Vicino a Gerico, i coloni si allargano nei terreni del monastero di San Gerasimo

All’inizio di agosto è apparso un avamposto nel territorio del monastero greco-ortodosso di San Gerasimo del Giordano, alla periferia di Gerico, uno degli insediamenti cristiani più antichi della Terra Santa.
Qualche bancale di legno, una bandiera israeliana che sventola al vento… I segnali sono inconfondibili. All’inizio di agosto, un avamposto è apparso sul terreno del monastero greco-ortodosso di San Gerasimo del Giordano (Deir Hajla in arabo).
Situato a nord del Mar Morto, questo è uno dei monasteri più antichi del deserto della Giudea. Fu costruito nel 455 da san Gerasimo, eremita e figura di spicco del monachesimo palestinese, che fondò la sua laura (un piccolo insediamento monastico) nel vicino uadi.
Il periodo bizantino (IV-VI secolo d.C.) fu l’età dell’oro dei monaci del deserto: vide la nascita di circa sessanta monasteri nel deserto della Giudea. Oggi ne rimangono pochi. Alcuni monaci greci vivono ancora a San Gerasimo e il patriarca visita il monastero ogni 17 marzo per la festa annuale. La tradizione vuole che la Sacra Famiglia abbia soggiornato un tempo nelle vicinanze.

Mappa basata su Google Maps e video forniti dal Patriarcato greco-ortodosso.
Situato nell’Area C della Cisgiordania occupata (quella più direttamente sottoposta al controllo israeliano), il monastero di San Gerasimo non è sfuggito alla pressione territoriale esercitata dai coloni israeliani. Nel 2001 si sono stabiliti a circa cento metri di distanza. Chiamato Machana Nevo, l’insediamento, illegale secondo il diritto internazionale, ora conta una quarantina di abitazioni, per lo più bungalow prefabbricati.
L’Ong israeliana Peace Now ha registrato un picco nelle costruzioni nel 2021 e nel 2023. Come ovunque nella Cisgiordania occupata, i massacri del 7 ottobre 2023 hanno accelerato la colonizzazione e la violenza ad essa associata.
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Agli inizi di agosto la colonia ha continuato la sua espansione verso il monastero installando, a circa cento metri dalle case, una struttura che indica chiaramente delle rivendicazioni territoriali.

Monastero di Deir Hajla – San Gerasimo del Giordano. (foto Eyal Asaf / Aerial Photography)
La colonizzazione dei territori palestinesi è un’impresa sostenuta e finanziata dallo Stato israeliano. L’obiettivo, come ribadito dal ministro delle Finanze Bezalel Smotrich il 14 agosto, è chiaro: «seppellire l’idea di uno Stato palestinese».
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Secondo il quotidiano greco Kathimerini, si è tenuta ad Atene una riunione ad alto livello per valutare la situazione. «Sebbene Atene non possa intervenire in modo estensivo nella politica degli insediamenti israeliana, i canali diplomatici tra Grecia e Israele vengono attivati quando sono coinvolte proprietà ecclesiastiche», ha riportato il quotidiano. «Tali questioni sono gestite direttamente dal ministero degli Esteri greco, data la loro delicata importanza religiosa e storica».
Con questo avamposto, il sentiero per la grotta (laura) dove san Gerasimo visse da eremita, che può essere visitata, sarà potenzialmente meno accessibile. A breve distanza l’accesso al famoso monastero di San Giorgio in Koziba è già stato reso inaccessibile alle auto dopo che i coloni hanno eretto una barriera. Il Patriarcato greco-ortodosso, i cui conti bancari sono attualmente congelati dal comune di Gerusalemme, vede questo come un ennesimo attacco alla presenza cristiana in Terra Santa.

























