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La musica contro

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5 giugno 2018
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La musica contro

Un pianista siriano, divenuto un simbolo per avere suonato fra le macerie presso Damasco, racconta la sua vita di vittima in fuga, la musica, il dramma della guerra.


La foto di un giovane pianista che suona in mezzo a una strada bombardata è diventata iconica, l’immagine della guerra in Siria, ripresa da molti giornali internazionali. «La storia dietro alla foto che ha fatto il giro del mondo» è l’autobiografia di questo musicista trentenne, fuggito, come milioni di altri, dalla fame e dalle bombe, trovando rifugio in Germania, prima solo e poi ricongiungendosi alla moglie e due piccoli figli. Il libro esce tradotto dopo essere stato pubblicato per la prima volta in tedesco (con l’aiuto di un giornalista e di un traduttore) con il titolo suggestivo «E gli uccelli canteranno».

Non è la prima esperienza di fuga nella storia di Aeham Ahmad: la sua famiglia lasciò la Palestina durante la Nakba del 1948, stabilendosi nel campo di Yarmouk, alle porte di Damasco, dove la famiglia riuscì a inserirsi bene dal punto di vista economico nella vita nel nuovo Paese. Ahmad poté studiare musica all’Università di Homs e il libro è costellato di ricordi di quel passato perduto. Quando nasce il suo primo figlio nel 2012, la guerra è già esplosa e gli cambia la vita per sempre. Un colpo di artiglieria gli ferisce gravemente una mano, portandogli via il sogno di diventare concertista di musica classica. Yarmouk, a pochi chilometri dal centro di Damasco, ha subito alcuni degli assedi più tragici della guerra. Per Ahmad i drammi continuano con la fuga in Europa. In Germania ha però trovato la fama, ha ricevuto premi e continuato a suonare per le vittime di guerra, come quel giorno della foto nella strada bombardata, in segno di sfida contro la barbarie.

«Quando scappi dalla fame e dalle bombe abbandoni il tuo mondo – scrive –. E ti trasformi in uno di quei loschi figuri che hanno sempre vissuto nella miseria e adesso arrivano in Europa per prendere parte alla grande ricchezza. Così la vedono quelli che non capiscono chi siamo e da dove veniamo». Ahmad sa narrare con sincerità e sensibilità i dettagli di una storia diversa, fatta certo di sforzi per la sopravvivenza fra prove durissime, ma con la forte volontà di dare un segno di speranza. (f.p.)

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