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Nuove condanne a morte nella Striscia di Gaza

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18 ottobre 2016
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Nuove condanne a morte nella Striscia di Gaza

Questo mese i tribunali di Gaza hanno già comminato tre condanne a morte. Si calcola che in questa porzione di territorio palestinese quindici detenuti attendano di essere giustiziati.


(g.s.) – Nei giorni scorsi il tribunale di Deir al-Balah, nell’area centrale della Striscia di Gaza, ha condannato a morte un imputato di omicidio premeditato, di cui sono state fornite solo le iniziali: M.H.

I media palestinesi riferiscono che è la terza sentenza capitale pronunciata in questo mese di ottobre. Non è dato sapere se e quando le condanne verranno eseguite. È certo invece che i politici di Hamas – il movimento islamista che governa questa porzione di territorio palestinese – hanno preso l’impegno di applicare la massima pena irrogata dai giudici una volta che siano stati percorsi tutti i gradi di giudizio. Lo hanno deliberato nel maggio scorso i deputati di Gaza del Consiglio legislativo palestinese (organo la cui legislatura quadriennale è in regime di proroga dal 2010, mentre le elezioni per il suo rinnovo non si svolgono dal 2006). Per esaltarne la capacità di deterrenza e l’aspetto «pedagogico», le esecuzioni dovrebbero addirittura avvenire in pubblico secondo quanto, sempre in maggio, Amnesty International attribuiva a Ismail Jaber, che esercita le funzioni di ministro della Giustizia a Gaza.

La pena di morte è prevista dall’ordinamento palestinese anche in Cisgiordania, dove il controllo politico è esercitato dagli uomini di Fatah. Secondo la legge il via libera a ogni esecuzione è riservato al presidente in carica, ma Hamas non intende chiedere l’autorizzazione di Mahmoud Abbas (Abu Mazen), leader di Fatah. I detenuti in attesa di esecuzione nella Striscia di Gaza sarebbero oggi una quindicina. L’ultima condanna ad essere eseguita risale al febbraio scorso, quando il braccio militare di Hamas si sbarazzò di uno dei suoi membri colpevole di «condotte immorali» non meglio precisate.

I reati punibili con la morte in Palestina sono l’omicidio premeditato, il tradimento e la collaborazione con il nemico. L’agenzia di stampa Maan riporta le cifre fornite dal Centro palestinese per i diritti umani secondo il quale dal 1994 a fine 2015 sono state comminate 173 condanne a morte: 28 in Cisgiordania e 145 a Gaza, 85 delle quali a partire dal 2007, l’anno in cui Hamas estromise, armi in pugno gli uomini di Fatah e assunse il pieno controllo della Striscia.

Durante l’operazione militare israeliana Margine di protezione, nell’estate 2014, Hamas mise a morte, in modo sommario, almeno 23 persone accusate di essere spie e di Israele.

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