente coinvolto in conflitti, chiama in causa la legge 185 del 1990, che disciplina le esportazioni italiane di armamenti e prevede limitazioni verso Paesi in conflitto o con gravi violazioni dei diritti umani.

→ Leggi anche: Armi per il Medio Oriente, un made in Italy letale

Intanto, mentre non si fermano i bombardamenti Usa e israeliani sull’Iran e la risposta iraniana con attacchi sui Paesi arabi del Golfo, avanza in Italia la discussione sulla fornitura di radar, droni o altri armamenti per neutralizzare i velivoli che vengono lanciati da Teheran. La decisione più complessa, che sarà forse presa in sede di consiglio Nato, riguarda l’invio di Samp T, il sistema di contraerea italo-francese richiesto da alcuni Paesi del Golfo per rafforzare la difesa delle minacce che arrivano dal cielo. Il suo utilizzo prevederebbe l’impiego di almeno settanta persone appositamente addestrate e uno dei dispositivi potrebbe essere trasferito in Kuwait o negli Emirati Arabi Uniti. (f.p.)

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