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Siria, un viaggio nell’immediato dopo Assad

Irene Pace
9 febbraio 2026
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Siria, un viaggio nell’immediato dopo Assad

L'autrice di questo libro ha percorso tutta la Siria che si poteva visitare a cavallo tra il 2024 e il 2025. Di luogo in luogo, il suo racconto non rinuncia a dipanare la geopolitica ma sceglie di avvicinare ai lettori le ferite e le speranze della Siria fatta carne di persone, uomini e donne, attivisti e attiviste, lasciando le sorti dei potenti sullo sfondo.


Cosa succede il giorno dopo cinquant’anni di dittatura? Come una popolazione abituata a venerare il proprio presidente quasi fosse una divinità si prepara a ricominciare la vita pubblica senza di lui? Che significa avere conquistato la libertà? E quali sfide presuppone la responsabilità di gestirla per preservarla?

A queste e ad altre domande risponde Asmae Dachan, nel suo libro-reportage Siria, il giorno dopo, una narrazione intensissima e personale, appena pubblicata da add editore, sempre attento alle narrazioni di realtà del continente asiatico.

Non è stato facile per Dachan, figlia di un dissidente siriano riparato in Italia durante gli anni della dittatura di Hafez al Assad – il padre del presidente Bashar (costretto a fuggire a Mosca nel dicembre 2025 – ndr) –, rientrare da cittadina siriana libera e non passibile di arresto, nella Damasco liberata. E farlo con un doppio fardello: quello personale, di una famiglia che ha assaggiato il sale della dittatura, e quello professionale, che impone di raccontare, testimoniare, ascoltare tutte le voci e restituirle, il più possibile, oggettivamente.

Dachan non si è risparmiata nulla in questo viaggio, narrato in prima persona. Ha percorso tutta la Siria che si poteva visitare nel primo mese di liberazione. Dalla capitale Damasco alle campagne di Hama; dal monastero cristiano di Mar Musa al cuore delle rivolte di Homs; da Dara’a, prima città della rivoluzione del 2011, all’enclave di Idlib che resistette fino all’ultimo spasmo all’assedio del regime; dalla splendida Aleppo ferita e dolorante alle orrende carceri di Seydnaya. Su tutti i luoghi primeggia l’immagine di Goutha, la città dei morti, un’immensa enclave nei suburbi di Damasco trasformata dal regime in un paesaggio lunare negli anni che vanno dal 2013 al 2018, annientandola con ogni sorta di munizione, che fosse chimica o di piombo.

Di luogo in luogo, Dachan non rinuncia a dipanare la geopolitica ma sceglie di avvicinare a noi lettori le ferite e le speranze della Siria fatta carne di persone, uomini e donne, attivisti e attiviste, lasciando le sorti dei potenti sullo sfondo. Questo è il grande pregio del reportage di Dachan che si addentra in punta di piedi nella Siria del giorno dopo ma con occhi bene aperti sulle contraddizioni dei primi vagiti della libertà: non li tratta con la lente dell’analisi ma con le lunette del presbite che ha bisogno di andare più vicino possibile per cogliere tutti i dettagli che non si vedono da lontano.

Così, Dachan ci fa conoscere Em Badr, una donna sulla settantina, moglie e madre di martiri del massacro di Hama del 1982; Abu Sameh, poeta, che di quel massacro è un sopravvissuto; tutta la famiglia dell’undicenne Hamza al-Khatib, la cui morte diede il via alla rivoluzione, nel 2011, a Dara’a; le comunità di drusi a Sweida; quella dei monaci cristiani amici dello scomparso padre Paolo Dall’Oglio a Mar Musa; per poi porgere un omaggio anche a Noura, sua sorella maggiore, nata ad Aleppo e morta giovanissima alcuni anni fa in Italia, ragione e moto di indefessa devozione, da parte dell’autrice, insieme al racconto del «popolo martoriato» che Dachan sente di avere trattenuto dentro, in tutti questi anni, come «un cadavere ingombrante».

Vista la ricchezza e la profondità di questo primo, attendiamo Asmae Dachan anche nella Siria di Kobane e di Latakia per un prossimo volume: c’è un altro pezzo di storia della Siria tanto importante quanto problematico che merita di essere raccontato in tutte le sue contraddizioni e con tutta la sensibilità umana di cui questa straordinaria giornalista è capace. Per svelare, con tutte le scale di grigi del caso, al haqiqah, la verità, sempre sussurrata, evocata, richiesta da ogni voce di questa Storia.


Asmae Dachan
Siria, il giorno dopo
Le ferite e le speranze
add editore, 2026
pp. 264 – 18,00 euro

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