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Dopo tre mesi di prigionia, tornano libere le monache di Maalula

Terrasanta.net
10 marzo 2014
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Dopo tre mesi di prigionia, tornano libere le monache di Maalula
Un'immagine delle religiose del monastero ortodosso di Santa Tecla a Maalula durante il sequestro durato oltre tre mesi.

Tredici religiose ortodosse (e tre inservienti), rapite il 3 dicembre scorso nella cittadina siriana di Maalula, sono state liberate ieri pomeriggio dalla banda armata islamista che le teneva in ostaggio dopo averle prelevate durante un raid al monastero di Santa Tecla. In cambio il governo siriano ha rilasciato oltre 150 prigionieri.


(Gerusalemme/m.m.l.v.) – Tredici religiose ortodosse (e tre inservienti), rapite il 3 dicembre scorso nella cittadina siriana di Maalula, sono state liberate ieri pomeriggio dalla banda armata islamista che le teneva in ostaggio dopo averle prelevate durante un raid al monastero di Santa Tecla. Si ritiene che abbiano trascorso la prigionia nel villaggio di Yabroud, una ventina di chilometri a nord di Maalula. In questi giorni la zona è teatro di operazioni militari condotte dalle truppe governative.

Alla liberazione delle monache hanno lavorato il capo dei servizi di sicurezza libanesi, il generale Abbas Ibrahim, e il suo collega del Qatar, Ghanem al-Kubeissi. I due avevano già ricoperto un ruolo importante nella liberazione di un gruppo di pellegrini sciiti rapiti nel corso del 2012. Stavolta hanno ottenuto che le suore fossero scambiate con oltre 150 prigionieri rinchiusi nelle carceri del governo siriano di Bashar al-Assad.

«Vogliamo ringraziare Dio, che ci ha permesso d’essere qui oggi. Ringraziamo ugualmente Bashar al-Assad per essersi tenuto in contatto con l’emiro del Qatar. E (ringraziamo) l’onestà del mediatore Abbas Ibrahim», ha dichiarato una delle religiose ai giornalisti che le attorniavano mentre varcavano la frontiera tra Siria e Libano. La monaca ha aggiunto che lei e le compagne sono state trattate bene nel corso del sequestro. «Il fronte Al-Nusra (gruppo legato ad Al Qaeda – ndr) ci ha concesso quel che chiedevamo e nessuno ci ha importunate», ha assicurato. A quanto sembra le religiose sono state tenute ai piani superiori di un edificio il cui piano terra era occupato dai loro guardiani, membri del gruppo Al-Nusra.

 

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