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I Commissari di Terra Santa, sei secoli per la Custodia

Terrasanta.net
12 febbraio 2021
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I Commissari di Terra Santa, sei secoli per la Custodia
Commissari di Terra Santa in preghiera a Gerusalemme durante uno dei loro convegni internazionali (foto M. Mezzera/CTS)

Collaboratori preziosi per la comunità francescana in Medio Oriente, i frati Commissari fanno da ponte tra i cattolici dei loro Paesi e la Chiesa madre di Gerusalemme. Una lettera di papa Francesco.


(e.r./g.v.) – Domenica 14 febbraio la Custodia di Terra Santa vuole dare rilievo al sesto centenario dell’instancabile servizio reso dai Commissari di Terra Santa. La loro creazione risale alle disposizioni contenute nella bolla di papa Martino V His quae pro ecclesiasticarum che reca la data 14 febbraio 1421.

Con quel documento, il Pontefice che governò la Chiesa cattolica dal 1417 al 1431, autorizzava il Guardiano del Monte Sion e Custode di Terra Santa, a nominare nelle nazioni cristiane dei procuratori che sollecitassero «la pia generosità dei fedeli».

La decisione di Martino V si inserisce nel solco dei predecessori. Nel 1342 papa Clemente VI aveva emesso la bolla Gratias agimus, che è praticamente l’«atto di nascita» della Custodia di Terra Santa. Il documento approvava e incoraggiava la presenza francescana, già in atto, presso il Santo Sepolcro e il Cenacolo. La bolla prendeva in considerazione anche i bisogni umani e materiali dei frati, presi in carico dal re Roberto d’Angiò e dalla regina Sancia d’Aragona. La vita dei religiosi all’interno dei luoghi santi – sotto dominio ottomano dopo la fine del Regno crociato nel 1291 – fu resa possibile solo dalla generosità delle due teste coronate. Così, per secoli, i francescani sarebbero rimasti e avrebbero costituito l’unica comunità cattolica latina riconosciuta dalle autorità locali, nonché un collegamento tra la Santa Sede e le Chiese orientali e un importante intermediario tra le potenze europee e le autorità musulmane.

Lavori di gruppo in un convegno internazionale dei Commissari a Gerusalemme.  (foto M.a.b./CTS)

A partire dal XIV secolo, le cronache dei frati testimoniano le loro relazioni privilegiate con le famiglie nobili che venivano in pellegrinaggio presso la Città Santa. Relazioni erano anche intessute con ricchi mercanti che compivano la traversata tra la Repubblica di Venezia e il porto di Giaffa. I frati furono così introdotti nelle corti napoletane, veneziane, milanesi, inglesi e francesi per perorare la causa dei Luoghi Santi. Ben sapendo che non potevano essere contemporaneamente in Europa e in Terra Santa, i missionari francescani affidarono a dei laici il compito di gestire le elemosine loro destinate. Per la prima volta si faceva così ricorso al termine «procuratore» di Terra Santa. Il primo laico citato nel 1392 è il mercante Ruggero Contarini, assistito dal fratello, prima, e dal nipote, poi. Contarini fu nominato «procuratore per il territorio della Serenissima Repubblica di Venezia».

>>>  Appuntamento online lunedì 15 febbraio con i Commissari di Terra Santa italiani  <<<

Nell’Ordine francescano era comunque in corso una permanente riflessione con varietà di prospettive (tra Spirituali, Conventuali, Osservanti…) riguardo all’interpretazione della povertà e dell’elemosina così come previste dalla Regola concepita da san Francesco. Proprio questa condizione di riflessione permanente spinse papa Martino V a precisare, in un’altra bolla – la Salutare Studium, anch’essa del 1421 – in riferimento ai «Procuratori o Commissari» di Terra Santa: «Decidiamo che le Costituzioni, le ordinanze apostoliche, gli statuti, i costumi del loro Ordine, anche qualsiasi giuramento o conferma apostolica, non siano di impedimento».

Un impegno multiforme

L’appellativo «Commissario» sembra essere preso in prestito dalla terminologia giuridica veneziana: in quel contesto «commissario» significava «responsabile» o «curatore generale» degli interessi di una persona o un’istituzione.

Nel corso dei secoli, i laici furono gradualmente sostituiti dai frati, e oggi tutti i Commissari di Terra Santa sono religiosi, nominati dal loro superiore territoriale in consultazione con il Custode di Terra Santa. Tramite loro le comunità cattoliche di varie parti del mondo possono concretamente essere solidali con la Chiesa madre di Gerusalemme. Una missione riconfermata nei secoli da molti pontefici, fino ai giorni nostri con papa Francesco. I Commissari hanno anche a cuore la promozione della pastorale dei Luoghi Santi che si realizza attraverso l’organizzazione di pellegrinaggi, giornate di preghiera, conferenze e convegni.

L’occasione per dire grazie

Per sottolineare l’importanza del servizio dei Commissari di Terra Santa, il padre Custode, Francesco Patton, ha chiesto a tutti i Commissari di prevedere una speciale celebrazione di ringraziamento e preghiera per i benefattori della Custodia di Terra Santa nei giorni immediatamente successivi al 14 febbraio. Un appuntamento che da qui in poi ritornerà ogni anno il 15 febbraio. Lo stesso fra Patton alle 6.30 di lunedì 15 febbraio celebrerà e Gerusalemme, nell’edicola del Santo Sepolcro, una messa di ringraziamento per il Papa, per i Commissari e per tutte le persone solidali con i bisogni della Custodia e dei cristiani di Terra Santa.

Numerosi Commissari di Terra Santa di lingua italiana prenderanno parte a un incontro trasmesso via streaming alle 17.00 di lunedì 15 febbraio. È prevista la partecipazione anche del Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton.

I Commissari nel mondo

Quanti sono oggi i Commissari di Terra Santa nel mondo? Secondo i dati dell’ufficio di coordinamento, che ha sede a Gerusalemme, li troviamo in 60 nazioni. Complessivamente le sedi sono 67, con altrettanti frati Commissari. Nei contesti più complessi dal punto di vista ecclesiale, o più vasti territorialmente, troviamo anche la figura del frate vice-commissario. Se ne contano 40, ma ci sono altri religiosi che collaborano in vario modo: in totale i francescani coinvolti nell’operato dei Commissariati sono 107.

Se diamo uno sguardo alla distribuzione nei vari continenti, scopriamo che in Europa ci sono 33 Commissariati in 22 nazioni (clicca qui per l’elenco dei Commissariati di Terra Santa in Italia); nelle Americhe 25 (21 nazioni); in Asia 5 (7); in Oceania (3); in Africa 2 (7).

Dal punto di vista cronologico i Commissariati più antichi risalgono al secolo XV e furono fondati in Italia, Spagna e Francia. I più recenti sono i due aperti nel 2020 in India e Togo. All’anno prima risale l’apertura del Commissariato di Poznan, in Polonia.

 


Papa Francesco scrive
al Custode di Terra Santa

 

Il 2 febbraio scorso papa Francesco ha inviato una lettera personale, scritta di suo pugno, al Custode di Terra Santa in occasione del sesto centenario di attività dei Commissari di Terra Santa. Ecco l’immagine della lettera, seguita dalla trascrizione del testo:

 

(clicca qui per una versione ingrandita della lettera)

 

+
IHS

Vaticano, 2 febbraio 2021

R.P.
Francesco Patton, OFM
Custode di Terra Santa

 

Caro fratello,

il prossimo 14 ricorrono i 600 anni dalla istituzione dei Commissari di Terra Santa da parte di Papa Martino V.

Dopo tutti questi secoli la missione dei Commissari è sempre attuale: sostenere, promuovere, valorizzare la missione della Custodia di Terra Santa rendendo possibile una rete di rapporti ecclesiali, spirituali e caritativi che hanno come punto focale la terra dove Gesù ha vissuto.

Sostengo e benedico questo servizio prezioso e mi auguro che possa essere sempre più seme di fraternità.

A tutti benedico di cuore e, per favore, non dimenticatevi di pregare per me.

Fraternamente

Francesco

In Terra Santa coi francescani

Recarsi in Terra Santa è toccare con mano i luoghi in cui il Verbo di Dio è entrato nell’esperienza umana in Gesù di Nazaret.

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