Si è aperto l’VIII centenario del transito di san Francesco d’Assisi, morto la sera del 3 ottobre 1226. L’Italia tutta – non solo la famiglia francescana o il mondo cattolico – fa memoria del proprio Santo patrono, alla cui figura sono legate tante persone, alcune lontane dalla fede, ma che riconoscono in lui, vissuto nel Medioevo, un uomo che ha plasmato la cultura e l’arte del Paese e che sa parlare all’uomo di oggi.
Lo ha confermato l’attenzione e la partecipazione a tante iniziative che negli scorsi anni, tra il 2023 e il 2026, hanno ricordato passaggi salienti dei suoi ultimi anni di vita: dall’approvazione della Regola dell’Ordine e dalla celebrazione del Natale a Greccio nel 1223, all’evento delle Stimmate sul monte della Verna l’anno seguente, fino alla stesura del suo testo universalmente più conosciuto, il Cantico delle Creature, concluso nel 1225.
Ecco dunque aprirsi un anno di celebrazioni per il quale è stato istituito un Comitato nazionale composto da una ventina di membri designati dal governo della Repubblica italiana, enti locali e dai ministri generali della famiglia francescana. Un altro passo significativo l’ha compiuto il Parlamento, quando ha di recente ripristinato il 4 ottobre come festa nazionale in Italia (era stato così fino al 1977).
Il presidente della conferenza episcopale, il cardinale Matteo Maria Zuppi, accogliendo con gioia la notizia, ha detto che la decisione del Parlamento è «un’occasione per riscoprire la figura del Patrono d’Italia, che ha profondamente segnato il carattere del nostro Paese. Lo è ancora di più in questo tempo, lacerato dalle divisioni, da tensioni internazionali crescenti e da una drammatica escalation di violenza globale». Zuppi ha sottolineato come san Francesco, che ebbe tra i suoi principali obiettivi un annuncio di pace, ricorda che è possibile un mondo fraterno, disarmato, dove ciascuno ha il suo spazio, a partire dai più poveri e fragili. E ha ricordato, inoltre, che celebrare il Santo di Assisi significa credere che si può dialogare con tutti e che la pace inizia quando si considera l’altro un fratello.
San Francesco fu proclamato Patrono d’Italia da Pio XII il 18 giugno 1939. Papa Pacelli affidava allora l’Italia alla protezione di due figure esemplari della sua storia di fede: Francesco d’Assisi e Caterina da Siena. Del poverello di Assisi scriveva: «Diede insuperabili esempi di vita evangelica ai cittadini di quella sua tanto turbolenta età».
Il primo grande evento dell’anno sarà proprio ad Assisi. Dal 22 febbraio le spoglie di san Francesco saranno spostate dalla sua tomba e deposte ai piedi dell’altare papale, nella chiesa inferiore, per un’ostensione pubblica prolungata che durerà un mese, fino al 22 marzo 2026. Un evento eccezionale che avviene con l’approvazione di papa Leone XIV e che permetterà ai pellegrini di raccogliersi davanti alle sue spoglie, segno evangelico del seme che muore per portare frutto.
Per favorire l’organizzazione di questo pellegrinaggio, è stato predisposto un sistema di prenotazione gratuita e obbligatoria online sul sito sanfrancescovive.org.
Il Comitato per il centenario ha lanciato sei ambiti di progetti (cfr sanfrancesco800.cultura.gov.it):
• «Assicurare la Memoria», attraverso edizioni, catalogazioni delle fonti francescane e digitalizzazione dei Fondi antichi presso il Sacro Convento di Assisi, per garantire la fruizione scientifica e la tutela nel tempo;
• «Francesco nel Giubileo», con iniziative a Roma e ad Assisi in occasione del Giubileo che si è chiuso il 6 gennaio;
• «Francesco nel Mondo», promuovendo azioni internazionali, ad esempio attraverso la rete degli Istituti italiani di cultura, ma anche attività negli istituti penitenziari e presenza nei principali saloni del libro;
• «Sculture – Nuovi Segni», cioè la collocazione di opere permanenti di grandi artisti contemporanei in città italiane ed estere, per lasciare tracce durevoli della figura di Francesco;
• «Francesco e i giovani», attraverso concorsi e percorsi partecipativi ispirati al Cantico delle Creature;
• «Cammino di Francesco»: un’armonizzazione dei percorsi di pellegrinaggio che uniscono i luoghi francescani. Per lasciare un Cammino riconoscibile e vivibile, mettendo a sistema le varie iniziative locali e creando una Fondazione o un ente dedicato che possa organizzare e gestire gli interventi di segnaletica, conservazione, ospitalità, assistenza. Per continuare a camminare sulle orme del santo di Assisi.
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