(g.s.) – La Conferenza episcopale italiana (Cei) e il Pontificio istituto di studi arabi e di islamistica (Pisai) hanno presentato a Roma lo scorso 10 novembre un sussidio pensato per gli insegnanti di religione cattolica in Italia, per aiutarli a spiegare l’islam ai propri studenti in modo sintetico, ma rigoroso.
Lo strumento didattico (di un centinaio di pagine) potrebbe interessare, a nostro avviso, anche a una platea più ampia e si compone di 11 schede che si concludono ognuna con una breve bibliografia per eventuali approfondimenti. Il progetto richiama un’analoga esperienza: le 16 schede per conoscere l’ebraismo pubblicate nel 2023 come frutto di una collaborazione tra la Cei e l’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei).
Il testo viene consegnato ai suoi destinatari proprio mentre ricorre il sessantesimo della dichiarazione conciliare Nostra aetate, che riformulò l’approccio della Chiesa cattolica verso i credenti di altre fedi e religioni, inclusi i musulmani (ai quali è dedicato il numero 3 del documento promulgato da san Paolo VI il 28 ottobre 1965). Da quel giorno molta acqua è passata sotto i ponti. Oggi – sottolinea l’introduzione a queste schede dall’intento didattico – «la reciproca stima e la fattiva collaborazione tra esperti musulmani e cristiani su un dialogo schietto e onesto, nel rispetto delle differenze e nella approfondita conoscenza delle reciproche tradizioni, hanno permesso di realizzare questo progetto per la corretta conoscenza e trasmissione dell’Islam».
Nell’incontro di presentazione del progetto, il preside del Pisai, prof. Wasim Salman – sacerdote di origini siriane e docente di pensiero arabo islamico –, ha messo l’accento sull’intento di «evitare ogni forma di scontro per promuovere un incontro fraterno con la civiltà musulmana, basato sull’apertura verso la cultura dell’altro», schivando, altresì, ogni identificazione tra l’islam e certe ideologie del terrorismo.
Don Valentino Cottini, già preside del Pisai e direttore della rivista Islamochristiana, è intervenuto alla presentazione in veste di coordinatore del progetto che si è proposto di giungere a una «presentazione il più possibile oggettiva e spassionata dell’Islam». Cottini ha spiegato che le schede sono nate dal lungo lavoro, «umile e paziente di un piccolo numero di persone cristiane e musulmane che si sono confrontate, valutate con competenza, corrette reciprocamente in un clima di fiducia, di apertura totale e di amicizia sincera».




























