
Un colpo d’artiglieria pesante ha centrato la chiesa cattolica della Sacra Famiglia a Gaza, provocando tre morti e alcuni feriti, tra cui il parroco, padre Gabriel Romanelli. La circostanza è confermata dal Patriarcato latino due comunicati. L’edificio ospita circa 500 sfollati.
Un colpo partito da un carro armato ha centrato la mattina del 17 luglio la chiesa cattolica della Sacra Famiglia, l’unica presente nella Striscia di Gaza. Secondo fonti mediche dell’ospedale Al-Ahli della città Gaza, l’attacco ha provocato la morte di due donne, Saad Issa Kostandi Salameh e Foumia Issa Latif Ayyad, e il ferimento di almeno sei persone (altre fonti parlano di otto), alcune in gravi condizioni. Tra i feriti anche il parroco, padre Gabriel Romanelli, che avrebbe riportato una lieve ferita a una gamba ed è stato medicato presso la struttura ospedaliera prima di fare ritorno nella comunità.
In un post diffuso su X, il Patriarcato latino di Gerusalemme ha confermato l’attacco. La parrocchia della Sacra Famiglia, che ospita attualmente circa 500 sfollati in fuga dal conflitto, ha riportato danni strutturali significativi.
Fonti vicine al Patriarcato citate dall’agenzia Ansa riferiscono che Israele avrebbe parlato di un «errore di tiro», senza fornire ulteriori dettagli. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno fatto sapere di aver avviato un’indagine interna sull’accaduto.
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, ha dichiarato a Vatican News che due delle persone ferite sono in pericolo di vita: «Quello che sappiamo con certezza è che un carro armato, secondo l’Idf per errore – ma non ne siamo sicuri – ha colpito direttamente la chiesa della Sacra Famiglia, la parrocchia latina».
Secondo il patriarca, sarebbero quattro persone gravemente ferite, « due sono in condizioni molto critiche e le loro vite sono seriamente in pericolo. Ci sono anche altri feriti, ma meno gravi, tra cui anche il parroco, perché si trovavano tutti nella chiesa».
Il parroco colpito, padre Gabriel Romanelli, è di origine argentina ed è noto per i suoi aggiornamenti costanti sul conflitto israelo-palestinese, spesso condivisi con il compianto papa Francesco. Al momento nessuna nota ufficiale dal Vaticano sull’episodio.
Intanto, cresce la preoccupazione per la sicurezza della minoranza cristiana presente nella Striscia di Gaza, sempre più coinvolta – sua malgrado – nella spirale del conflitto.
Il Patriarcato latino: «Porre fine a questa tragedia ingiustificata»
Il Patriarcato latino di Gerusalemme ha pubblicato nel pomeriggio del 17 luglio un comunicato da cui risulta che il numero delle vittime è salito a tre:
«Questa mattina, intorno alle 10:20, il complesso della Sacra Famiglia a Gaza, di proprietà del Patriarcato latino, è stato colpito dall’esercito israeliano. Fino a quest’ora, tre persone hanno perso la vita a causa delle ferite riportate e altre dieci sono rimaste ferite, tra cui una in condizioni critiche e due in gravi condizioni. Il parroco della comunità, padre Gabriele Romanelli, ha riportato ferite lievi. (…) Le persone del Complesso della Sacra Famiglia hanno trovato nella Chiesa un rifugio, sperando che gli orrori della guerra potessero almeno risparmiare loro la vita, dopo che le loro case, i loro beni e la loro dignità erano già stati strappati via. A nome di tutta la Chiesa di Terra Santa, esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie colpite dal lutto e, da qui, offriamo le nostre preghiere per la rapida e completa guarigione dei feriti».
Il comunicato ha riferito inoltre del messaggio di condoglianze e solidarietà inviato da papa Leone XIV al Patriarcato. «È giunto il momento che i leader alzino la voce e facciano tutto il necessario per porre fine a questa tragedia, umanamente e moralmente ingiustificata. Questa guerra orribile deve giungere alla fine, affinché possiamo iniziare il lungo lavoro di ripristino della dignità umana».
Il cardinale Pizzaballa e il patriarca Theophilos III a Gaza
Il 18 luglio i Patriarchi e i Capi delle Chiese di Gerusalemme si sono uniti in solidarietà al Patriarcato latino e alla parrocchia cattolica di Gaza, in un dichiarazone ufficiale. I responsabili cristiani della Terra Santa parlano di «vile attacco da parte dell’esercito israeliano».
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa e Theophilos III, patriarca greco-ortodosso, alla guida di una delegazione si sono quindi recati a Gaza, come riferisce il Patriarcato latino di Gerusalemme.
Intendono incontrare i membri della comunità cristiana locale, porgere le condoglianze e la solidarietà ed essere al fianco di coloro che sono stati colpiti dai recenti eventi. Il cardinale Pizzaballa vuole valutare personalmente le esigenze umanitarie e pastorali della comunità, per contribuire a guidare la presenza e la risposta continua della Chiesa.
Su richiesta del Patriarcato latino, e in coordinamento con i partner umanitari, è stato garantito l’accesso per la consegna di assistenza essenziale non solo alla comunità cristiana, ma anche al maggior numero possibile di famiglie. Ciò include centinaia di tonnellate di scorte alimentari, nonché kit di pronto soccorso e attrezzature mediche di urgente necessità. Inoltre, il Patriarcato ha garantito l’evacuazione delle persone ferite nell’attacco verso strutture mediche fuori Gaza, dove riceveranno cure.
Nel comunicato del Patriarcato si ringrazia papa Leone XIV che ha chiamato il cardinale Pizzaballa e il patriarca Theophilos al loro ingresso a Gaza per offrire il suo sostegno, la sua vicinanza e le sue preghiere.
* Aggiornamenti alle ore 13.15 e 16.15 del 17 luglio; 9.45, 10.15, 15.30 del 18 luglio




























