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Tutto ciò che sappiamo su Macheronte

Terrasanta.net
9 luglio 2013
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Il complesso fortificato di Macheronte ebbe, tutto sommato, vita breve: fatto edificare non lontano dalla sponda orientale del Mar Morto intorno al 90 a.C. dal re asmoneo Alessandro Janneo venne raso al suolo meno di due secoli dopo dalle truppe romane. Oggi è certamente tra i siti archeologici più interessanti della Giordania e dell’intera regione. L’archeologo ungherese Győző Vörös gli dedica un volume riccamente illustrato, in lingua inglese, che sarà di sicuro interesse per tutti gli appassionati.


(g.s.) – Il complesso fortificato di Macheronte ebbe, tutto sommato, vita breve: fatto edificare non lontano dalla sponda orientale del Mar Morto intorno al 90 a.C. dal re asmoneo Alessandro Janneo venne raso al suolo meno di due secoli dopo, nell’anno 72, dalle truppe romane intente a sedare la prima rivolta giudaica.

Per volontà di Gabino, un generale agli ordini di Pompeo, la fortezza era già stata distrutta nel 57 a.C,. ma nel 30 era stata ricostruita da Erode il Grande, che l’aveva voluta come baluardo orientale dei suoi domini. Nel 4 a.C. Macheronte era passata nelle mani di uno dei figli: Erode Antipa, tetrarca della Galilea e della Perea. Proprio qui, secondo lo storico Giuseppe Flavio, fu rinchiuso e poi decapitato Giovanni Battista. Pochi decenni più tardi il tramonto definitivo della roccaforte.

Oggi la collina di Macheronte è certamente tra i siti archeologici più interessanti e suggestivi della Giordania e dell’intera regione. L’archeologo ungherese Győző Vörös le dedica un volume che ne ricostruisce tanto la storia, quanto lo sviluppo delle indagini archeologiche in situ. Lo pubblicano, in lingua inglese, le Edizioni Terra Santa.

Vörös conosce bene la materia avendo coordinato una squadra di archeologi ungheresi, giordani e francesi nel corso di un progetto di scavi e ricerche realizzati a Macheronte tra il 2009 e il 2012.

Fra Massimo Pazzini, decano dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, nella sua Prefazione al volume spiega che «lo Studium è legato, sin dai suoi albori, in maniera particolare e profonda alla terra di Giordania e ad alcuni dei suoi luoghi più magnifici dal punto di vista paesaggistico, storico, archeologico e religioso: il Monte Nebo, Madaba, Umm al-Rasas e il luogo del battesimo di Gesù, sulla sponda orientale del fiume Giordano. Anche nel sito di El-Mishnaqa-Macheronte, lo Studium condusse in passato due campagne di scavi: la prima sotto la direzione dei francescani Virgilio C. Corbo e Stanislao Loffreda (1978-1981), la seconda sotto la direzione di fra Michele Piccirillo (1992-1993). Vari professori dello Studium Biblicum hanno respirato l’aria della Giordania partecipando a quegli scavi, in modi che richiamano i giorni eroici dell’archeologia».

Per questa ragione, scrive Pazzini, «siamo lieti di prender parte alla co-edizione di questo libro insieme con l’Accademia ungherese di Belle Arti. Siamo anche fiduciosi che questo volume possa rappresentare un valido contributo al rilancio e allo sviluppo di quest’area ricca di storia e di vicende umane».

Il libro, con il suo ricchissimo corredo di illustrazioni, rappresenta la prima monografia a carattere accademico interamente dedicata al sito archeologico di Macheronte.

«Nel corso delle ricerche archeologiche del Ventunesimo secolo in Terra Santa – spiega il professor Vörös nell’Introduzione –. Nessuno può dimenticare che tutti noi siamo eredi del lascito accademico di chi ci ha preceduto. I risultati scientifici fin qui accumulati e ogni generazione di ricercatori, si regge sulle spalle di chi è venuto prima, come fossimo equilibristi di un circo. Sono convinto che sarebbe stato impossibile scrivere questo primo libro contenente le relazioni finali dei nostri scavi e ricerche sul campo a Macheronte (senza dar conto del resto). I nostri risultati sono figli del lavoro svolto negli ultimi quattro anni. L’indagine scientifica a Macheronte, e le nuove scoperte, sono iniziate nel 1807, mentre le campagne di scavo vere e proprie nel 1968».

L’autore elenca i nomi di chi, in quest’arco di tempo, lo ha preceduto nelle ricerche. A ciascuno rende così un doveroso omaggio. Poi passa ad illustrare approfonditamente le varie fasi della storia di Macherus.

Gli appassionati della materia troveranno in queste pagine una miniera di informazioni preziose, che rendono il volume imperdibile.

(Oltre alla galleria fotografica, vogliamo offrire ai nostri lettori un’anteprima di alcune pagine del libro in formato Pdf. Cliccate qui)

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