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Online gli archivi archeologici israeliani

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21 gennaio 2013
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<i>Online</i> gli archivi archeologici israeliani
Due istantanee scattate nel 1868 a Gerusalemme durante i lavori di ricostruzione della cupola della basilica del Santo Sepolcro. (foto dall'archivio dell'Iaa)

Gli archivi archeologici israeliani sono su Internet e saranno messi a disposizione del pubblico nel corso di questo mese. Lo ha comunicato la scorsa settimana l’Autorità israeliana per le antichità (Iaa). Migliaia di documenti relativi alle scoperte archeologiche in Israele/Palestina negli ultimi 100 anni saranno così agevolmente consultabili.


(Milano/e.p.) – Gli archivi archeologici israeliani sono su Internet e saranno messi a disposizione del pubblico nel corso di questo mese. Lo ha comunicato il 16 gennaio l’Autorità israeliana per le antichità (Iaa).

Migliaia di documenti relativi alle scoperte archeologiche in Israele/Palestina negli ultimi 100 anni potranno così essere consultati in Rete.

La Iaa ha utilizzato speciali scanner per salvaguardare mappe, lettere, progetti di architetti ed ingegneri, e altri documenti conservati a Gerusalemme e ad Acri e risalenti a periodi precedenti il Mandato britannico (1919-1948).

I visitatori potranno consultare, per esempio, le planimetrie della basilica del Santo Sepolcro dopo il terremoto del 1927, mappe dello spionaggio britannico risalenti alla Prima guerra mondiale e progetti risalenti al 1870 relativi ad edifici sul Monte del Tempio (la Spianata delle Moschee).

Secondo il quotidiano The Jerusalem Post restano da mettere a punto alcuni difetti del sito web, ma una volta ultimata l’opera i materiali – fino ad oggi poco accessibili – conservati presso il Museo Rockefeller, saranno a disposizione del grande pubblico. Il museo, situato in prossimità della Porta Nuova, appena fuori il perimetro murario di Gerusalemme vecchia, fu sede dell’Autorità per i beni archeologici del Mandato Britannico, prima di diventare sede dell’omologo dipartimento israeliano.

Il Jerusalem Post aggiunge che molti materiali conservati negli archivi rischiano un deterioramento irreparabile perché disegnati su carta di riso. Poiché che gran parte del materiale è in inglese, anche le pagine del sito sono in lingua inglese e offre in ebraico solo spiegazioni generali.

«L’Autorità per le antichità ha deciso di trasferire gli archivi su piattaforma digitale per disseminare nel mondo le informazioni che essi contengono», ha detto Uzi Dahari, vicedirettore dell’organismo israeliano, che, dopo aver ereditato le competenze del dipartimento archeologico del Mandato (a sua volta creato nel 1920 dalle autorità inglesi), è stato istituito in modo formale nel 1990.

Gran parte delle carte messe ora a disposizione anche del pubblico risalgono al periodo 1919-1948. Le si può consultare all’indirizzo www.iaa-archives.org.il

 

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