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È iniziata la posa del nuovo pavimento al Santo Sepolcro

Marie-Armelle Beaulieu
29 luglio 2025
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È iniziata la posa del nuovo pavimento al Santo Sepolcro
Maestranze al lavoro per la posa del nuovo pavimento nella basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. (foto CTS/gpo)

Avviato prima della pandemia di Covid-19, il vasto cantiere per il restauro del pavimento del Santo Sepolcro, a Gerusalemme, entra nella sua fase finale. I lavori di pavimentazione attorno all’edicola sono cominciati in questo mese di luglio 2025.


Sul sagrato della basilica del Santo Sepolcro – nella città vecchia di Gerusalemme – sono accatastate le pesanti lastre rosate destinate a circondare la tomba di Gesù. Dopo mesi di attesa, sono finalmente cominciati i lavori di posa della (nuova) pavimentazione, segnando l’avvio di quella che si annuncia come l’ultima fase di un ciclo di restauri cominciato oltre cinque anni fa.

Il restauro del Santo Sepolcro non è stato improvvisato. Ha riguardato inizialmente l’edicola stessa, che custodisce la tomba del Cristo risorto. Questa prima fase era stata condotta a ritmo serrato tra il 2016 e il 2017, sotto la direzione dell’Università Tecnica di Atene, dopo anni di esitazioni. Un restauro salutato come impresa memorabile, tanto dal punto di vista tecnico quanto da quello ecumenico.

Ma già al termine di quella fase, era apparsa evidente una necessità: lo stato del suolo e sottosuolo della basilica, molto deteriorato, non permetteva di fermarsi lì. Il secondo ciclo di lavori, deciso nel 2019 e affidato alla supervisione dei francescani, aveva come obiettivo il restauro dell’intero pavimento della rotonda e del deambulatorio della basilica, documentando al contempo gli strati archeologici sottostanti. La pandemia di Covid-19 ha costretto a sospendere il progetto per quasi due anni. Solo nella primavera del 2022 gli scavi esplorativi hanno potuto realmente iniziare.

 

Mentre si attende il rapporto sugli scavi (in più volumi) a cura della professoressa Francesca Romana Stasolla, archeologa dell’Università La Sapienza di Roma, l’operazione in corso non consiste soltanto nel posare nuove lastre. Ogni pietra del pavimento originario è stata numerata, fotografata, analizzata. Alcune sono state restaurate, altre – irrecuperabili – saranno rimpiazzate con elementi nuovi.

Attorno alla tomba, le Chiese si sono accordate per utilizzare lo stesso tipo di pietra impiegato nel restauro dell’edicola. Nei primi mesi, il pavimento potrebbe apparire molto rosato e un po’ sorprendente accanto ai pilastri grigi della rotonda. Come accade alla struttura che riveste e custodisce la tomba, anche queste lastre si ricopriranno di una patina tipica piuttosto rapidamente.

Se il calendario dei lavori verrà rispettato, il restauro completo del pavimento potrebbe concludersi entro la fine del primo semestre 2026. Giungerebbe così a compimento un ciclo iniziato quasi dieci anni fa: quello della riscoperta, della messa in sicurezza e della valorizzazione del Santo Sepolcro. Un cantiere unico al mondo, al tempo stesso cantiere di fede, di scienza e di diplomazia religiosa.

I lavori nella basilica potrebbero riprendere nella porzione riservata ai francescani, desiderosi di restituire alla cappella dell’Apparizione di Gesù a sua madre le caratteristiche principali della sua architettura medievale.

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