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I costi della guerra all’alcol in Turchia

Laura Silvia Battaglia
28 gennaio 2022
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Per sradicare il consumo di alcolici tra i turchi il governo di Ankara ha portato alle stelle le tasse sull'alcol. Prospera così il mercato nero e la produzione clandestina di alcolici. Alti i rischi per la salute; i morti si contano a decine


Bevande alcoliche sempre più costose in Turchia, aumento della produzione casalinga, picco di decessi per metanolo. Si può riassumere così il risultato delle politiche sempre più restrittive del governo del presidente Recep Tayyip Erdogan sulla produzione e la diffusione dell’alcol nel Paese. Un tema in questo momento protagonista sia delle cronache economiche, per l’eccezionale rialzo dei prezzi sul mercato, anche del semplice alcol etilico, che nella cronaca nera e giudiziaria: sempre più persone, infatti, lo producono in casa senza esperienza, rischiando l’avvelenamento, o lo comprano al mercato nero, dai contrabbandieri, all’oscuro di qualsiasi informazione utile: provenienza, modalità di distillazione, qualità.

Secondo l’agenzia di informazione ufficiale Anadolu, 84 persone sono morte per avvelenamento da alcol metilico solo nel mese di dicembre.

Così, il media online Middle East Eye ha parlato con un certo numero di persone che acquistano alcol etilico – noto anche come etanolo – al mercato nero per procedere alla propria produzione casalinga e ha rivelato molte pieghe più nascoste di questa storia. Ali, 53 anni, auto-produce liquori dal 2002, anno in cui il Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp) è salito al potere e ha iniziato a imporre pesanti tasse sull’alcol, il cui consumo è generalmente considerato peccaminoso da musulmani conservatori. A differenza della polizia e dei funzionari del governo, Ali afferma di non credere che i contrabbandieri siano responsabili dell’avvelenamento da alcol. «Perché dovrebbero voler avvelenare i propri clienti? – si chiede –. Compri da un ragazzo per anni, poi un giorno ti regala una bottiglia tossica? Non ha nemmeno senso». Ali attualmente gestisce un influente gruppo Facebook con oltre 12mila membri: il suo scopo principale, alla fondazione del gruppo, era quello di educare le persone su alcol, cocktail e cultura del vino. Ma, da quando i prezzi di una bottiglia di vino o di raki sono diventati pari all’affitto in un immobile, il gruppo è più prodigo di consigli tecnici, su come produrlo e consumarlo in autonomia.

L’organizzazione Turkish Public Alcohol Policy Watch afferma che il consumo di alcol in Turchia è il più basso in Europa, anche se ancora significativamente più alto rispetto alla maggior parte degli altri Paesi a maggioranza musulmana. Ma nonostante la domanda apparentemente bassa, negli ultimi vent’anni il governo del presidente Recep Tayyip Erdogan ha gradualmente inasprito le normative sulla produzione, la pubblicità e il consumo di alcolici. Nel 2002, non appena l’Akp di Erdogan è salito al potere, ha adottato una nuova tassa speciale sui consumi (Otv) e ha aumentato la tassa sulle bevande alcoliche dal 18 per cento a un incredibile 48 per cento. Da allora l’Otv sull’alcol è stata innalzata sistematicamente. Poco dopo l’annuncio delle decine di morti per avvelenamento da alcol a dicembre, è stata imposta un’ulteriore tassa sulle bevande alcoliche del 47,4 per cento. Ora, quasi il 76 per cento del prezzo di ogni bottiglia di bevanda alcolica venduta va al governo in tasse.

Di conseguenza, il numero di persone che distillano il proprio liquore a casa dall’alcol puro è aumentato negli ultimi anni. Un altro duro colpo per il pubblico dei bevitori è arrivato quando il governo ha vietato la vendita di alcol etilico per uso domestico nel 2020. Una volta le persone acquistavano alcol etilico nei supermercati e nelle farmacie per produrre i propri liquori; oggi sono costrette a rivolgersi a loschi venditori del mercato nero per acquistare alcol puro.

Una rapida ricerca di «alcol etilico» sui gruppi di Facebook fa apparire migliaia di gruppi e annunci di rivenditori clandestini che lo possono spedire in case private. Poiché non esiste una regolamentazione governativa, la maggior parte di questo alcol non è di buona qualità ma include una forma estremamente tossica di alcol chiamata metanolo, noto anche come alcol metilico. L’alcol metilico è la forma più semplice e pura di alcol che può essere separata per distillazione. La dose letale mediana di metanolo per un adulto è di circa 100 millilitri. Anche un paio di cucchiai possono causare perdita permanente della vista, insufficienza renale o morte se ingeriti. Sebbene sia ampiamente usato come detergente, diluente per vernici o come antigelo in auto e aerei, il metanolo viene facilmente rimosso durante la distillazione, se la produzione di alcol è regolata. La maggior parte dei contrabbandieri, tuttavia, non esegue i test necessari per assicurarsi che il proprio lotto finale non sia contaminato da metanolo.

Ali cerca di mantenere il suo gruppo Facebook libero da membri sospetti che cercano di condurvi affari. All’inizio faceva parte di gruppi di altre persone, che prima o poi si sono trasformati in piattaforme dove le persone vendevano e compravano alcol contrabbandato etilico o distillato. Frustrato, Ali ha fondato il suo gruppo per condividere ciò che gli piace: la cultura del bere.

Ad ogni aumento delle tasse, il suo gruppo attira più membri. E dopo l’ultimo importante aumento delle tasse a dicembre, un migliaio di persone si è unito al gruppo in una sola settimana. Sebbene abbia iniziato a produrre il proprio liquore dopo che il governo di Erdogan è salito al potere, Ali afferma che il suo scopo principale è produrre soprattutto vodka, vino o raki, la bevanda nazionale turca, prodotta in Anatolia almeno dall’inizio del Diciannovesimo secolo. Addirittura Ali vorrebbe avviare la propria vigna e diventare un produttore di vino, ma chissà quando. Visti i chiari di luna attuali in Turchia, forse mai. Tuttavia, vive questo momento con umorismo. Racconta: «C’è una barzelletta molto popolare nel Paese in questo momento. La gente chiama Tekel, l’azienda turca di tabacco e alcolici, “l’ufficio delle tasse”. Quando si va nei negozi Tekel per comprare alcolici o sigarette, tutti pubblicano selfie con didascalie come “sono venuto all’ufficio delle imposte”. Ormai una bottiglia di raki di marca costa quanto un rene».

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