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La basilica del martire glorioso

Roberto Copello
23 ottobre 2019
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La basilica del martire glorioso
Una veduta dall'alto dei resti della basilica bizantina rinvenuta nei pressi di Bet Shemesh, in Israele. (foto IAA)

Eccezionale scoperta degli archeologi israeliani a ovest di Gerusalemme: una basilica bizantina del VI secolo, dedicata a un «glorioso martire» per ora senza nome.


Gli archeologi dell’Autorità israeliana per le antichità hanno portato alla luce una basilica bizantina a tre navate edificata nel VI secolo sotto l’imperatore Giustiniano (527-565 d.C.), decorata con splendidi mosaici e vetrate. Tra i resti c’è anche un’iscrizione che dedica la chiesa a un «glorioso», o «meraviglioso», martire non identificato. La basilica è stata scoperta durante gli scavi per costruire un nuovo quartiere nella città di Bet Shemesh, 30 chilometri a ovest di Gerusalemme. Il risultato degli scavi, durati tre anni, è stato annunciato oggi, 23 ottobre. La chiesa si estendeva per circa 1.500 metri quadrati, con una navata centrale, due navate laterali, due cappelle e una cripta. Era adornata con intricati mosaici raffiguranti vegetazione, uccelli e disegni geometrici. Oltre a colorati affreschi sulle pareti, doveva avere alti pilastri coronati da imponenti capitelli.

All’ingresso è stata scoperta l’iscrizione greca che dedica il sito al martire, le cui reliquie erano probabilmente conservate nella cripta. «Pochissime altre chiese in Israele sono state portate alla luce con una cripta assolutamente intatta», ha spiegato Benjamin Storchan, direttore degli scavi per conto dell’Autorità delle antichità. «Alla cripta – soggiunge l’archeologo – si accedeva tramite scale parallele, che permettevano l’afflusso a un grande numero di pellegrini. L’eccezionale opulenza della struttura e delle sue iscrizioni indica che il martire qui venerato doveva essere una figura importante».

Eretta attorno al 543 d.C., durante il regno di Giustiniano, la chiesa fu poi ampliata con una cappella eretta grazie a donazioni dell’imperatore Tiberio II Costantino (574-582 d.C.), come attestato da un’altra iscrizione greca scoperta accanto al mosaico di un’aquila imperiale con ali spiegate. «Molte fonti scritte documentano finanziamento imperiali per gli edifici ecclesiastici in Israele, ma questa iscrizione è una delle pochissime conferme archeologiche», sottolinea Storchan.

Gli archeologi hanno anche scoperto un fonte battesimale a forma di quadrifoglio, un disegno raro nei siti bizantini di Terra Santa ma assai diffuso in tutto l’impero, fino al Nord Africa. Sono un migliaio gli oggetti portati alla luce durante gli scavi: fra di essi figura il più completo assortimento di finestre in vetro e di lampade bizantine, mai scoperto in un singolo sito in Israele, oltre a 300 lampade di argilla del periodo abbaside riemerse intatte. Gran parte di questi oggetti è ora esposto in una mostra – inaugurata il 23 ottobre 2019 – che il Bible Lands Museum di Gerusalemme dedica all’eccezionale scoperta della basilica del “glorioso martire”.

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