Non sono poi così pochi coloro – anche giovani – che in estate preferiscono rallentare. E cercare, anziché il chiasso, occasioni di pace e ascolto di sé stessi, degli altri, della natura. Chi si spinge oltre, dischiudendo la porta alla dimensione trascendente, a Dio che palpita e si comunica, potrà trovare fecondie queste pagine cristiane.
John Main, autore di questa piccola antologia di testi scelti, ha attraversato il secolo scorso, dal 1926 al 1982. Irlandese nato a Londra, dopo i trent’anni diventa monaco benedettino e lo resta fino alla morte che lo coglie in Canada, dove nel 1977 ha fondato un monastero a Montreal.
Il religioso – visto dai suoi estimatori come una sorta di Padre del deserto contemporaneo – è considerato l’ispiratore della Comunità mondiale per la meditazione cristiana, che ha gruppi di aderenti in varie parti del mondo (Italia inclusa).
Due volte al giorno egli suggerisce di raccogliersi nella ripetizione mentale di un mantra: l’invocazione cristiana Maranathà («Vieni, Signore Gesù!» in aramaico). Nel farlo, l’orante si pone, in pace, davanti allo sguardo di Dio senza preoccuparsi d’altro che di fargli spazio dentro di sé, nel silenzio delle labbra e della mente. Non è il credente che recita formule o preghiere ma Dio che, accolto, agisce in lui.
«Recitando il mantra – dice in uno dei suoi scritti Main – lucidiamo lo specchio dentro di noi così che i nostri cuori possano aprirsi completamente al lavoro dell’amore di Dio per noi, riflettendo pienamente la luce di quell’amore».

John Main
Vie del silenzio
Morcelliana, 2025
pp. 144 – 12,00 euro


























