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Turismo in Israele, un nuovo aeroporto sul Mar Rosso

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1 febbraio 2019
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Turismo in Israele, un nuovo aeroporto sul Mar Rosso
L'aeroporto internazionale Ramon nella vallata di Timna, Israele meridionale, in uno scatto del 2018. (foto Moshe Shai/Flash90)

Diventa operativo in questi giorni il nuovo aeroporto internazionale Ramon, realizzato nel sud di Israele, poco a nord di Eilat. L'obiettivo è di potenziare il turismo nell'area. La Giordania lo contesta.


(c.l.) – Nel sud di Israele è stato ufficialmente inaugurato il 21 gennaio scorso l’aeroporto internazionale Ilan & Asaf Ramon, situato nella valle di Timna, 18 chilometri a nord di Eilat, la celebre stazione balneare del Mar Rosso, ai confini con l’Egitto e la Giordania.

Lo scalo è intitolato all’astronauta israeliano Ilan Ramon – morto con altri 6 astronauti al rientro nell’atmosfera terrestre della 28.ma missione dello Space Shuttle Columbia, il primo febbraio 2003 – e a suo figlio Asaf, pilota delle Forze di difesa israeliane deceduto sei anni dopo durante un volo di addestramento.

Nuovo impulso al turismo

Il nuovo impianto aeroportuale vuol dare un forte impulso al settore turistico nella regione del Mar Rosso e nel deserto del Neghev. Eilat è una destinazione rinomata per il suo clima, le immersioni subacquee e l’offerta estremamente varia di escursioni. Con il nuovo aeroporto, lo Stato ebraico vuole anche facilitare l’organizzazione di congressi internazionali ed eventi sportivi su larga scala, ma anche offrire ai turisti un accesso alla regione di Taba nel Sinai (Egitto) e al sud della Giordania (compresi il deserto del Wadi Rum, la stazione balneare di Aqaba e la città archeologica di Petra).

Secondo il sito internet dell’ufficio turistico locale, Eilat ha ospitato finora «circa 2,8 milioni di visitatori l’anno» (degli oltre 4 milioni di turisti giunti in Israele nel 2018). Tra gli obiettivi del ministero del Turismo, come riferiva già mesi fa l’Agenzia France Presse, c’è quello «di portare, nel giro di due o tre anni, dal 5 al 20 per cento l’apporto della regione del Neghev ai proventi complessivi del comparto turistico».

Così, inizialmente è prevista, per almeno tre anni, un’esenzione dalle tasse aeroportuali per attrarre nel nuovo scalo le compagnie aeree, secondo quanto riporta Air Journal. Si noti che dal 1985, la città più meridionale di Israele gode anche lo status di zona di libero scambio, esente dall’imposta sul valore aggiunto. Da anni Eilat cerca di affermarsi come scalo privilegiato per i voli low cost dall’Europa e dalla Russia. All’aeroporto Ramon, la compagnia Ryanair dovrebbe basare diversi aerei per incrementare le connessioni con la sue rete di rotte europee. Altre compagnie europee sono attese: ad esempio Transavia, Wizzair, Lufthansa, Air Europa, Finnair, Ural Airlines ed Edelweiss.

Il nuovissimo terminal dell’aeroporto Ramon, realizzato a partire dal 2013, ha grandi pareti in vetro e offre un’ampia vista panoramica sul deserto. A pieno regime sarà in grado di gestire il transito di 2 milioni di passeggeri l’anno. Con un successivo ampliamento raggiungerà una capacità di 4,2 milioni di passeggeri annui entro il 2030.

L’aeroporto Ramon, che copre una superficie di oltre 550 ettari, in caso di necessità fungerà da scalo alternativo a quello di Tel Aviv. Fino ad oggi, in caso di emergenza, i voli destinati al Ben Gurion venivano eventualmente dirottati su Amman (Giordania) e Larnaca (Cipro). Secondo alcuni media israeliani, una sorta di barriera antimissile intelligente, alta 26 metri e lunga 4,5 chilometri, protegge il nuovo scalo. Le autorità non confermano.

Inizialmente, l’aeroporto sarà utilizzato solo per i collegamenti nazionali delle compagnie israeliane Arkia e Israir (con voli da e per Tel Aviv e Haifa), che opereranno a partire dal 4 febbraio. Gradualmente, arriveranno poi i voli internazionali. La data d’apertura di questa nuova fase non è ancora specificata. L’aeroporto sarà collegato ad Eilat con un treno, ma per ora è previsto un servizio navette.

L’infrastruttura che è costata circa 1,7 miliardi di shekel (oltre 400 milioni di euro) e sostituisce due terminal aerei precedentemente utilizzati nella regione: quello di Eilat (voli interni) e quello di Ovda (60 chilometri a nord della città, per le linee internazionali).

Protesta la Giordania

Se tutto sembra essere positivo per Israele, la vicina Giordania ha espresso la sua disapprovazione per l’apertura del nuovo aeroporto internazionale israeliano, troppo vicino al confine meridionale tra i due Paesi. Il nuovo scalo rappresenterebbe una minaccia per lo spazio aereo del Regno hashemita e comprometterebbe le comunicazioni radio all’aeroporto di Aqaba e quindi i decolli, gli atterraggi e le misure di sicurezza. Il nuovo aeroporto israeliano effettivamente è situato a una decina di chilometri dall’aeroporto internazionale Re Hussein, che serve la città costiera giordana di Aqaba.

Secondo il direttore della Commissione che regolamenta l’aviazione civile giordana, Haitham Misto, l’aeroporto Ramon viola gli «standard internazionali relativi al rispetto della sovranità dello spazio aereo e del territorio di altri Paesi», riferiscono i media giordani. In particolare, violerebbe la Convenzione di Chicago sui requisiti di sicurezza per i nuovi aeroporti, firmata nel 1944 sotto l’egida dell’Organizzazione internazionale per l’aviazione civile (Icao).

La Commissione trasporti e servizi pubblici della Camera dei Deputati giordana ha diffuso una dichiarazione in cui chiede alla comunità internazionale di spingere Israele a rispettare il diritto internazionale, sottolineando che l’aeroporto israeliano violerebbe il trattato di pace tra Giordania e Israele, perché la realizzazione di un’infrastruttura del genere avrebbe richiesto un coordinamento preventivo con la Giordania.

A tutt’oggi solo due nazioni arabe hanno sottoscritto un trattato di pace con Israele: l’Egitto, nel 1979, e la Giordania, nel 1994.

 

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