«Pane in Piazza Milano 2025» è un’iniziativa gastronomica benefica intorno al pane, quale simbolo universale di unità, pace e amicizia, che si è inaugurata in piazza Duomo il 24 agosto. Organizzata dai missionari Cappuccini, avrà un momento speciale dedicato alla Terra Santa con una tavola rotonda sulla fratellanza universale attraverso il simbolo del pane quotidiano. Tra gli ospiti, il parroco di Betlemme, il vescovo di Batroun in Libano, il provinciale dei Cappuccini e l’arcivescovo Mario Delpini.
In piazza Duomo a Milano, domenica 24 agosto alle 10.30 ha preso il via Pane in Piazza, un grande evento di solidarietà promosso dai missionari Cappuccini. In occasione degli 800 anni del Cantico delle creature e del Giubileo della speranza, questa grande festa del pane, che durerà fino al 1 settembre, offre insieme a pane e dolci da degustare un ricco programma di eventi culturali, spettacoli musicali e momenti di riflessione.
«Pane in Piazza» anche quest’anno ha un obiettivo concreto: raccogliere fondi per costruire un panificio e una scuola di panificazione a Bambui, in Camerun.
Tutti i milanesi e i turisti che passano davanti al Duomo possono entrare nella tensostruttura di 800 metri quadri che per nove giorni vede oltre duecento fornai preparare specialità regionali. Uno spazio coperto con 130 posti a sedere è invece dedicato agli eventi. Come sottolinea fra Giovanni Cropelli, direttore del Centro missionario dei Cappuccini a Milano, è un evento di gioia e riflessione, con momenti dedicati a celebrare in modi diversi il carisma francescano.
La Terra Santa in una tavola rotonda
Domenica 31 agosto alle 18.30, in piazza Duomo, ci sarà una tavola rotonda dal titolo «Il nostro pane quotidiano. Semi di umana fraternità fra Milano e la Terrasanta».
In un tempo così tragico per i conflitti in Terra Santa, interverranno ospiti di eccezione: il parroco cattolico di Betlemme, fra Rami Asakrieh, il vescovo libanese Mounir Khairallah, il superiore del Cappuccini della Lombardia fra Angelo Borghino, e l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini. Modera l’incontro il direttore della rivista Terrasanta, Giuseppe Caffulli.
Il «pane quotidiano», potente strumento per promuovere la fratellanza universale, rappresenta nelle culture e nelle tradizioni religiose il nutrimento sia fisico sia spirituale. È segno di condivisione: questo il filo conduttore che vedrà dialogare gli ospiti.
Fra Rami Asakrieh, francescano della Custodia di Terra Santa, porterà la testimonianza su come vive oggi la «città del pane» (è uno dei significati del nome Betlemme), segnata dal conflitto israelo-palestinese. Fra Rami racconta a Terrasanta.net che la sua parrocchia deve molto agli aiuti offerti dal Centro missionario dei Cappuccini, che si sono concretizzati in cibo e medicine per le persone più bisognose, con un programma di assistenza per chi affronta la disoccupazione. Infatti, l’economia di Betlemme, legata al turismo e all’artigianato per i pellegrini, è paralizzata. «Tutto è fermo – spiega –, anche i permessi per lavorare nella vicina Gerusalemme, superando il confine. Prima c’è stata la pandemia e, dopo il 7 ottobre, la guerra. La gente ha dovuto dare fondo ai suoi risparmi o indebitarsi. Da noi questo pane, come Eucaristia, se ci nutre dentro, ci permette di resistere in tale situazione».
Anche mons. Mounir Khairallah, dal 2012 vescovo cattolico maronita di Batroun in Libano, contattato al telefono esprime la gioia di partecipare a questo incontro e grande riconoscenza verso i frati Cappuccini presenti da anni nel Paese dei cedri. Li ringrazia per la loro vicinanza al popolo libanese, che negli ultimi anni ha sofferto per la grave crisi economica e, nel 2024, per la guerra. «Questa è un’occasione per esprimere la solidarietà tra le Chiese e tra le persone – assicura –. Insieme vogliamo contribuire a educare le nuove generazioni alla fratellanza umana, una fratellanza sempre possibile nel Libano che esprime una grande varietà di credi e culture».
Accanto a due voci della Terra Santa, fra Angelo Borghino e l’arcivescovo Mario Delpini porteranno la riflessione, a partire dall’esperienza della Chiesa ambrosiana, sull’importanza di costruire occasioni di vicinanza e condivisione. Una domanda che accomuna la Palestina, il Libano e l’arcidiocesi di Milano. (f.p.)
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Per tutti i dettagli sul ricco programma di «Pane in Piazza Milano 2025»: www.missioni.org/pane-in-piazza


























