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Dalle urne israeliane un premio a Netanyahu

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4 marzo 2020
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Dalle urne israeliane un premio a Netanyahu
Benjamin Netanyahu si gode il successo del suo partito alle elezioni del 2 marzo 2020. (foto Olivier Fitoussi/Flash90)

Benjamin Netanyahu esce rafforzato dalla terza tornata elettorale nel giro di un anno. La coalizione di centro-destra non ha però ancora la maggioranza in Parlamento. Resta un dubbio da sciogliere: il 17 marzo si apre un processo penale contro Netanyahu; l'imputato potrà guidare il nuovo governo?


(g.s.) – Il giorno dopo le elezioni del 2 marzo Benjamin Netanyahu è decisamente soddisfatto. Il partito Likud, che ha nel premier uscente il suo leader, ha ottenuto il 29,46 per cento dei voti. È dunque in testa alle preferenze dei 7,1 elettori israeliani su 10 aventi diritto che sono andati alle urne.

Gli esiti non sono ancora definitivi. I risultati ufficiali e certificati giungeranno solo lunedì 9 marzo. Entro la sera del 4 marzo saranno scrutinati altri 400 mila voti circa, espressi da militari, diplomatici in missione all’estero, detenuti ed altre categorie di elettori, come i cittadini in quarantena per l’epidemia di coronavirus.

Stando ai dati aggiornati alla mattina del 4 marzo, si conferma secondo il partito Blu e Bianco di Benny Gantz (26,54 per cento dei consensi) e al terzo posto la Lista unitaria dei partiti arabi con il 12,66 per cento.

La coalizione di centrodestra avrebbe 58 seggi su 120 della Knesset, e dunque ancora nell’impossibilità di dar vita a un governo, ma i suoi notabili nutrono la speranza di convincere qualche altro deputato a dare il suo sostegno o di cooptare nuovamente Liberman e i suoi.

Ad oggi, gli esiti ufficiosi del voto riportati da tutti i media israeliani assegnano al Likud 36 seggi; al Blu e Bianco 33; alla Lista unitaria araba 15; allo Shas 9; al Giudaismo unito nella Torah 7; a Israel Beitenu (Israele casa nostra) 7; al raggruppamento di sinistra di laburisti-GesherMeretz 7; al gruppo di estrema destra Yamina 6.

Il Likud si rafforza guadagnando 4 seggi rispetto all’infruttuosa tornata elettorale di settembre 2019. Il Blu e Bianco tiene le posizioni. Avigdor Liberman (con il suo Israele casa nostra) si indebolisce, perdendo un seggio. Le liste arabe ne guadagnano due.

Gli elettori premiano dunque Netanyahu, rinfrancato in campagna elettorale anche dal soccorso offerto dall’amico Donald Trump, ma ora il sistema legale e giudiziario israeliano deve sciogliere un interrogativo: è opportuno che assuma nuovamente il ruolo di primo ministro un politico che tra pochi giorni, il 17 marzo, sarà chiamato alla sbarra per rispondere penalmente di corruzione e abuso d’ufficio?

Ultimo aggiornamento: 04/03/2020 11:08


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