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Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia

Dana resta in sella

Eleonora Prandi
14 marzo 2017
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Dana resta in sella
Dana al-Gosaibi tra i suoi cavalli. (foto Amer Hilabi/AFP)

Dana al-Gosaibi ama i cavalli e l'equitazione. Le donne che come lei amano lo sport non hanno vita facile in Arabia Saudita. Ma c'è chi non si rassegna e spinge per il cambiamento.


«È veramente strano pensare che una donna non possa praticare l’equitazione per il rischio di perdere la verginità» dichiara Dana al-Gosaibi ai giornalisti dell’agenzia France Presse. Dana è una donna di 35 anni, originaria dell’Arabia Saudita, che nell’ultimo periodo ha fatto molto parlare di sé attirando l’attenzione dei suoi connazionali. Lei vorrebbe poter svolgere il suo lavoro, di addestratrice di cavalli e fantino nel suo Paese di origine, le cui leggi proibiscono però alle donne di fare sport.

Secondo uno studio condotto nel luglio di quest’anno dall’associazione non governativa internazionale Human Rights Watch il più grosso ostacolo al miglioramento dei diritti delle donne in Arabia Saudita è il sistema di tutela maschile che vincola le donne alle decisioni di un loro tutore uomo, che sia padre, marito o figlio. «Dobbiamo vivere ai bordi di questo recinto delineato dai nostri padri o mariti» ha dichiarato una ragazza saudita di 25 anni all’associazione.

Dana al-Gosaibi, nonostante le restrizioni a cui deve far fronte, come ad esempio l’impossibilità per una donna di richiedere in autonomia un passaporto, ha avuto la possibilità di studiare, lavorare e vivere all’estero per un decennio e, tornando in Arabia Saudita, ha visto svilupparsi il germe del cambiamento per quanto riguarda i diritti delle donne.

«Sono tornata e ho visto tutte queste donne lavorare come cassiere, nelle vendite e negli uffici», afferma la ragazza aggiungendo: «Il governo vuole più donne nella forza lavoro, come parte del piano Saudi Vision 2030 per diversificare l’economia basata sul petrolio del Paese e sta cercando di espandere le opportunità, anche sportive, per tutti».

Proprio alle politiche sportive, lo scorso anno, è stata nominata come osservatrice la principessa saudita Reema bint Bandar Al Saud, che si è spesa per far rilasciare licenze alle palestre per sole donne, secondo quanto riferiscono i media locali.

«Anche lo sport dà forza alle donne, soprattutto l’equitazione, che permette di instaurare un rapporto speciale con il cavallo» afferma Dana. «Molte donne mi hanno chiesto delle lezioni, anche se è difficile sfidare le regole. D’altronde non si può rimanere bloccati in queste antiche credenze e usanze. Le donne stanno rendendosene conto, stanno diventando forti e stanno iniziando a far sentire la loro voce».

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