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«Via Abbas!», la collera dei palestinesi per la morte di un oppositore

Cécile Lemoine
28 giugno 2021
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«Via Abbas!», la collera dei palestinesi per la morte di un oppositore
Palestinesi manifestano a Ramallah dopo la morte dell'attivista Nizar Banat, morto poco dopo essere stato arrestato dall'Autorità palestinese il 24 giugno 2021 (foto Flash90)

Si intensificano le proteste nei Territori dopo la morte dell’attivista palestinese Nizar Banat a seguito di un violento arresto da parte delle forze di sicurezza palestinesi. Aveva levato la sua voce contro corruzione del governo.


«Il popolo vuole la caduta del regime», «Via Abbas!» gridavano migliaia di fedeli radunati sulla spianata delle moschee venerdì 25 giugno, giorno di preghiera per i musulmani e giorno di lutto a Hebron, dove un imponente corteo funebre ha celebrato le esequie di Nizar Banat, uno dei principali oppositori delle autorità politiche palestinesi in Cisgiordania.

L’attivista è morto nelle prime ore di giovedì, durante la detenzione seguita al suo brutale arresto da parte di una ventina di agenti di sicurezza palestinesi. È stato duramente picchiato e «colpito alla testa con bastoni e pezzi di ferro», ha detto la famiglia al sito di notizie palestinese Quds. La notizia della sua morte ha scatenato la rabbia nei Territori. Giovedì pomeriggio, centinaia di persone hanno gridato gli stessi slogan fuori dal centro amministrativo dell’Autorità palestinese a Ramallah, prima che i gas lacrimogeni e le granate delle forze palestinesi li disperdessero.

Critiche alla corruzione della leadership palestinese

Nizar Banat, attivista 43enne ed ex membro di Fatah (il partito nazionalista fondato da Yasser Arafat), era noto per i video critici che postava su Facebook in cui denunciava la diffusa corruzione dei vertici dell’Autorità palestinese e quella del suo presidente, Mahmoud Abbas, in particolare. Era anche candidato in una lista parlamentare indipendente alle elezioni palestinesi, previste per maggio, ma cancellate in aprile.

Mentre l’autopsia ha dimostrato che le cause della sua morte non erano naturali, le ragioni del suo arresto e le circostanze del decesso sono ancora sconosciute. La famiglia denuncia un «assassinio» e fa di lui un martire, uno shahīd. L’attivista era stato precedentemente detenuto più volte per «campagne diffamatorie online» contro le istituzioni governative. Atti che rappresentano «crimini sulla rete», secondo una controversa legge approvata dall’Autorità palestinese nel 2018. I gruppi per i diritti umani affermano che i vertici politici palestinesi stanno abusando di questa legislazione, usandola incautamente per arrestare gli oppositori politici.

Attacchi alla libertà di espressione e di opinione

Questi arresti si sono moltiplicati dopo l’interruzione del processo elettorale, il primo in 15 anni, che doveva portare all’elezione di un nuovo parlamento (22 maggio) e di un nuovo presidente (31 luglio). Il capo dell’Autorità palestinese ha dichiarato di aver preso questa decisione in risposta al rifiuto di Israele di aprire i seggi elettorali a Gerusalemme est. I suoi critici, tra cui Nizar Banat, hanno accusato Mahmoud Abbas di temere la sconfitta e di privare il popolo palestinese di un tanto agognato rinnovamento politico. Oltre il 93 per cento della popolazione in età di voto, infatti, si era iscritta alle liste elettorali.

La morte dell’attivista arriva in un quadro di crescenti limitazioni della libertà di espressione e di opinione da parte di un governo indebolito dall’aumento di popolarità di Hamas dopo lo scambio di razzi in maggio con Israele. Secondo il gruppo legale palestinese «Avvocati per la giustizia», ​​almeno 23 persone sono state arrestate per «motivi politici» dall’Autorità palestinese tra maggio 2020 e maggio 2021. Altre venti sono stati arrestate per aver utilizzato «il loro diritto alla libertà di espressione», ha aggiunto il gruppo di difesa dei diritti umani. Tutti hanno parlato in modo critico nei riguardi del governo in carica.
Il primo ministro palestinese Mohammad Shtayyeh ha ordinato la formazione di una commissione di inchiesta sulla morte di Banat.

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