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Ermanno Olmi: La mia Terra promessa

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15 dicembre 2014
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Ermanno Olmi: La mia Terra promessa
Il regista Ermanno Olmi, nel 2008, riceve il Leone d'oro a Venezia come premio alla carriera.

«Prima di arrivare all’arcobaleno della mia vita, mi piacerebbe andare, chi lo sa, una volta, a vedere quei luoghi…». Allude alla Terra Santa, l’83 enne Ermanno Olmi, intervistato da Carlo Giorgi. Il dialogo con il celebre regista è pubblicato nel numero di novembre-dicembre 2014 del bimestrale Terrasanta. Ne proponiamo alcuni passaggi ai lettori di Terrasanta.net.


«Prima di arrivare all’arcobaleno della mia vita, mi piacerebbe andare, chi lo sa, una volta, a vedere quei luoghi…». Allude alla Terra Santa, l’83 enne Ermanno Olmi, intervistato da Carlo Giorgi. Il dialogo con il celebre regista è pubblicato nel numero di novembre-dicembre 2014 del bimestrale Terrasanta. Ne proponiamo alcuni passaggi ai lettori di Terrasanta.net.

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Acuto conoscitore delle Scritture, credente dalla fede profonda e problematica, Ermanno Olmi fino ad oggi non è mai stato in Terra Santa. Ciò nonostante, la culla dei tre monoteismi è un luogo caro alla sua umanità: a Gerusalemme ha grandi amici come lo scrittore David Grossman; e alla Terra Santa ha dedicato film importanti tra cui Camminacammina (sul viaggio dei Re magi alla ricerca del Salvatore, girato nel 1983) e Genesi: la creazione e il diluvio (del 1994).

Non l’ha mai vista, ma quando ne parla, la storia prende magicamente forma: «Ma come avranno fatto a immaginare il racconto della Creazione? – si domanda sbalordito –. I primi recensori della nascita del mondo erano pastori analfabeti. Però stavano tutte le notti là, sdraiati, con una pietra sotto la testa, a guardare queste lanterne del cielo… Credo che abbiano tentato di scovare il Supremo Artefice dentro alla loro conoscenza oggettiva, in questo caso i cieli, che narrano le origini del mondo. Oggi la nuova religione del mondo è la scienza. Ma la scienza, puntualmente, anche quando lo vuol negare, in realtà afferma tutto ciò che è stato intuito dalle Sacre Scritture. Ecco, i primi 11 capitoli della Genesi sono una cosa incredibile; è un mistero come la ricerca del mistero di quegli uomini sia riuscita a tanto!», e il maestro ride.

La Bibbia parla spesso del rapporto dell’uomo con la terra; terra da attraversare e conquistare, terra promessa e che dà sostentamento. Anche nei suoi film si parla spesso di questo tema.
La terra produce il cibo per l’uomo. In Genesi Dio ha detto in maniera chiara e definitiva qual è questo cibo: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». Non ha detto «ammazza il capretto», l’uomo dovrebbe essere legato a questo comandamento. Allora l’uomo ha diritto, assoluto e inalienabile, ad avere la terra necessaria a produrre il proprio cibo. In questa prospettiva, il possesso delle terre da parte di potentati è un crimine, perché nega agli uomini la possibilità di sopravvivere, affama i popoli togliendo loro ciò di cui hanno diritto per disegno divino per motivi naturali. Un altro delitto poi è la degenerazione dei comportamenti: ci sono colture estensive di mais sottratte all’uomo per produrre carburante. Per il profitto si porta via il cibo all’uomo! Si commettono peccati, che sono un crimine verso chi soffre e una bestemmia nei riguardi di Dio. Allora, se questi peccati sussistono, non vorrei che la Terra Santa per alcuni fosse un po’ come certe confessioni dove si andava per dare una lustratina all’anima…

Il pellegrinaggio in Terra Santa come un modo per lavarsi la coscienza?
Penso che si debba sempre ricominciare da san Francesco, che dice: «Ecco io mi spoglio di tutto, ricomincio dalla mia nudità». A volte mi sembra che quello che gira intorno alla Terra Santa sia più un business che un fatto di fede…  Invece fa bene ad andare in Terra Santa chi ha curiosità «belle» e desidera mettere a confronto la fede con il dato storico. La fede non ha bisogno per forza del dato storico, chiarito ed esplicitato. Però è bello quando trovi che la fede, il rapporto tra l’intimo di un individuo e il trascendente, trova riscontro anche nelle cose. A chi guarda con questa curiosità viene in soccorso la stessa realtà oggettiva.

Dopo Genesi, quale altra storia della Bibbia le piacerebbe raccontare con un film?
In assoluto il Cantico dei cantici. Il Cantico è un testo erotico. Ha nel sottotesto, perfettamente individuabile, tutto un rinvio all’erotismo amoroso. Quindi all’esaltazione del corpo, del maschio e della femmina, che si sublimano nel rapporto sessuale. E mi piacerebbe farlo, poiché l’erotico è predisposto dalla natura perché l’uomo e la donna si cerchino; fare dell’erotismo cioè una storia d’amore e non un fatto di «usa e getta». Se qualcuno l’ha inserito nelle Sacre Scritture ci sarà un motivo! E il motivo è proprio questo: non abbiate paura dell’erotismo, perché è nella Creazione. Però anche questa, come ogni cosa, vale solo quando è onesta. L’onestà non è la virtù degli sciocchi. L’onestà è forse l’unica via per mettere in atto le nostre legittime curiosità. Quindi anche quando si fa una ricerca, dentro argomenti importanti come questi, se non c’è l’onestà della domanda, non c’è neppure l’onestà della risposta. E allora tutto è vanità.

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