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Una giornata per i Giusti, un Giusto beato

Giorgio Bernardelli
14 maggio 2012
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Qualche giorno fa il Parlamento europeo ha approvato una mozione che istituisce la Giornata europea in memoria dei Giusti. D’ora in poi, dunque, ogni anno il 6 marzo l’Europa sarà chiamata a mettere al centro il ricordo di tutte le donne e gli uomini che con il loro coraggio si sono opposti al sopruso dei totalitarismi. Uno di loro, il cattolico emiliano Odoardo Focherini, sarà presto beato.


Come Terrasanta.net ha già raccontato, sia la situazione politica in Israele sia la vicenda dello sciopero della fame dei prigionieri sono in pieno movimento: ci sarà modo di tornarci sopra a bocce ferme nei prossimi giorni. Mi preme invece segnalare qui due altre novità su un tema che ci sta sempre molto a cuore: quello della memoria non solo del male, ma anche dei Giusti tra le nazioni, cioè di quelle figure che – durante la Shoah – misero a repentaglio la propria vita per salvare quella di alcuni ebrei.

La prima notizia è che qualche giorno fa il Parlamento europeo ha approvato una mozione che istituisce la Giornata europea in memoria dei Giusti. D’ora in poi, dunque, ogni anno il 6 marzo l’Europa sarà chiamata a mettere al centro il ricordo di tutte le donne e gli uomini che con il loro coraggio (e a volte con il sacrificio della vita) si sono opposti al sopruso dei totalitarismi, di qualsiasi ideologia e colore politico. A proporre l’iniziativa è stata Gariwo, l’associazione internazionale promossa da Gabriele Nissim che a partire da Milano in questi anni ha costruito una rete importante sul tema dei Giusti, mettendo insieme tra loro contesti anche diversi come quelli delle tragedie della ex Jugoslavia o del Ruanda. La data proposta richiama comunque l’esperienza importante portata avanti dalla memoria ebraica in questo senso: il 6 marzo è infatti l’anniversario della morte di Moshé Bejski, l’ebreo salvato da Oskar Schindler che fu ideatore e per tanti anni presidente della Commissione dello Yad Vashem che a Gerusalemme assegna il titolo di Giusti tra le nazioni.

È interessante che questa campagna di Gariwo sia giunta in porto proprio in un momento in cui avvertiamo tutti l’estrema debolezza dell’Europa. In qualche modo questa nuova Giornata è anche una sfida a tornare a guardare alla nostra storia con occhi un po’ diversi. «Non si tratta di chiedere un’ennesima ripetizione delle giornate della memoria – ha spiegato bene Nissim, in una lettera appello rivolta agli eurodeputati alla vigilia del voto a Strasburgo -, ma di formulare un approccio completamente diverso nei confronti della storia europea. Ricordare per la prima volta nella comunità gli uomini che sono stati capaci di fare del bene nelle situazioni estreme significa valorizzare gli individui piccoli e grandi che con il loro coraggio sono stati il fondamento della costruzione morale dell’Europa. Chi ha salvato delle vite durante il nazismo, come chi ha lottato per la verità e la democrazia durante il totalitarismo sovietico, o chi ha cercato invano di prevenire e di denunciare i genocidi in Armenia ed in Ruanda, è stato il portatore dei valori più alti della nostra identità europea che esalta il rispetto della pluralità umana, il ruolo irriducibile dell’individuo e il significato profondo della responsabilità personale».

A queste parole mi sembra molto bello accostare una seconda notizia, arrivata proprio nelle stesse ore. Tra i decreti della Congregazione per le cause dei santi che il Papa ha approvato qualche giorno fa c’è infatti anche quello sul martirio di Odoardo Focherini, laico della diocesi di Carpi e padre di famiglia, che morì nel 1944 in un campo di concentramento nazista in Germania per essersi adoperato per salvare un centinaio di ebrei. Il decreto sul martirio apre la strada alla sua beatificazione, che avverrà nel giro di qualche mese. Dunque Focherini – che nel 1969 fu uno dei primi italiani a essere onorati ufficialmente dallo Yad Vashem – sarà il primo Giusto tra le nazioni italiano a essere anche proclamato beato dalla Chiesa cattolica. 

Si tratta di una notizia che vale la pena sottolineare: parecchie volte in questi anni la memoria della Shoah è stata occasione di incomprensioni tra la Chiesa cattolica e il mondo ebraico. Il fatto che, almeno in questo caso, ci si ritrovi insieme nel proporre a modello una figura come Focherini, potrebbe rappresentare un’indicazione di percorso preziosa in un dialogo non sempre facile ma lo stesso di vitale importanza per tutti.

Clicca qui per leggere sul sito di Gariwo l’appello di Gabriele Nissim che ha portato all’istituzione della Giornata europea in memoria dei Giusti

Clicca qui per leggere la scheda de Il tribunale del bene, il libro che Gabriele Nissim ha dedicato alla figura di Moshé Bejski

Clicca qui per accedere al sito su Odoardo Focherini

 

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