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Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia
Il 18 ottobre a Roma la Giornata per i volontari di Terra Santa. Occasione di scambio e formazione per non dimenticare i cristiani del Medio Oriente.

Quei fratelli di sangue da ricordare sempre

Carlo Giorgi
2 settembre 2014
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Quei fratelli di sangue da ricordare sempre
Un'istantanea dall'edizione 2014 della Giornata.

Il 18 ottobre si incontrano a Roma (presso il Centro congressi della Pontificia Università Antonianum in via Merulana 124) i volontari di Terra Santa, per una giornata di formazione in cui scambiarsi idee, approfondire la conoscenza del Medio Oriente cristiano e pregare insieme.

La giornata delle associazioni italiane dei volontari di Terra Santa giunge, nel 2014, alla sua settima edizione. E cade in un periodo quanto mai travagliato della storia della regione. Tempo di luci ma, soprattutto, di ombre minacciose. A maggio siamo stati testimoni del «pellegrinaggio di preghiera» di Papa Francesco: Bergoglio si è recato in Giordania, Israele e Palestina, incontrando soprattutto bambini, poveri e rifugiati. Il suo viaggio è stato in primo luogo un passo importante nel cammino ecumenico: Francesco e il patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo, si sono incontrati a Gerusalemme (come 50 anni prima i loro predecessori Paolo e Atenagora), confermando il desiderio di unità della Chiesa. Le parole del Papa pronunciate in quell’occasione, rilette oggi hanno un sapore quasi profetico: «Mentre sostiamo come pellegrini in questi santi Luoghi, il nostro ricordo orante va all’intera regione del Medio Oriente, purtroppo così spesso segnata da violenze e conflitti – diceva il Papa al Santo Sepolcro, rivolto a vescovi e patriarchi di Terra Santa -: quando cristiani di diverse confessioni si trovano a soffrire insieme, gli uni accanto agli altri, e a prestarsi gli uni gli altri aiuto con carità fraterna, si realizza un ecumenismo della sofferenza, si realizza l’ecumenismo del sangue, che possiede una particolare efficacia non solo per i contesti in cui esso ha luogo, ma, in virtù della comunione dei santi, anche per tutta la Chiesa. Quelli che per odio alla fede uccidono, perseguitano i cristiani, non domandano loro se sono ortodossi o se sono cattolici: sono cristiani. Il sangue cristiano è lo stesso». Ed ecco che, a meno di un mese dalla visita di Francesco e da questo messaggio che illumina il senso del martirio, i cristiani di Terra Santa sono caricati di una croce più pesante: la guerra in Siria ed Iraq degenera con la proclamazione di un califfato islamico dove i cristiani sono derubati, perseguitati e uccisi; e la violenza esplode anche in Palestina: il movimento fondamentalista di Hamas riprende un intenso lancio di missili su Israele; che risponde a sua volta con una sanguinosa operazione militare sulla Striscia di Gaza. La millenaria presenza dei cristiani in Iraq rischia seriamente di venire spazzata via. Mentre la tentazione per molti cristiani in Palestina, Libano e Siria è di emigrare in Occidente.

Come aiutare, in un simile contesto, la Terra Santa? Innanzitutto approfondendone la conoscenza e ascoltando la voce dei cristiani. Per questo abbiamo chiesto a fra Firas Lutfi, che nei mesi estivi ha svolto il suo servizio sacerdotale ad Aleppo, in Siria, di essere presente il 18 ottobre e raccontare la sua esperienza (a pagina 6, trovate già una sua testimonianza). Per non dimenticare il compito di assistenza ai pellegrini della Custodia di Terra Santa, Carla Benelli, archeologa e coordinatrice dei progetti di ATS Pro Terra Sancta, parlerà degli interventi di restauro e conservazione sul monte degli Ulivi. Abbiamo poi chiesto a fra Claudio Bottini di raccontare il pellegrinaggio di Papa Francesco in Terra Santa mettendo in evidenza lo stile «francescano» del suo viaggio.

Al termine della giornata fra Pierbattista Pizzaballa, il padre Custode, incontra i volontari e celebra l’eucaristia.

Per informazioni ed iscrizioni: giorgi@terrasanta.net – tel. 02.345.92.679

 


 

L’amore di Paolo VI per la Terra Santa

Domenica 19 ottobre, il giorno successivo all’incontro dei volontari, in Vaticano si celebra la beatificazione di papa Paolo VI, primo pontefice dopo san Pietro ad essere tornato in Terra Santa. Montini, appena eletto, dovendo portare a compimento il concilio Vaticano II iniziato dal suo predecessore Giovanni XXIII, decise di recarsi in pellegrinaggio in Terra Santa – fatto inaudito per l’epoca -, mettendo in questo modo l’esito del Concilio nelle mani del Signore.

Per ricordare papa Montini, il 18 ottobre abbiamo invitato Andrea Tornelli, vaticanista de La Stampa, a parlarci del beato Paolo VI e dei suoi legami con la Terra Santa. Legami davvero profondi se l’unico viaggio che papa Paolo VI ricorda nel suo testamento spirituale è proprio quello che fece appena eletto in Terra Santa. Infine, con tutti i volontari che lo desiderano (e si prenotano per tempo) domenica 19 ottobre saremo in piazza San Pietro a partecipare alla messa solenne di beatificazione, presieduta da Papa Francesco.

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