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I cappuccini di Gerusalemme si raccontano

Terrasanta.net
20 gennaio 2026
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I cappuccini di Gerusalemme si raccontano
Dicembre 2025. Un gruppo di frati cappuccini sulla soglia della basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Il quarto da sinistra è il ministro generale dell'Ordine, fra Roberto Genuin. (foto ofmcap)

Si è affacciato online nelle ultime settimane il podcast Vita da frati a Gerusalemme, ideato dai Frati minori cappuccini per raccontare la loro presenza in Terra Santa. Un prodotto editoriale curato dalla giornalista Anna Maria Selini.


(g.s.) – Questo 2026 è, come sappiamo, l’anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla morte di san Francesco d’Assisi. Quando il santo abbracciò «Sorella morte», alcuni suoi frati erano già da una decina d’anni, per sua espressa volontà, stabilmente missionari in Terra Santa. Una presenza, quella dei Frati minori, che da allora non si è praticamente mai interrotta.

Il carisma francescano ha ispirato anche altre comunità e famiglie religiose, maschili e femminili, che hanno case e conventi pure a Gerusalemme e nei territori circostanti. Basterebbe uno sguardo agli indirizzari delle comunità cattoliche in Terra Santa per rendersene conto: numerose congregazioni femminili hanno l’aggettivo “francescano” (variamente declinato) nel loro nome. Non mancano poi – neppure in questo angolo di mondo che per primo sentì l’annuncio evangelico – i laici e le laiche dell’Ordine francescano secolare, che vivono la propria vita cristiana in famiglia e nelle varie attività professionali traendo ispirazione e forza dall’esempio del Santo d’Assisi.

Tra le presenze più recenti a Gerusalemme c’è quella di un altro ramo della variegata famiglia francescana: i Frati minori cappuccini, il cui arrivo nella Città Santa viene fatto risalire ai primi decenni del secolo scorso.

All’epoca, i religiosi acquisirono un terreno nella parte occidentale della città e vi costruirono una casa, che però venne presto confiscata, e adibita a caserma, dalle forze armate britanniche (gli inglesi allora governavano la Palestina in virtù del Mandato ricevuto dalla Società delle Nazioni – l’antenata nell’Onu – nel 1920). Con l’avvento dello Stato di Israele l’edificio fu, per decenni, ospedale psichiatrico (lo Stato ebraico versava ai frati un canone d’affitto).

Uno scorcio del convento dei frati cappuccini a Gerusalemme.

I cappuccini, però, non avevano smesso di desiderare il proprio nido nel cuore della Terra Santa. Abbiamo già raccontato, anni fa, la storia di fra Pasquale Rota che da intrepido missionario in Brasile nel 1987 venne trasferito a Gerusalemme per volere dell’allora ministro generale dell’Ordine cappuccino, fra Flavio Roberto Carraro (che fu poi vescovo di Arezzo-Cortona-San Sepolcro dal 1996 al 1998 e di Verona dal 1998 al 2007).

Inizialmente il cappuccino bergamasco fu ospitato dai frati della Custodia di Terra Santa poi, a metà degli anni Novanta, con lo scadere del contratto d’affitto, riuscì a tornare in possesso della vecchia casa religiosa. L’edificio era in condizioni pietose e furono necessari anni di paziente lavoro per farlo diventare, nel 2010, ciò che è oggi: un centro di spiritualità e formazione permanente che funge da casa di ritiri e di ospitalità per i frati che trascorrono un periodo in Terra Santa per ragioni di studio.

Questa casa ora è anche luogo di incontro per la messa domenicale di un piccolo gruppo di espatriati italiani a Gerusalemme. Al volto suo e della piccola comunità di cappuccini che la anima (fra Pasquale morì novantenne nel 2021) è dedicato un podcast in quattro episodi, pubblicato nelle settimane scorse dai Cappuccini e curato da Anna Maria Selini. La giornalista – che ha casa a Roma ma è bergamasca d’origini, come fra Rota e l’attuale patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa – ha confezionato un documentario audio a puntate, nel quale dà la parola ai frati, e in particolare all’attuale responsabile del convento, il torinese fra Enrico Maiorano, che le fa da guida per le vie della città vecchia e nella basilica del Santo Sepolcro.

Vita da frati a Gerusalemme non dà nulla per noto o scontato. Non ricorre al gergo ecclesiastico e punta a raggiungere un pubblico il più ampio possibile.

Tra i passaggi di particolare interesse segnaliamo, nella terza puntata del podcast, l’intervento della professoressa Francesca Romana Stasolla, che illustra in breve alcuni esiti della missione archeologica di Sapienza Università di Roma nel sottosuolo della basilica della Risurrezione.

Vita da frati a Gerusalemme è disponibile sulle principali piattaforme di streaming digitale. Buon ascolto!


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