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Il conflitto siriano e i corpi dei bambini

Terrasanta.net
19 marzo 2014
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Come in ogni guerra, anche in quella in corso in Siria è alto il prezzo pagato dai bambini. Torniamo sul tema perché le testimonianze in proposito si susseguono. I dati sconsolanti contenuti in recenti rapporti dell’Unicef - l’agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia - e dell’organizzazione non governativa internazionale Save the Children.


(Milano/c.g.) – Come in ogni guerra, anche in quella in corso in Siria è alto il prezzo pagato dai bambini. Torniamo sul tema perché le testimonianze in proposito si susseguono. Secondo un rapporto appena pubblicato dall’Unicef – l’agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia – sono almeno 5,5 milioni i minori siriani che stanno soffrendo fisicamente o psicologicamente a causa della guerra, un quarto dell’intera popolazione del Paese.

L’Unicef reputa che almeno 10 mila bambini siano stati uccisi dall’inizio del conflitto; altri 3 milioni hanno dovuto abbandonare la propria casa; 1,2 milioni sono invece espatriati e ora vivono come profughi in terra straniera. Inoltre – come abbiamo già riferito – il diritto allo studio dei minori è stato fatto a pezzi: 2,8 milioni di studenti siriani non hanno la possibilità di frequentare la scuola. I meno sventurati vanno all’estero in scuole di fortuna: 300 mila ragazzi seguono, tra mille difficoltà, lezioni improvvisate in Libano; altri 93 mila in Giordania, 78 mila in Turchia, 26 mila in Iraq e 4 mila in Egitto.

Per i minori, una delle più tragiche conseguenze della guerra è il tracollo del sistema sanitario. Da un rapporto dell’organizzazione non governativa internazionale Save the Children risulta che il 60 per cento degli ospedali siriani è stato distrutto o danneggiato dall’inizio del conflitto nel Paese. Il restante 40 per cento delle strutture si è trovato a far fronte alle crescente richiesta di cure da parte delle centinaia di migliaia di persone ferite, che tre anni di guerra hanno prodotto.

Negli ospedali siriani manca ogni cosa, a partire dall’acqua pulita. con la conseguenza di rendere spesso irrealizzabili le sterilizzazioni di bendaggi e ferri chirurgici e di moltiplicare pericolosamente il rischio di infezioni. Il rapporto della ong segnala episodi davvero terribili: casi di amputazione di arti dei bambini, avvenuti poiché mancava la possibilità di offrire cure adeguate. Decesso di neonati, spirati a causa di incubatori spenti per la mancanza di energia. Genitori costretti a infilare l’ago della fleboclisi ai propri figli, in assenza di personale medico competente. E persone morte per aver ricevuto trasfusioni del gruppo sanguigno sbagliato.

Una vera emergenza è quella delle vaccinazioni infantili. Il morbillo e la meningite sono esplose. Prima della guerra, il 91 per cento dei neonati veniva sistematicamente vaccinato contro la poliomielite. Dopo solo un anno di conflitto, la copertura era scesa al 68 per cento. Il governo siriano nel 1995 aveva trionfalmente dichiarato che la poliomielite era stata sconfitta. Oggi almeno 80 mila bambini ne sono vittime.

A causa della mancanza d’acqua pulita si moltiplicano le malattie dermatologiche. In particolare in Siria si è registrata una massiccia diffusione della leishmaniosi viscerale, dovuta a un parassita che – in condizioni di gravi carenze igieniche – mangia la carne dell’individuo che aggredisce. Se prima della guerra se ne contavano 3 mila casi, oggi sono più di 100 mila.

 

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