I capi delle Chiese di Terra Santa: Questo Natale restiamo solidali con chi soffre

«Invitiamo i cristiani e tutte le persone di buona volontà nel mondo a perseverare nella preghiera e nell’impegno per una pace vera e giusta nella terra della nascita del nostro Signore e in tutta la terra», scrivono nel loro messaggio natalizio 2025 i capi delle Chiese di Terra Santa.
(g.s.) – Tengono fisso lo sguardo su Gesù, come esorta a fare la Parola di Dio nella Lettera agli Ebrei, i patriarchi e capi delle Chiese di Terra Santa nel loro messaggio natalizio di quest’anno. Ma guardando lui non possono non vedere le sofferenze di tanti fratelli e sorelle.
«In questi tempi che continuano a essere segnati da difficoltà e conflitti in tutta la nostra regione, noi, Patriarchi e Capi delle Chiese in Gerusalemme, restiamo saldi nel proclamare e ribadire, sia alle nostre comunità sia ai fedeli di tutto il mondo, il messaggio di speranza rivelato nell’Incarnazione di Cristo e nella santa Natività a Betlemme più di duemila anni fa. Infatti, in tempi analogamente difficili, un angelo del Signore apparve improvvisamente ai pastori di quella regione, esortandoli a deporre le loro paure. “Non temete”, disse l’angelo, “ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore” (Vangelo di Luca 2,10)».
«Se quest’anno – soggiunge più oltre il messaggio natalizio – ci rallegriamo del fatto che un cessate il fuoco abbia permesso a molte delle nostre comunità di celebrare più pubblicamente le gioie del Natale, prestiamo tuttavia attenzione all’ammonimento del profeta Geremia contro coloro che dicono: “Pace, pace, quando pace non c’è” (Geremia 6,14). Siamo pienamente consapevoli che, nonostante una dichiarata cessazione delle ostilità, centinaia di persone continuano ad essere uccise o a subire gravi ferite. Molte altre hanno sperimentato violente aggressioni contro se stesse, le loro proprietà e le loro libertà — non solo in Terra Santa, ma anche nei Paesi vicini».
«Noi, Patriarchi e Capi delle Chiese in Gerusalemme, seguendo l’esempio del nostro Signore nella sua Incarnazione, continuiamo a rimanere solidali con tutti coloro che soffrono e sono oppressi, e invitiamo i cristiani e tutte le persone di buona volontà nel mondo a perseverare nella preghiera e nell’impegno per una pace vera e giusta nella terra della nascita del nostro Signore e, in realtà, in tutta la terra».


























