Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia

Strage antisemita a Sydney, la condanna delle Chiese di Terra Santa

Terrasanta.net
16 dicembre 2025
email whatsapp whatsapp facebook twitter versione stampabile
Strage antisemita a Sydney, la condanna delle Chiese di Terra Santa
Una veduta aerea della spiaggia di Bondi, a Sydney (Australia). (immagine Canva)

Da Gerusalemme si levano le voci di condanna delle Chiese cristiane per l'attentato contro gli ebrei avvenuto domenica 14 dicembre su una spiaggia del Nuovo Galles del Sud, in Australia. Anche il Vaticano e il Consiglio ecumenico delle Chiese ribadiscono il no all'antisemitismo.


(g.s.) – Anche i capi delle comunità cristiane in Terra Santa sono scossi e sdegnati per il sanguinoso attentato di matrice antisemita avvenuto nel pomeriggio di domenica 14 dicembre a Bondi Beach, la più celebre spiaggia di Sydney.

Come è noto dalle cronache rimbalzate in tutto il mondo, due uomini armati – padre e figlio immigrati in Australia dal Pakistan, a quanto risulta sinora –, imbracciando fucili regolarmente posseduti hanno aperto il fuoco sui membri della comunità ebraica locale che stavano partecipando alla cerimonia di accensione della prima luce di Hanukkah, la festività ebraica (minore) che ricorre ogni anno a ridosso del Natale cristiano.

La strage di Hanukkah

Il bilancio, provvisorio, della carneficina è di 15 vittime innocenti e una quarantina di feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. Intervenuta sul posto, la polizia ha avuto ragione dei due attentatori, uccidendo il più anziano e arrestandone il figlio, poi ricoverato in ospedale, dove è rimasto in coma per un paio di giorni.

Decisivo a scongiurare un esito ancora più tragico è stato l’intervento di un passante, che non ha esitato a sorprendere alle spalle il più giovane dei due killer e a disarmarlo. Lui stesso è poi stato ferito a un braccio dai colpi dell’altro attentatore. L’uomo, che è stato salutato come un eroe da un’intera nazione sotto choc, si chiama Ahmed al-Ahmed ed è un piccolo commerciante poco più che quarantenne di origini siriane, musulmano come i due terroristi. Le indagini della polizia australiana hanno rivelato che la coppia di assassini era da poco rientrata da un lungo soggiorno nel sud delle Filippine, la regione di Mindanao a maggioranza musulmana dove sono presenti anche campi di addestramento del movimento terroristico Stato islamico (Isis), che godono probabilmente della copertura della guerriglia indipendentista musulmana, da decenni attiva nell’area.

La condanna delle Chiese di Gerusalemme

Come dicevamo in apertura, da Gerusalemme giunge, il 15 dicembre, la ferma condanna del Consiglio dei patriarchi e capi delle Chiese di Terra Santa per l’azione terroristica. «I nostri cuori sono spezzati per le vittime e per la comunità ebraica del Nuovo Galles del Sud [lo Stato australiano che ha Sydney come capitale – ndr], la cui festa della luce è stata ora avvolta dalla violenza».

«Dio ci comanda – rimarcano gli ecclesiastici – di rispettare tutti gli esseri umani innocenti: questa è una convinzione condivisa da tutti i figli di Abramo, padre dei profeti. Dobbiamo anche andare oltre il rispetto, poiché siamo chiamati a cercare modi per aiutarci a vicenda. Lodiamo le azioni eroiche di Ahmed al Ahmed, un musulmano che ha affrontato uno dei tiratori, salvando probabilmente numerose vite. Le persone di fede sono chiamate ad aiutarsi e difendersi a vicenda, proprio come ha fatto Ahmed».

La dichiarazione si conclude con un invito alla preghiera: «Preghiamo per tutte le persone colpite da questa violenza. Preghiamo affinché la popolazione del Nuovo Galles del Sud e di tutta l’Australia risponda con empatia e sostegno alla comunità ebraica locale. Preghiamo per coloro che lottano per la propria vita e per il personale medico che lavora instancabilmente per salvarli. Pregheremo per i nomi dei defunti e per le loro famiglie in lutto. Preghiamo per il nostro mondo ferito, affinché possa essere guarito e tutti possano professare la propria fede liberamente e in pace».

Il dolore di Leone XIV

Dal Vaticano, sempre ieri, anche il Papa ha espresso il suo dolore per «l’orribile attacco» di Bondi Beach, assicurando, con un telegramma del segretario di Stato card. Pietro Parolin indirizzato all’arcivescovo di Sydney Anthony Fisher, «la sua vicinanza spirituale a tutti coloro che sono stati colpiti da questo inutile atto di violenza». Ha inoltre ribadito la speranza «che coloro che sono tentati dalla violenza si convertano e cerchino la via della pace e della solidarietà». Una speranza accompagnata dalla preghiera «per la guarigione di coloro che sono ancora in convalescenza e per il conforto di coloro che piangono la perdita di una persona cara». In mattinata, nel corso di un’udienza, lo stesso Leone XIV ha menzionato la strage in Australia, dicendo: «Basta con queste forme di violenze antisemitiche! Dobbiamo eliminare l’odio dai nostri cuori».

«Antisemitismo, peccato contro Dio e contro l’uomo»

Da Ginevra si è levata anche la voce del rev. Jerry Pillay, segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec), che ha scritto: «Questo attacco fa parte di un preoccupante aumento globale di atti antisemiti che rappresentano un odio violento sempre più audace e mettono in pericolo la sicurezza di comunità che hanno vissuto pacificamente per decenni all’interno di società multiculturali. Tale antisemitismo violento costituisce una grave violazione dei diritti umani fondamentali e non può essere tollerato in nessuna società democratica».

«Fin dalla sua fondazione nel 1948, il Cec ha condannato l’antisemitismo come “peccato contro Dio e contro l’uomo” e ha invitato “tutte le Chiese che rappresentiamo a denunciare l’antisemitismo, indipendentemente dalla sua origine, come assolutamente inconciliabile con la professione e la pratica della fede cristiana”. Oggi rinnoviamo questo appello alla comunità ecumenica mondiale delle Chiese».

Baptism in the Holy Land
Joseph Patrich

Baptism in the Holy Land

The Literary Evidence and the Archaeological Context
L’alba francescana
Pio d’Andola

L’alba francescana

Sonetti su san Francesco a 800 anni dalla morte
Disarmare il cuore
Francesco Patton

Disarmare il cuore

Per diventare artigiani della pace
Parabole moderne
Amedeo Romeo

Parabole moderne

Storie di Vangelo raccontate dai ragazzi