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In maggio Israele riapre ai gruppi di turisti stranieri

Cécile Lemoine
15 aprile 2021
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In maggio Israele riapre ai gruppi di turisti stranieri
Un passeggero solitario nell'area arrivi dell'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv il 6 aprile 2021. (foto Tomer Neuberg/Flash90)

Un numero limitato di turisti stranieri, già vaccinati e organizzati in comitive, sarà autorizzato ad entrare in Israele a partire dal 23 maggio. Le precauzioni previste. Per gli arrivi individuali bisognerà ancora attendere.


Il 23 maggio 2021 segnerà la riapertura dei cieli, delle frontiere e dell’economia di Israele. Da quella data i turisti vaccinati potranno tornare – ma soltanto in gruppi organizzati – nel Paese. Gli accessi saranno numericamente limitati, come hanno specificato in un comunicato congiunto i ministeri israeliani della Salute e del Turismo.

La riapertura comincia con le comitive perché sono «più facili da monitorare», spiegano i ministeri. I viaggiatori individuali saranno riammessi in una seconda fase.

Israele intende sfruttare il vantaggio che rappresenta una popolazione quasi completamente vaccinata (il 55 per cento degli israeliani ha già ricevuto entrambe le dosi previste di vaccino Pfizer o Moderna) per far tornare i turisti. «È ormai tempo di trarre vantaggio dall’essere un paese sano e sicuro per consentire all’economia di riprendersi dalla crisi», osserva nel comunicato la ministra del Turismo Orit Farkash-Hacohen. «Solo l’apertura delle frontiere al turismo internazionale potrà davvero rilanciare questo settore, i cui dipendenti chiedono solo di poter lavorare e provvedere alle proprie famiglie».

Israele intende comunque adottare tutte le precauzioni possibili. I turisti in arrivo dall’estero dovranno fare un tampone molecolare entro 72 ore prima dell’imbarco a bordo di un aereo per Tel Aviv. All’atterraggio, dovranno sottoporsi a un nuovo tampone, o a un test sierologico che dimostri l’esistenza di anticorpi. Una simile procedura si spiega con la sfiducia dello Stato ebraico nei confronti dei certificati di vaccinazione emessi da paesi in cui sono stati utilizzati vaccini non riconosciuti da Israele.

La fonte anonima del governo che ha riferito questa diffidenza nei giorni scorsi alla radio pubblica Kan, ha menzionato Stati come gli Emirati Arabi Uniti, che usano il vaccino cinese, o Paesi che hanno adottato il vaccino russo Sputnik V. Il comunicato ministeriale specifica che sono in corso trattative con diversi governi per il riconoscimento reciproco della validità dei certificati di vaccinazione.

È ormai da un anno che gli stranieri non possono più entrare nel Paese come turisti o pellegrini. Secondo i dati del ministero del Turismo, nel gennaio di quest’anno Israele ha registrato un calo degli arrivi di circa l’81 per cento rispetto ai valori dello stesso mese nel 2020.


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